LA CRISI IN CASA FLI

Intervista a Berardo Rabbuffo, consigliere regionale del partito di FiniSecondo Oscar Giannino, prestigiosa firma de Il Sole 24 ore, “mezza Italia è senza casa politica” e si  chiede, anche in modo veemente se sia o no il momento “di tirar su le maniche e ricostruire dal basso un punto di riferimento per l’azione civile e politica coerente a quelle posizioni liberali, personaliste, sussidiariste, a difesa del diritto naturale contro la prevaricazione del costante abuso di diritto  positivo, che oggi

visibilmente manca”. Abbiamo girato la domanda a Berardo Rabbuffo, espressione abruzzese del Fli, per capire se i fi niani teramani abbiano intenzione o meno di “occupare” questa  casa, e con quali proposte, in un momento storico- politico incerto per i partiti maggiori, crisi delle  coalizioni e del bipolarismo e l’avanzata di movimenti populisti, come i grillini del Movimento 5 stelle,  che hanno spopolato nelle recenti elezioni amministrative. “Che ci sia, in tutta la politica, una  mancanza di punti di riferimento è sotto gli occhi di tutti- esordisce il consigliere-. La crisi ha messo a  nudo tutto ciò che non è più sostenibile, a cominciare da atteggiamenti anacronistici di feudalesimo
e vassallaggio, di gruppi politici che dispensando privilegi tengono i cittadini in condizioni di sudditanza. La politica deve tornare ad essere servizio, riscoprire e rispettare il cittadino e non  onsiderarlo un elettore-consumatore a cui elargire regalie in prossimità delle elezioni”. Politica di servizio, come si pratica secondo lei? “Intanto bisogna ribadire che il cittadino a fronte di diritti è  anche depositario di doveri. Per non essere sudditi bisogna essere consapevoli di avere anche delle responsabilità – spiega Rabbuffo –, soprattutto quando si delega la propria rappresentatività,  cegliendo persone dotate di buon senso, non ‘campioni di incassi’ politici. La politica deve essere  informatrice, cambiare atteggiamenti e di conseguenza modo di operare. Cambiare cultura. Snellire  le leggi, attuare riforme liberali, il primo a fare queste critiche è stato proprio Fini. Oggi si parla solo di tagli, ma fi ni a se stessi, lineari, non giovano a niente e lo spread non cala. Aumentano le tasse, ma aumenta anche la spesa pubblica. A Teramo la situazione rispecchia quella nazionale. Dalla  questione dei rifiuti alla sanità, abbiamo ancora qualcuno che ci fruga nelle tasche… “Nonostante gli slogan, infatti, sono sempre i cittadini a sobbarcarsi gli oneri più pesanti – insiste il consigliere –, ma oggi deve esigere comportamenti chiari da parte degli amministratori. A Teramo la Tia raccoglieva 6  milioni di euro, oggi è a 12 milioni. La raccolta differenziata ha fatto lievitare i costi anziché abbatterli. Ogni Comune sceglie come trattare i rifi uti, come se non ci fosse un metodo unico applicabile in tutto il territorioitaliano. I progetti iniziati nel 2004 sono tuttora bloccati. I cittadini devono imparare a pretendere di sapere in che modo vengono spesi i soldi pubblici, pretendere gare e bandi, non subire semplicemente decisioni che spesso volgono a favore di aziende monopoliste del settore”. E poi  vigilare sugli sprechi?  “Certo. In tempi di vacche grasse sono stati allestiti e finanziati diversi   cantieri, come ad esempio i due autoporti di Roseto e Castellalto. Due strutture abbastanza vicine e rimaste incompiute e inutilizzate e con forti diffi coltà a poter essere riconvertite. Senza i necessari
supporti per l’utilizzo rimangono delle cattedrali nel deserto. E per quanto riguarda la sanità è anche peggio – aggiunge Rabbuffo –. Si fa il megaparcheggio a pagamento e si chiudono i reparti. Funzionari pubblici super pagati per non decidere. In un momento in cui le famiglie contano i  centesimi per vivere. Per questo capisco la gente scandalizzata, ma chi critica e poi non va a votare non lo giustifico”. Oggi però votare sembra una  decisione alquanto diffi cile. Esiste ancora il bipolarismo? E soprattutto esiste una politica onesta, di vocazione e non di professione? “Il bipolarismo è un metodo, non un valore da difendere. Bisognerebbe uscire da queste secche. Può funzionare con i collegi uninominali in cui non contano tanto i partiti quanto gli individui – conclude l’esponente del Fli -. Di figure politiche negative ce ne sono tante, ma ce ne sono anche tanti che lavorano sodo. È un’attività pesante, ma non deve essere un lavoro. Per fortuna c’è ancora qualcuno che ci crede, che ha le mani pulite, e nonostante la disillusione, vuole ancora fare. Se fatto bene è il volontariato più alto e nobile che ci possa essere. Futuro e libertà è nato proprio come alternativa,  perché è il vero centro destra, non ideologizzato, europeo, laico ma non laicista, moderato e pronto ad andare verso i cambiamenti necessari che ci attendono”.