TERAMO E L’EMERGENZA GAS

Una Pasqua decisamente “diversa” quella che hanno vissuto i teramani quest’anno.
L’improvvisa quanto inspiegabile (per ora) interruzione nell’erogazione del gas ha costretto 21.000 famiglie a rinunciare al tradizionale pranzo pasquale. Nel pomeriggio del 17 aprile scoppia a Teramo l’emergenza gas. In un primo momento si pensa ad un guasto nella rete di distribuzione, ma subito ci si rende conto che qualcosa non quadra. Comune e Prefettura si allertano per gestire la situazione, ma le società coinvolte, il distributore (2i Rete Gas) e il trasportatore (Gsi spa) si “rimpallano” le responsabilità, dal momento che è difficile stabilire la causa dell’interruzione del fl usso. Si parla di lavori di ordinaria manutenzione su un tratto dell’adduttrice maggiore che avrebbero causato un “generico disservizio”, per ammissione dello stesso Federico Frassi, direttore generale della Società Gasdotti Italia, l’azienda che gestisce il metanodotto su cui si è registrato l’inconveniente, mentre il Sindaco presenta un esposto alla
magistratura per “interruzione di pubblico servizio”. La mancanza di gas, proprio nei giorni delle festività pasquali ha danneggiato pesantemente le attività produttive e di ristorazione senza contare i disagi causati alle famiglie con bambini, anziani o disabili. Così si profi la anche l’esposto di associazioni di consumatori che chiedono il rimborso dei danni. Nei giorni dell’emergenza sono state allestite,dalla protezione civile, due cucine da campo che hanno distribuito centinaia di pasti caldi, sia a Teramo, in largo Madonna delle Grazie, che a Torricella Sicura, l’altro comune più pesantemente colpito dal disagio. Le indagini della magistratura sono tutt’ora in corso.