Stefano Giovagnoni – USURA: NUOVE LEGGI E PROFESSIONALITÀ MIRATE.

PrimaPagina edizione Maggio, 2013 n. 36

Dr Stefano GiovagnoniSostituto Procuratore della Repubblica di Teramo

USURA: OCCORRONO NUOVE LEGGI E PROFESSIONALITÀ MIRATE.

La crescente diffusione dell’usura e il suo radicarsi fra piccoli imprenditori e commercianti, ha determinato, nel recente passato, una sempre più acuta sensibilità verso il fenomeno, soprattutto con l’irruzione sul mercato delle cosiddette “mafi e” che del credito illegale hanno fatto, unitamente al racket delle estorsioni, un aggressivo e potente mezzo di controllo di interi territori in varie regioni italiane. In tale contesto, la legge 108 del 1996

ha rappresentato, senza dubbio, un’azione di contrasto di tipo strutturale, poiché, con l’introduzione di una soglia legale, il delitto di usura è stato collocato in una dimensione totalmente oggettiva e svincolato il sistema economico e della correttezza del mercato del credito. Inoltre, l’inasprimento sanzionatorio e l’introduzione della confisca per equivalente hanno consentito alle forze dell’ordine e magistratura di adottare strumenti di indagine e di repressione di grande effi cacia, la cui applicazione ha permesso di raggiungere, in alcuni casi, signifi cativi risultati investigativi. Infi ne, la previsione di una serie di istituti a favore delle vittime di usura (fondo di solidarietà, sospensione dei termini di pagamento ecc.) ha aperto un varco per incoraggiare ogni usurato ad uscire allo scoperto per affi darsi alle istituzioni e tornare a vivere nella normalità del circuito economico ordinario.

Ciononostante, ancora oggi, si parla di usura in termini di fenomeno “sommerso”, di cui nessuno è in grado di rilevare la reale entità, anzi, secondo alcuni, il numero di denunce sarebbe ensibilmente diminuito negli ultimi anni, a fronte di un allarmante e crescente espansione del fenomeno, che ha ormai assunto dimensioni transnazionali. E’ necessario allora interrogarsi se occorra un nuovo intervento legislativo, o se sia il caso di introdurre nuove metodologie di indagine, magari più idonee a far emergere il “sottobosco” in cui l’usura si annida. In questo caso sembra quanto mai opportuno formare gruppi di inquirenti specializzati, che consentano di sviluppare una rofessionalità mirata, in grado di riconoscere il fenomeno dell’usura in tutte le sue molteplici manifestazioni.