SCUOLA: LA REGIONE “ORIENTA”

consiglio-scuola_430_3La scelta della scuola è sicuramente un momento importante nella vita dei giovani. Avviene in un età in cui non sempre si hanno le idee chiare su “cosa si vuol fare da grande”. La famiglia svolge un ruolo fondamentale, ma le variabili da considerare sono diverse. Nel nostro territorio, così come nel resto d’Italia, si assiste da anni al fenomeno di una licealizzazione eccessiva rispetto alle scuole di tipo tecnicoprofessionali.

Situazione che è da qualche tempo all’attenzione delle istituzioni per interventi mirati. Dalla regione Abruzzo sono partiti due progetti che hanno lo scopo di migliorare il percorso orientativo per la scelta degli studi. Il primo denominato “Azioni di sistema contro la dispersione scolastica” prevede un fi nanziamento di 1.650.000 euro per le istituzioni scolastiche che ne facciano richiesta Il secondo progetto denominato “Obiettivo giovani per l’orientamento” è invece espressamente dedicato alle scelte che i ragazzi si trovano ad affrontare dopo le scuole medie. “Molti di quelli che abbandonano o sbagliano la scelta della scuola lo fanno in terza media- sostiene l’assessore regionale Paolo Gatti–. Optare per i licei piuttosto che per scuole tecnico – professionali, senza aver le idee chiare, può rivelarsi un errore e provocare effetti a catena nella vita. E’ importante invece dare voce ad attitudini, talenti e aspirazioni individuali degli studenti per evitare magari la scelta sbagliata anche dell’università Con questi due progetti, invece– prosegue l’assessore- contiamo di incidere su un orientamento migliore, ridurre il fenomeno della dispersione, e fare in modo che quanti più ragazzi possano fare un percorso di studi che consenta loro un più facile ingresso nel mondo del lavoro”. Ma quanto incidono famiglia e retaggi culturali che defi niscono gli status sociali, nelle scelte scolastiche? Una famiglia di avvocati, per esempio, sarebbe più orientata a continuare nella tradizione… “Sicuramente incidono – insiste Gatti -, ma è sbagliato. Sono retaggi, appunto, anacronistici e poco pratici. La famiglia deve essere sì, un supporto, ma dovrebbe tener conto, soprattutto oggi, che la scelta va orientata a ciò che il mercato del lavoro richiede e paga di più. Non va dimenticato che esistono buoni e cattivi licei, così come scuole tecniche migliori o peggiori. E che questa diversa valutazione è radicata soprattutto al Sud, dove la licealizzazione e poi la laurea sono viste ancora come un ascensore sociale. Bisognerebbe invece essere pratici e lasciar perdere i percorsi di illusione”. L’ultima domanda nasce spontanea, lei che scelta farebbe per suo figlio, liceo o tecnico? “Dipende. Mi auguro che in terza media cominci ad avere un minimo di elementi che gli consenta di fare scelte sue, sicuramente dovrà essere supportato dalla famiglia, ma non ho pregiudizi in questo senso. Se una scuola tecnica è una buona scuola può dare eccellente preparazione e sbocchi professionali molto più agevoli”.