LA BANCA CENTRALE EUROPEA

Concepita più come garante e guardiana della stabilità dei prezzi, cioè dell’inflazione, che per mansioni proprie di una vera  Banca Centrale tesa a fornire risorse per la crescita, ha di fatto relegato i cittadini, con le tasse,

e il sistema delle imprese al  ruolo di esclusivi prestatori di ultima istanza. Ma il vero effetto negativo di questa dissennata gestione economica è l’aver  gettato i Paesi europei in conclamata defl azione, esponendoli ai noti pericoli conosciuti tristemente nel passato, generati  dall’ossessivo perseguimento del contenimento dell’inflazione. Anche il Meccanismo Europeo di Stabilità (MES), nato a  garanzia dei Paesi membri in temporanea difficoltà di liquidità, è stato voluto per vincolare a precisi obblighi capestro a chi è  costretto a doverne far uso. Un regolamento particolarmente penalizzante costringe alla rinuncia praticamente totale della  Sovranità del paese richiedente con la garanzia dell’asservimento dei propri asseti pubblici, assicurando inoltre l’impunità personale ai gestori della tutela. Non sono stati rispettati minimamente i principii di mutualità e di solidarietà, ma  semplicemente si sono perseguiti regole contabili da curatore fallimentare con criteri medioevali di coercizione punitiva. Ma ci  siamo mai chiesti perché questo sia potuto avvenire? A Maastricht è stata concepita una convergenza verso una moneta  diversa da quella che poi è stata realizzata. Questa evoluzione è avvenuta successivamente in modo subdolo, senza che ci sia  tata la consapevolezza, il consenso e l’approvazione né dei cittadini né dei Parlamenti nazionali. Sono stati attivati quei  famosi meccanismi automatici, voluti da una oligarchia autoreferenziale che man mano conquistava il potere nei palazzi di Bruxelles, riuscendo a sottrarre alla gestione delle politiche dei Paesi membri, e pertanto al consenso democratico della  Sovranità dei popoli, qualsiasi spazio di autonomia nella determinazione delle politiche economiche per il raggiungimento degli  obiettivi di  crescita.