UN LIBRO UN LUOGO a cura di David Ferrante: C’ERA UNA VOLTA A CAPISTRELLO

Un libro a Capistrello – «Antonio, nato nel 1887, aveva già ventisette anni quando si innamorò della sedicenne Diomira che portava il suo grano a macinare. Lui era un ragazzo robusto, anche se di statura un po’ al di sotto della media, capelli e occhi scuri, fronte spaziosa e uno spirito d’iniziativa che sfiorava a volte l’incoscienza a volte la spavalderia, unito a un grande senso dell’umorismo e soprattutto dell’autoironia. Un uomo risoluto, intelligente e operoso che come molti suoi compaesani aveva già conosciuto il durissimo lavoro di miniera. Diomira lo aveva incontrato la prima volta in occasione di una festa della tradizione religiosa, quella legata al culto, profondo a Capistrello, di Sant’Antonio da Padova, a cui era (ed è tuttora) dedicata la chiesa parrocchiale. E poi naturalmente al mulino.»

Era il 1970 quando il prof. Profeta e una sua laureanda raccolsero testimonianze sulle tradizioni e sui costumi della Marsica. Il professore andò da Diomira e le chiese di cantare le canzoni di Capistrello, suo paese d’origine. Nonna Diomira iniziò e lo fece per ore e giorni. Tutto quel prezioso materiale fu registrato e ora è custodito presso l’Istituto per la Conservazione dei Beni Sonori e Audiovisivi del Ministero dei beni culturali.

Era il 2020, mesi in cui eravamo prigionieri nelle nostre case e con tanto vuoto da riempire, quando Mira ripensò a quei giorni del 1970 e iniziò la ricerca di quei canti e del ricordo di sua nonna.

Mira è la nipotina di Diomira. Sì, Mira è il diminutivo di Diomira. Che aveva lo stesso nome della nonna lo scoprì il primo giorno di scuola, quando durante l’appello la maestra cercava una tal Diomira mentre in classe c’era solo Mira, Mira Carpineta.

Era il 2020 quando riascoltò la voce della nonna dopo decenni, e i ricordi iniziarono a diventare le parole di un libro che vi consiglio.

“Le sue parole ormai sono impresse nella mia mente. Ogni volta che rivedo il suo volto ricordo anche la sua voce. Incominciava sempre così: ‘na ota nò…”

Na Ota Nò…  di Mira Carpineta   edizioni Tabula Fati.

David Ferrante

Curatore della rubrica di recensioni librarie: UN LIBRO UN LUOGO