Zalone verso il record di incassi. Il nuovo film è costato 28 mln di euro

Buen Camino si sta rapidamente avvicinando ai record di incassi di Tolo Tolo e Quo vado?. Aumentati i costi di produzione con riprese in Italia e Spagna e bei cachet per attore e regista.

Buen Camino di Checco Zalone sta marciando a un passo che, in termini di incassi, dovrebbe portarlo a superare di slancio i 46 milioni di euro di Tolo Tolo del 2020, e forse ad avvicinare i 65 milioni record di Quo vado? del 2016.

In soli quattro giorni, dal 25 al 28 dicembre, ha un box office da 27 milioni di euro, e pure domenica 28 dicembre ha continuato ad attirare masse di spettatori con 6,7 milioni di euro al botteghino.

Un bilancio tra costi e ricavi. Ma se sul fronte dei ricavi, comunque clamorosi, si è ormai detto molto, poco invece è stato raccontato sul lato costi della pellicola diretta da Gennaro Nunziante, prodotta da Indiana production e distribuita da Medusa.

Costi lievitati causa location. Mentre Tolo Tolo era costato 24 milioni di euro, per Buen Camino costi sono lievitati a 28.108.350,54 euro. Il film di Zalone, per gli standard italiani, lo si può classificare come una produzione davvero importante: tre settimane di riprese in Italia, sette settimane in Spagna, qualche giorno in Francia. Insomma, un film girato quasi tutto fuori dalla Italia, ma con una troupe italiana che in media vedeva al lavoro un centinaio di persone ogni giorno. In Spagna, infatti, sono intervenuti service locali solo per la logistica, il catering e per le comparse da utilizzare durante le riprese.

Insomma, le richieste di Nunziante e Zalone sono state precise: i paesaggi del Camino di Santiago sono unici e non potevano essere riprodotti a Cinecittà o comunque in qualche location italiana più comoda e a buon prezzo.

Certo, poi per arrivare a 28,1 milioni di euro, oltre ai costi vivi di produzione, ci sono anche stati importanti costi cosiddetti «sopra la linea», ovvero quelli della parte creativa: sceneggiatori, regista, attori, musiche.

E qui, come già ricordava il vecchio produttore di Zalone, Pietro Valsecchi, in una intervista rilasciata al Corriere della sera, le pretese dello stesso Zalone e di Nunziante sono molto alte (e giustamente, visti i risultati al botteghino). Nell’ordine dei milioni di euro ciascuno. D’altronde, Nunziante è regista ma pure sceneggiatore. E Zalone, alias Pasquale Luca Medici (il suo vero nome) è attore principale, sceneggiatore e pure autore delle musiche.

Analizzando la tabella pubblicata dalla Direzione generale cinema del Ministero della cultura, si evidenzia come Buen Camino non abbia ancora ricevuto nessun credito di imposta in base alle regole del tax credit. E questo perché il Ministero sta avendo tempi di reazione un po’ ritardati rispetto agli standard delle precedenti annate. La produzione del film di Zalone, comunque, ha richiesto un credito di imposta pari a 7,9 milioni di euro, ovvero il 28% sui costi di produzione. Una aliquota tutto sommato bassa, proprio perché i costi cosiddetti «sopra la linea» sono rilevanti, e su quei costi esiste un tetto massimo al di sopra del quale il credito di imposta non può essere richiesto.

 

fonte: https://www.italiaoggi.it/