TRUMP O BIDEN. QUESTO E’ IL PROBLEMA?

La differenza tra quanto spendono gli Usa e quanto spendono i paesi europei della Nato sta diventando troppo significativa“. Così il presidente Usa Barack Obama, al termine dell’incontro con il presidente del consiglio Matteo Renzi, sottolineò la necessità che ogni membro della Nato si doveva far carico dell0insostenibile situazione. “Il divario è troppo grande, siamo una partnership nella Nato e bisogna fare in modo che tutti paghino la giusta quota“. Era il lontano 27 marzo 2014.

Da questo dato storico si ricava che, al di là di apparenti e formali conflitti tra repubblicani e democratici, gli Stati Uniti hanno una sola politica. In seguito Obama  annunciò il ritiro dall’Afghanistan portato frettolosamente e brutalmente a compimento da Biden dopo miliardi di dollari ed euro spesi e molti soldati occidentali morti.

Se ci caliamo nell’attualità cui ci obbliga l’attentato di Mosca si capisce che si sta scherzando col fuoco visto che questa volta il tutto avviene in Europa. Infatti ad attentato appena avvenuto gli USA, improvvidamente ed immediatamente, dichiarano che non c’entra l’Ucraina “apparendo i portatori di una sorta di excusatio non petita” dando così la sponda a Putin di accusare Kiev.

L’Europa, con le sue infinite lentezze, sta appena iniziando a capire che il “tumore bellico” ce l’ha sul proprio suolo e che se non si attrezza adeguatamente non ci sono Stati Uniti che tengano. Se in UE si piange in Italia addirittura diluvia, infatti nel centro destra Meloni ha scoperto, solo da quando governa, un “neo euro atlantismo” sovvertendo tutto quanto aveva detto e fatto fino ad ottobre 2022 contro gli USA. Allo stesso tempo ha un partner di maggioranza Matteo Salvini che guarda a Mosca con “quando un popolo vota ha sempre ragione” senza ammettere le “strane elezioni” in Russia. Ma se “Atene piange (il centro destra) Sparta (il centro sinistra) non ride” con la presenza nell’invocato campo largo ci dovrebbe entrare Conte con i suoi 5 stelle schiacciati sulle posizioni di Putin e nell’attesa messianica della rielezione di Donald Trump per risentire quel dolce “Giuseppi”. In questo delicato e drammatico quadro geopolitico l’Italia non è nelle condizioni di affrontare una circostanza storica come questa guerra alle nostre porte con una maggioranza e un’opposizione minate da contraddizioni insanabili oltre che incomprensibili. L’idea che una coalizione riunisca tutto quello che è all’opposizione di questo governo appare, a dir poco, impraticabile oltre che folle. L’armocromia di Elly Schlein non potrà servire alla causa anche perché l’autodefinirsi centro sinistra riporta ad un ovvio e semplice interrogativo non risolto: chi è di centro e chi di sinistra?

Senza dimenticare le incongruenze dove per il finanziamento all’Ucraina Conte vota contro e Schlein vota a favore, però con una propria mozione e non quella del governo, pur dicendo entrambe la stessa cosa. Tutto ciò a discapito della credibilità nazionale e che non è sfuggito agli osservatori esterni i quali, giustamente, ritengono l’inaffidabilità dell’Italia un dato ormai storicamente acclarato. Come si è riportato in un precedente articolo è dal 1994 il nostro sistema politico si è basato e costruito su coalizioni messe in piedi per vincere le elezioni e non certamente per governare. Ne dà conferma che sotto l’alternanza apparente delle due coalizioni al governo in questo trentennio nessuno è mai stato capace veramente di governare. Qualche esempio lo danno le mancate decisioni sul monopolio delle concessioni balneari, sulla necessità di aumentare le licenze dei taxi nelle maggiori città, la trasformazione della Sanità pubblica con le invenzioni delle aziende sanitarie violando le basi costituzionali al riguardo, trasporti pubblici indegni, fondi per opere pubbliche bloccati da decenni, opere pubbliche avviate e mai completate, centinaia di decreti attuativi incagliati e si potrebbe continuare per ore. Il pericolo di una guerra si è accentuato in queste ultime ore e bisogna che si cambi radicalmente registro in quanto già il 50% degli italiani non va più a votare e, così continuando, è verosimile che si scenda ulteriormente. In conclusione l’attuale geopolitica impone all’Europa una difesa comune a prescindere da quello che faranno gli americani ma se a rappresentare l’Italia sono queste due coalizioni non aiuteremo noi stessi e né, tantomeno, l’Europa. Tutto ciò a prescindere se vincerà Biden o Trump perché il solco gli USA, da Obama in poi, l’hanno già tracciato e il vecchio Continente, Italia compresa, dovrà fare da sola dopo molti decenni di comoda protezione americana.

di Raffaele Romano