STORIA DI UNA PANCHINA ROSSA

… e di un “gran rifiuto” (forse)

A Villa Santa Maria (CH) un gruppo di donne molto attive nel sociale e sensibili alle tematiche del mondo femminile, con particolare attenzione al triste fenomeno dei femminicidi, si è rivolto al sindaco del borgo, signor  Giuseppe Finamore, per chiedere il permesso di installare una panchina rossa in un luogo pubblico comunale, come avviene ormai in molti paesi e città d’Italia. L’intento di sensibilizzazione sociale sull’argomento, totalmente a spese delle proponenti, si è infranto tuttavia sul rifiuto del sindaco a tale proposta. Nella lettera inviata allo stesso e regolarmente protocollata dal comune con il numero 3085, le persone che si sono assunte l’onere di rappresentare il progetto del gruppo,  hanno presentato l’istanza il 23 agosto scorso, precisando che l’iniziativa andava a istituire un simbolo, che in paese manca,  la panchina rossa appunto, che rappresenta l’impegno sociale per la lotta alla violenza contro le donne. Nell’istanza è chiaramente specificato che l’intero costo, dall’installazione alla manutenzione è a carico del gruppo proponente.

Il sindaco tuttavia ha risposto con una nota, datata 24 agosto con protocollo n. 3459, in cui NON autorizza l’installazione in quanto nel giardino comunale Murata Gigotti sarebbe già presente una panchina rossa con lo stesso simbolico significato.

Il disappunto e la delusione delle signore villesi è stato raccolto dal  direttore di RadioVilla Centrale, Mauro Carbonetta il quale, ha  presentato un quesito alla Prefettura di Chieti,  chiedendo di poter verificare se ci fossero atti consiliari, determine, documenti a supporto della dichiarazione del sindaco, dal momento che   “non risulterebbero, allo stato attuale,    atti amministrativi da parte del Comune, nei quali il Consiglio comunale si sia  espresso sull’argomento”.  E per opportuna conoscenza ha inviato lo stesso quesito  al Dipartimento per le Pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, All’UDI – Unione Donne Italiane, agli Stati Generali delle Donne – Roma.

Nel giardino comunale, in effetti,  sono presenti alcune panchine colorate che non avrebbero però nessun particolare riferimento alla tematica , “ed è per questo motivo che trovando insufficiente il diniego del sindaco, abbiamo chiesto alla Prefettura di Chieti e al Dipartimento delle Pari Opportunità di  poter avere qualche documento ufficiale inerente la dedica della stessa  alle donne vittime di violenza”.

La prima risposta è arrivata dalla Coordinatrice nazionale degli Stati Generali delle donne, dottoressa Isa Maggi, la quale scrive : “La Panchina rossa è un marchio registrato dagli Stati Generali delle Donne ed è innanzitutto un monumento civico per sensibilizzare la cittadinanza sulla drammatica questione della violenza sulle donne. La Panchina rossa ha una sua storia e alcune regole da condividere..Quella che vedo in fotografia, nel Giardino Comunale Murata Gigotti nel Comune di Villa Santa Maria, non ha i requisiti di base per essere considerata parte del progetto che è nazionale, riguarda tanti Comuni ed anche molti Paesi in varie parti del mondo.” Nella risposta della dottoressa Maggi, la stessa ritiene che “ la richiesta del gruppo, con la collaborazione dell’Amministrazione Comunale e della cittadinanza, debba avere un esito positivo perché non può che contribuire al bene comune.” Allegando  anche il logo “che dovrà essere apposto sulla stessa panchina che si vuole installare. La nostra referente per l’Abruzzo Rosaria Nelli con piacere potrà essere coinvolta nel giorno della cerimonia di installazione”

Raggiunto telefonicamente, per un commento sulla vicenda,  il sindaco di Villa Santa Maria, Giuseppe Finamore ha dichiarato  “ di aver  detto no alla proposta delle signore,  non per avversione al progetto in sé, ma  per la modalità di presentazione della stessa e  per il luogo suggerito. L’amministrazione comunale  è molto sensibile alla tematica e favorevole alla realizzazione del progetto ma con modalità diverse, poiché essendo un tema di indubbia importanza sociale sarà cura del Comune reperire i fondi necessari e le dovute autorizzazioni all’utilizzo del marchio della panchina rossa come simbolo della lotta alla violenza sulle donne.  Non esiste alcuna polemica in realtà,  solo una diversa concezione di portare a compimento l’installazione della panchina che molto probabilmente sarà ubicata  in una piazza o in luogo  più idoneo  dopo aver esplicato tutta la  buracrazia del caso”.

Alle signore non resta che attendere, magari sulle altre panchine colorate del Giardino Murata Gigotti,  oltre agli sviluppi del caso,  quella rossa.

MC

          Risposta a nota n. 3085 del 23-08-2021