Tutta o quasi tutta la poetica di Pascoli si esprime attraverso l’osservazione della natura che circonda l’uomo, degli animali, delle azioni quotidiane necessarie per vivere e sopravvivere, in contesti governati da “forze” più grandi, come la Natura stessa, ma non solo. L’osservazione di Pascoli del mondo naturale è talmente profondo, dettagliato, didascalico se vogliamo – basti pensare alle tante onomatopee che si incontrano nei suoi versi – che la stessa Natura diventa “maestra”, filosofia di vita, di quel mondo “possibile”, senza particolari eroismi o domìni, ma con la fiducia nel valore delle “piccole cose”.
Nell’aver rilevato e ampliato questo sguardo indagatore, sta tutto il lavoro dell’Autrice che aggiunge ai dettagli della quotidianità della vita agreste, un occhio particolare agli animali, che il Poeta nomina, descrive, utilizza nei suoi versi per evocare sentimenti ed emozioni. Negli animali, da cortile soprattutto, quelli cioè che accompagnano e scandiscono la giornata rurale, c’è il riconoscimento del ruolo, pregnante, che egli riconosce loro, in quanto portatori di lezioni di vita.
Secondo l’Autrice infatti, “in questa ordinaria realtà egli scorge il mistero e ascolta o piuttosto si concede ai rumori, ai brusii, ai fruscii, ai colori, agli schianti, ai tonfi, alle vibrazioni di luce che si combinano e si dissolvono per farne motivo di stupore, simboli di una vita che esorta alla bontà…”
La contrapposizione con le teorie positivistiche fin de siècle si manifesta in Pascoli laddove si definisce Poeta ” l’individuo capace di ascoltare o dar voce alla sensibilità e all’innocenza infantili… Il vero Fanciullino parla agli animali, agli alberi, ai sassi…” Tutto ciò è chiaramente evidenziato nello studio dell’Autrice che ne coglie i rimandi a tutta la produzione poetica pascoliana, come si evince dalla nutrita bibliografia, e ne sottolinea significati e significanti.
Un lavoro accurato, dettagliato, ma molto godibile nello svolgimento narrativo, che accompagna confortevolmente il lettore nella comprensione profonda, intima ed emozionale del Poeta delle “piccole cose”
Maria Cristina Solfanelli è nata a Chieti nel 1991, ha conseguito presso l’Università G. D’Annunzio la Laurea in Letteratura, Filologia e Linguistica del mondo medievale e moderno, a cui hanno fatto seguito ulteriori studi in Filologia, Linguistica e tradizioni letterarie. La sua opera si sofferma, in questo caso, sul concetto pascoliano del destino dell’uomo e dei suoi limiti.
Titolo: PASCOLI E GLI ANIMALI DA CORTILE – Ed. Tabula Fati – Chieti – 2014
M.C.


