Stabilicum: Cosa prevede la legge elettorale, tutti i punti fondamentali

Dal premio di maggioranza alle liste bloccate, l’indicazione del candidato premier (non sulla scheda elettorale) e il voto per i fuorisede

La legge elettorale voluta dal centrodestra è stata approvata alla Camera con 217 sì, 152 no e 2 astenuti. Ecco i punti fondamentali dello Stabilicum.

Il premio di maggioranza che scatta a quota 42%

Il premio di maggioranza è fisso e consiste in un numero predeterminato di seggi (70 alla Camera, 35 al Senato) assegnato alla lista o coalizione che ottiene almeno il 42% in ognuna delle due Camere. In assenza di tali presupposti (anche solo in una Camera) il premio non viene più assegnato e anche i seggi del premio vengono ripartiti in modo proporzionale. Se invece si ottiene il premio, i seggi si sommano a quelli ottenuti con la parte proporzionale, ma la legge stabilisce un tettoalla Camera 220 seggi, al Senato 113. In caso di seggi eccedenti, vengono sottratti alla lista assegnataria del premio nella parte proporzionale. Esclusi invece dal tetto i seggi degli eletti all’estero (8 deputati e 4 senatori)

Preferenze bocciate: le liste restano bloccate

Niente preferenze. Sulla scheda l’elettore troverà solo liste bloccate: quelle presentate, eventualmente in coalizione tra loro, dai singoli partiti a livello di ciascun collegio plurinominale (massimo 6 candidati accanto a ogni simbolo) e quelle presentate dalle liste singole o dalle coalizioni a livello circoscrizionale. Queste ultime, in caso di coalizione, sono le stesse per tutte le liste coalizzate e la composizione del cosiddetto «listone» — che scatta in caso di vittoria con il premio di maggioranza — è affidata ad accordi interni ai partiti. Per l’ingresso in Parlamento, le soglie di sbarramento restano quelle del Rosatellum: il 10% per le coalizioni e il 3% per le liste, con la novità del ripescaggio per il migliore coalizzato.

L’indicazione del candidato premier (ma non sulla scheda)

Le liste o coalizioni di liste devono indicare alla presentazione del simbolo e nel programma il nome di chi si intende proporre al capo dello Stato come candidato premier. È stato specificato che l’indicazione deve avvenire nel rispetto delle prerogative del presidente della Repubblica in merito alla nomina dei membri del governo e di quanto disposto dall’articolo 67 della Costituzione. Il candidato premier non compare comunque sulla scheda elettorale. In caso di coalizione, la persona proposta è la stessa per tutte le forze politiche. La mancata indicazione del nominativo produce l’inammissibilità delle liste. Secondo le opposizioni è un «premierato anticipato» o «camuffato».

La norma anti frammentazione, il rischio che vinca chi perde

La norma anti frammentazione, o anti cespugli, è stata inserita nello Stabilicum con un emendamento di Paolo Emilio Russo (FI) gradito anche a settori delle opposizioni. Lo spirito è quello di aggregare «i piccoli»: prevede che non concorrano alla determina-zione della cifra nazionale di coalizione i voti espressi per le liste collegate che non superano lo sbarramento del 3% e che non siano la prima lista sotto questa soglia. Così nessuna delle due coalizioni principali potrà presentare più di una lista a rischio 3% per non perdere voti. Le forze minori dovranno convergere in quelle già esistenti per una sorta di «voto utile». Il rischio, altrimenti, è che quei voti vadano persi e per paradosso la coalizione con meno voti potrebbe vincere.

fonte: https://www.corriere.it/politica/