IL CRISTO RESTITUITO ALLA CITTA’

cristo

Se ci si reca al Duomo di Teramo,  in questi giorni, si nota che è stato ricollocato al suo luogo d’origine,  il Cristo crocifisso a cui tanti sono affezionati. Un’ emozione che riscalda il cuore per i credenti,  una gioia per gli occhi per chi vuole anche solo ammirarlo. Un tesoro riscoperto grazie al Rotary che ne ha finanziato il restauro permettendo così di riportare all’antico splendore un’opera d’arte fatta risalire

alla fine del ‘300 inizi del ‘400, di autore ignoto, dal tratto unico ed inconfondibile, ma non ancora identificato. Si pensa che il Cristo originariamente non fosse collocato sulla croce, ma su di un tronco. Dopo un lungo ed impegnativo restauro, atto a rimuovere i diversi strati di stuccature in gesso dipinti, svolto a Roma a cura della Cooperativa Conservazione dei Beni Culturali in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici dell’Abruzzo,è  tornato alla luce un crocifisso ligneo, capolavoro dell’arte locale.  Tutti i colori che vi erano fino a qualche tempo fa sono stati fisicamente rimossi con un bisturi, lavoro lungo e certosino, per riportare l’opera allo stato iniziale. Ammirando l’opera si nota e colpisce la sofferenza che ne traspare. Si tratta di un Cristo forse già morto, o che sta per spirare. Lo si nota dalle giunture, gomiti, ginocchia e spalle molto sofferenti, nonché dal viso che trasmette un forte pathos.