UN LIBRO UN LUOGO a cura di David Ferrante: A CHIETI DENTRO UN’ALTRA VITA

UN LIBRO A CHIETI – «Un giovane bellissimo avanza con passo cadenzato nell’arena dell’Anfiteatro dell’antica Teate, lasciandosi alle spalle la porta d’accesso all’area extraurbana e lo scenario montuoso, che si staglia innevato e rilucente nel cielo crepuscolare

                         

«Fra qualche giorno presento un libro, ti va di venire? Parla di Chieti, potrebbe interessarti.» Così la professoressa Alessandra Melideo, impegnata in attività di promozione culturale nel nostro territorio, m’invita alla presentazione di Dentro un’altra vita, un libro di Maria Rosaria Giannobile.

«È un romanzo avvincente – prosegue Alessandra nel suo messaggio – che riproduce il quadro storico della città di Chieti nella sua evoluzione, dall’antica Teate Marrucinorum ai giorni nostri. Monumenti e paesaggi fungono da cornice alla narrazione di microstorie di personaggi che s’intersecano nel sottile gioco della vita diretto dal caso, motore propulsore di un viaggio metafora della condizione umana. Realtà e finzione si alternano in un ritmo incalzante che scandisce il tempo delle vicende narrate tra passato e presente, con finale mozzafiato. La narrazione nella narrazione riproduce un filo conduttore narrativo a incastro, che rimanda a bozzetti di vita quotidiana sullo sfondo della stratificazione storica e artistica del nostro entroterra abruzzese.»

Con un messaggio così dettagliato, una vera e propria recensione, riesce a stuzzicare la mia curiosità. Vado alla presentazione e conosco Mariarosaria Giannobile, autrice di tre romanzi, Dentro un’altra vitaIl principe straniero e Lady Doris, e una silloge poetica; ottenendo riconoscimenti in vari premi letterari internazionali: premio Adriatico per la narrativa in Abruzzo, premio Michelangelo Buonarroti e premio Virgilio.

Libro acquistato.

«Tutto ciò che era intorno a me sembrava partecipare alla mia felicità, come se ogni elemento architettonico fosse una cornice dorata al mio quadro esistenziale: la Cattedrale di San Giustino con la sua interminabile scalinata, il lungo Corso Marrucino su cui s’apre la piazzetta Gian Battista Vico, vicino agli antichi portici, Piazza Trento e Trieste, detta comunemente Trinità in memoria della chiesa lì collocata, e la Villa Comunale con il viale dei tigli secolari, che diffondono il profumo anche fuori dalla primavera.»

 

David Ferrante

Curatore della rubrica di recensioni librarie: UN LIBRO UN LUOGO