Sindaco di Nereto, racconta di prog. realizzati

minorastefanoEVITIAMO di RICORRERE ALLE TASCHE DEI CITTADINI (SE POSSIBILE)

Il Sindaco di Nereto, Stefano Minora racconta di progetti realizzati, difficoltà da superare e della crisi che non risparmia neanche la Vibrata.

Spesso accusato di non comunicare con la

cittadinanza il sindaco di Nereto, Stefano Minora ci apre le porte del Municipio e ci parla della realtà che quotidianamente vive come Sindaco. “Problematica principale di molti comuni, soprattutto quelli piccoli, – esordisce– è proprio il problema occupazionale. Nereto fino ad oggi ha vissuto di attività artigianali e in minima parte industrial, che come tutte le piccole realtà risentono pesantemente della crisi e chiudono sempre più di frequente. Con la nuova normativa i comuni devono avvalersi dell’apporto di tributi locali ed è evidente che se le attività chiudono non riescono più a versare i tributi dovuti, di conseguenza le entrate dei comuni(IMU o Tassa rifiuti) si fanno sempre più esigue; il problema sociale d’altro canto è sempre maggiore. Ogni giorno vengono persone in comune a chiedere sostegno e lavoro a cui purtroppo l’Amministrazione non riesce a dare soluzione, sia in termini di lavoro che disostegno economico”.

I soldi non ci sono. “I soldi son fi niti. C’è ancora qualcuno che non se ne è accorto ma purtroppo è così. Purtroppo il non poter dare riscontro concreto alle persone che vengono a chiedere sostegno è una delle cose che mi mettono in grande difficoltà rispetto alla popolazione. Nessun sindaco vorrebbe mettere tasse ai propri cittadini, ma è una scelta imprescindibile. I trasferimenti statali diminuiscono drasticamente ogni anno; per continuare ad erogare servizi occorre trovare i fondi. Abbiamo avuto un aumento importante delle tariffe per lo smaltimento rifi uti, legato all’ applicazione di leggi da cui non possiamo prescindere oltre a non poter più spostare partite di bilancio. Ciò comporta che tutte le somme sono a carico dai cittadini con i quali i rapporti diventano, alla fine, difficili”. In particolare quali risorse sono venute a mancare? “Ad esempio avevamo il Giudice di Pace, che ora hanno tolto. Era una risorsa per il paese in quanto produceva movimento e transito di persone, importanti per l’economia giornaliera delle piccole attività. Un dato positivo invece concerne l’aumenta degli iscritti soprattutto per l’Istituto Tecnico. L’offerta scolastica è cresciuta e si è dimostrata un’idea vincente. Chi fa il sindaco spera sempre di poter fare delle opere pubbliche, e anche in questo abbiamo cercato di fare il possibile impegnandoci in modo particolare nella ristrutturazione e messa in sicurezza degli edifi ci scolastici e dell’asilo nido; per quest’ ultimo abbiamo ottenuto anche l’accreditamento regionale”.

I soldi spesi sono stati prelevati dalle tasche dei cittadini? “Nulla è stato prelevato dalle tasche dei cittadini. Sono fondi pervenuti dalla regione o da altri fondi statali. Per le manutenzioni e ammodernamenti fatti alla scuola materna abbiamo ottenuto dei finanziamenti da altri Enti, così anche per la riqualifi cazione sul risparmio di CO2. Abbiamo dei problemi ed è in essere una querelle per la riqualificazione dell’area “Romeo Menti” in quanto sembrerebbe che l’ufficio tecnico non abbia effettuato tutto a norma. E’ un problema di tipo gestionale e come giunta non abbiamo potere su questo”.

Molte aziende private lamentano improponibili ritardi nei pagamenti da parte delle PA. Voi, avete pagato i lavori che avete fatto eseguire? “Come tutte le PA stiamo soffrendo per i debiti pregressi lasciati in eredità dalle precedenti amministrazioni però siamo riusciti a pagare la maggior parte dei lavori quando sono stati sbloccati i fondi che erano vincolati dal patto di stabilità. Non abbiamo ancora grandi somme da pagare, qualche residuo da saldare per i lavori di ristrutturazione della caserma dei vigili del Fuoco, ma dovremmo chiudere la posizione a breve”.

Un difetto della sua Amministrazione? “Il difetto maggiore che soffro è il distacco della popolazione dalle Istituzioni. Mi spiace perché io con la mia professione di medico sono quotidianamente a contatto con le persone e mi piacerebbe un rapporto più diretto anche con i miei concittadini. Forse è anche il periodo di crisi che contribuisce a rendere le persone distanti e poco fiduciose nelle Istituzioni.”