UN LIBRO UN LUOGO a cura di David Ferrante: L’ABRUZZO E IL SESSO NELLE TRADIZIONI POPOLARI

L’Abruzzo del sesso.

Vi sottopongo due indovinelli delle nostre nonne:

Mitte ’m mocch’e llicche, volde lu cul’e fficche

Cos’è?

L’ùmene l’arrizze e la fèmmene l’ammuscielìsce

Cos’è?

Non siate maliziosi.

Henri Gaidoz, all’inizio del 1800, prima di intraprendere la pubblicazione di scritti sulle tradizioni erotiche, scrisse: «Non tutto si può stampare nelle pubblicazioni destinate al grande pubblico…»

Nel 1987, Maria Concetta Nicolai ritenne che i tempi fossero maturi per dare alle stampe il materiale sul folklore erotico raccolto  da Gennaro Finamore un secolo prima e diede alle stampe, con l’illuminato editore Marino Solfanelli, il libro Krytadia. Racconti erotici, indovinelli e canti popolari abruzzesi. Un testo scientifico ma non riservato alla sola comunità scientifica.

A distanza di 36 anni, per festeggiare i suoi ottant’anni e con la grinta e la passione di una giovanissima ricercatrice,  ma con la maturità di decenni di studio e la rigidità scientifica che la contraddistingue, torna a lavorare sul testo ampliandolo e approfondendo lo studio sul tema: la classificazione e l’approfondimento, cioè, di racconti, canti, scioglilingua, indovinelli, proverbi… che hanno come oggetto il sesso.

Lo studio delle tradizioni erotiche ha avuto inizio nel 1883 quando Eugène Rolland e Henri Gaidoz, che già avevano dato vita alla rivista Mélusine convinti dell’importanza di affrontare le tematiche della mitografia sessuale, iniziarono a progettare l’uscita di una rivista internazionale riservata al mondo scientifico e da inviare esclusivamente agli studiosi per abbonamento. Con questa idea, dal 1883 al 1911, superando non poche difficoltà anche di carattere giudiziario, venne pubblicata Kryptadia (cose nascoste) che resta l’edizione più importante finora realizzata di folclore sessuale. Nella rivista appare anche il nome del nostro Gennaro Finamore nel volume IV (1888) nelle note comparative ad una novella di Gerardo Nerucci con due testi Il fatto dei due mercanti e il Fatto dei due compari.

Nel 1904 a Kryptadia si affianca Anthropophyteia, fondata da Friedrich S. Krauss. La rivista raccolse la collaborazione di studiosi come Sigmund Freud. Tra i numerosi contributi anonimi si possono individuare anche quelli degli italiani Stanislao Prato, Tommaso Cannizzaro, Raffaele Corso e Giovanni De Giacomo.

Interessante appare quanto scritto da Krauss nella prefazione al primo fascicolo: «i rapporti sessuali sono il centro e l’asse di tutta la vita sociale; sono il fenomeno sociale più antico, primo, duraturo e fondamentale…»

Anche questa rivista ebbe problemi giudiziari nonostante le precauzioni adottate e venne presa di mira dalle commissioni di censura che più volte ne impedirono la pubblicazione o ne sequestrarono i numeri, tanto che Salomon Krauss dichiarò di «essere trattato dal Presidente del Tribunale di Vienna come se fosse l’inventore della sessualità e appartenesse ai più abietti delinquenti del globo terrestre».

La storia della mitografia sessuale continua nelle pagine del saggio della Nicolai nel quale se ne può trovare un ricco approfondimento fino a giungere a quella proposta nel manoscritto di Gennaro Finamore.

L’etnografo di Gessopalena iniziò i suoi studi sul sesso nelle tradizioni abruzzesi, come scoperto ed evidenziato dalla Nicolai, già tra il 1880 e il primo semestre dell’anno successivo quando «aveva già cominciato a mettere da parte qualcosa di proibito per una raccolta pornografica», come scrisse a Giuseppe Pitré in una lettera datata 26 giugno 1881.

Ma non voglio anticiparvi troppo neanche su quest’altro versante e lasciarvi alla lettura di questo dirompente, moderno, testo dove l’ipocrisia e il moralismo devono scostarsi dinanzi ad uno studio serio come quello proposto dall’antropologa spoltorese:

Gennaro Finamore. Il sesso nelle tradizioni popolari abruzzesiManoscritto LI – Kryptadia – fondo Finamore, Biblioteca Regionale “A. C. De Meis” Chieti, edizione a cura di Maria Concetta Nicolai per Menabò – D’Abruzzo, dicembre 2023.

Libro in cui troverete Gennaro Finamore mitografo; Kryptadia e Anthropophyteia e gli studi successivi; il lavoro antesignano di Gennaro Finamore; il Manoscritto LI; i racconti, i canti, gli scioglilingua, gli indovinelli e i proverbi della tradizione popolare abruzzese legati al sesso ma anche le schede biografiche di Gaston Paris, Eugène Rolland, Henri Gaidoz, Friedrich Salomon Krauss e tanto altro materiale.

Cosa altro aggiungere?

Ah, le risposte agli indovinelli, e ve ne regalo anche altri due:

Mitte ’m mocch’e llicche, volde lu cul’e fficche.

(filo ed ago)

Ce le métt’adderezzate,

ce le cacc’i-abbavajjàte.

(i maccheroni)

Métto ’na cos’a jju focu rosciu e ttostu,

ju recàccio musciu e sporchu

(la mela)

L’ùmene l’arrizze e la fèmmene l’ammuscielìsce.

(il sacco della farina)

 

David Ferrante

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Scrittore e sociologo, appassionato studioso e divulgatore della cultura popolare. Ha all’attivo diversi scritti d’impronta sociologica tra i quali due monografie pubblicate dalla Tabula fati e vari saggi all’interno di collettanee edite dalla Franco Angeli, dall’Università d’Annunzio di Chieti, ecc.

Tra i suoi lavori dedicati agli aspetti magici e leggendari della cultura popolare, oltre a diversi racconti, il saggio Tradizioni, riti e sortilegi del 24 giugno. San Giovanni Battista nella cultura popolare abruzzese (2018-2020). È ideatore e curatore delle antologie L’Ammidia. Storie di Streghe d’Abruzzo (2019), Fate, Pandafeche e Mazzamurelli. Storie di miti, superstizioni e leggende d’Abruzzo (2020) e Magare. Storie di Streghe d’Abruzzo v.2.

Nel 2022 esce la sua prima silloge personale Il dolore della luce. Racconti di streghe, fantasmi e d’amore in cui reale e irreale, amore e crudeltà cercano un punto d’incontro e di fusione.

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