PALMERINI DALLA MEMORIA AQUILANA ALL’ORIZZONTE GLOBALE

Profilo critico della sua attività giornalistica e letteraria in campo nazionale e internazionale

di Franca Colozzo**

La figura di Goffredo Palmerini, giornalista e scrittore aquilano, si colloca in una posizione singolare nel panorama della cultura italiana contemporanea. La sua opera nasce da una radice fortemente territoriale, L’Aquila e l’Abruzzo, ma si sviluppa progressivamente verso una dimensione nazionale, europea e internazionale, seguendo soprattutto le traiettorie della memoria, dell’emigrazione italiana, dell’identità culturale e dell’incontro fra comunità.

La peculiarità della sua produzione consiste proprio in questo movimento continuo fra radicamento e apertura, fra la memoria del luogo d’origine e la conoscenza del mondo. Non è dunque sufficiente definire Palmerini semplicemente come giornalista o scrittore di interesse regionale: la sua attività costituisce piuttosto una forma di geografia culturale dell’italianità, costruita attraverso reportage, incontri, testimonianze, profili umani, cronache, viaggi e riflessioni.

I suoi articoli sono stati pubblicati in Italia e in numerosi Paesi, tra cui Argentina, Australia, Brasile, Canada, Cile, Germania, Gran Bretagna, Messico, Repubblica Dominicana, Spagna, Stati Uniti, Svizzera, Sudafrica, Uruguay e Venezuela. La sua esperienza con le comunità italiane all’estero costituisce pertanto non un elemento marginale, ma uno dei fondamenti della sua identità intellettuale.

La bibliografia di Palmerini documenta un percorso ormai pluridecennale: Oltre confine (2007), Abruzzo Gran Riserva (2008), L’Aquila nel Mondo (2010), L’Altra Italia (2012), L’Italia dei sogni (2014), Le radici e le ali (2016), L’Italia nel cuore (2017), Grand Tour a volo d’Aquila (2018), Italia ante Covid (2020), Mario Daniele, il sogno americano (2021), Mosaico di Voci (2021), Il mondo che va (2022), Il mondo di Mario Fratti (2023), Mario Setta, testimonianze di libertà (2024), Ti racconto così (2024), cui si aggiungono Intrecci di memoria (2025), Personaggi e persone. 99 profili, un patrimonio di memoria (2026) e Ricordando Mario Fratti. Voci e memorie (2026). Questa produzione permette di individuare una vera poetica della memoria, nella quale il giornalismo diviene strumento di conservazione della storia e, contemporaneamente, forma di relazione umana.

Oltre confine: l’inizio di una geografia culturale. Con “Oltre confine” (2007), Palmerini inaugura un percorso destinato a svilupparsi negli anni successivi. Già il titolo contiene una dichiarazione programmatica: il confine non viene considerato come una barriera, ma come una soglia. Il giornalista guarda infatti all’Italia attraverso ciò che accade oltre i suoi limiti geografici, soprattutto attraverso le comunità italiane nel mondo. L’emigrazione non viene presentata esclusivamente come fenomeno storico o demografico, ma come continuazione dell’identità italiana in altri territori. Il viaggio diviene quindi una modalità di conoscenza. Palmerini non osserva il mondo da una distanza puramente giornalistica: lo attraversa attraverso le persone, raccogliendo storie, esperienze, ricordi e testimonianze.

Abruzzo Gran Riserva: il territorio come patrimonio umano. Il successivo “Abruzzo Gran Riserva” (2008) approfondisce la relazione fra territorio e identità. Il libro raccoglie articoli pubblicati nell’arco di circa un anno su numerose testate abruzzesi, italiane e internazionali e amplia la prospettiva già presente in Oltre confine. L’Abruzzo di Palmerini non è soltanto una regione geografica. È un deposito di memoria, valori, persone e storie. La metafora della “riserva” suggerisce qualcosa che deve essere custodito senza essere opera museale. La tradizione non viene congelata nel passato, ma mantenuta viva attraverso il racconto. È significativo che proprio questo volume sia stato accolto anche dalla stampa italiana all’estero, poiché rende evidente uno dei tratti distintivi della scrittura palmeriniana: raccontare l’Abruzzo per raggiungere il mondo e raccontare il mondo per ritrovare l’Abruzzo.

L’Aquila nel Mondo: la città come centro di una rete globale. Con “L’Aquila nel Mondo” (2010) il rapporto fra città e dimensione internazionale diviene ancora più esplicito. L’Aquila non appare più soltanto come luogo natale dell’autore, ma come nodo di una vasta rete umana costituita dalle comunità aquilane e abruzzesi disseminate nei diversi continenti. La città viene così sottratta alla dimensione puramente locale e reinterpretata come centro simbolico di una diaspora. Il concetto di “mondo” diviene una categoria fondamentale della produzione di Palmerini. Il mondo non è l’opposto della patria: è lo spazio nel quale la patria continua a vivere attraverso la memoria degli emigrati.

La sequenza dei titoli è, in questo senso, eloquente: Oltre confine → Abruzzo Gran Riserva → L’Aquila nel Mondo → L’Altra Italia → L’Italia dei sogni → Le radici e le ali → L’Italia nel cuore → Grand Tour a volo d’Aquila → Italia ante Covid → Mario Daniele, il sogno americano → Mosaico di Voci → Il mondo che va → Il mondo di Mario Fratti → Mario Setta, testimonianze di libertà → Ti racconto così → Intrecci di memoria → Personaggi e persone → Ricordando Mario Fratti. È una progressione che conduce dal territorio alla persona, dalla persona alla comunità, dalla comunità alla nazione, dalla nazione al mondo e dal mondo nuovamente alla memoria personale.

Il giornalista come mediatore culturale. Uno degli aspetti più interessanti dell’opera di Palmerini è la sua collocazione fra giornalismo e cultura. Il suo lavoro non appartiene esclusivamente al giornalismo informativo. Esiste una componente documentaria, ma anche una componente memorialistica, narrativa e civile. Palmerini è soprattutto un mediatore culturale. La sua funzione consiste nel mettere in comunicazione: L’Aquila e il mondo; Abruzzo e diaspora italiana; memoria e contemporaneità; individuo e comunità; storia locale e storia dell’emigrazione; esperienza personale e memoria collettiva; Italia e italianità nel mondo.

La sua attività con la stampa italiana all’estero conferma concretamente questa funzione di collegamento. Le numerose collaborazioni internazionali hanno trasformato il suo lavoro in una rete editoriale che attraversa più continenti.

Il valore della memoria. Il concetto più importante che attraversa l’intera opera di Palmerini è probabilmente quello della memoria. Non una memoria nostalgica, ma una memoria attiva. Ricordare significa infatti, nella sua prospettiva, riconoscere il valore delle persone, preservare le esperienze degli emigrati, restituire dignità ai territori e impedire che la velocità della contemporaneità cancelli ciò che è stato. In questo senso, il suo giornalismo possiede una precisa dimensione etica.  La scrittura diventa un atto di responsabilità verso il passato e verso le generazioni future.

La dimensione internazionale. L’internazionalità di Palmerini non consiste soltanto nella presenza dei suoi articoli all’estero o nei suoi viaggi. È una dimensione tematica e antropologica. Il vero protagonista della sua opera è l’essere umano in movimento. L’emigrante, l’artista, il giornalista, il drammaturgo, l’intellettuale, l’amministratore, il cittadino: ciascuno porta con sé una storia individuale, ma anche un frammento della storia collettiva. In questa prospettiva Palmerini contribuisce alla costruzione di una narrativa dell’italianità contemporanea che supera il concetto statico di appartenenza nazionale. L’italianità diventa una identità mobile, capace di abitare più Paesi senza necessariamente perdere la propria origine.

Considerazione conclusiva. Nel panorama nazionale e internazionale, Goffredo Palmerini può dunque essere interpretato come una figura di confine nel senso più alto e positivo del termine: non uomo del confine, ma uomo che trasforma il confine in incontro. La sua opera giornalistica e letteraria costruisce nel tempo una grande mappa dell’Italia vista attraverso le sue persone e attraverso le comunità che, partendo dall’Italia, hanno contribuito a costruire altre società nel mondo. Da Oltre confine a Personaggi e Persone, il suo percorso è quello di una progressiva trasformazione dello sguardo: dapprima il territorio, poi la comunità, quindi l’emigrazione, l’Italia, il mondo e infine la persona come centro ultimo della storia. La sua scrittura non pretende di sostituirsi alla storiografia accademica. Il suo contributo è diverso e, proprio per questo, prezioso: raccogliere la materia viva della storia prima che diventi documento d’archivio. In Palmerini il giornalismo assume quindi una funzione memoriale; la memorialistica acquisisce una dimensione narrativa; il viaggio diviene strumento di conoscenza; il territorio si trasforma in identità; l’identità si apre al mondo. È stato da qualche critico anche definito scrittore odeporico, per la capacità di fondere descrizione dei luoghi, emozioni, riflessioni storiche e antropologiche con una tecnica narrativa che eleva i suoi racconti di viaggio ad autentico contributo letterario. È inoltre questa sua continuità a conferire unità a una bibliografia ormai vasta e articolata.

La sua opera può essere sintetizzata attraverso una traiettoria essenziale: L’Aquila → Abruzzo → Italia → emigrazione → mondo → persona → memoria.  E proprio nella parola memoria si trova forse la chiave interpretativa più profonda dell’intero itinerario di Goffredo Palmerini: una memoria non rivolta semplicemente indietro, ma capace di costruire ponti verso il futuro. In tale prospettiva, Palmerini si configura come giornalista, scrittore, testimone e mediatore culturale dell’italianità nel mondo, la cui produzione contribuisce a preservare un patrimonio di storie individuali e collettive che, senza il lavoro della scrittura, rischierebbero di disperdersi nella rapidità della contemporaneità.

Goffredo Palmerini nell’universo nazionale e internazionale. Goffredo Palmerini, nato all’Aquila nel 1948, occupa da diversi decenni uno spazio significativo nel panorama del giornalismo e della cultura italiana. La sua peculiarità risiede soprattutto nella capacità di trasformare la dimensione locale in sguardo internazionale, facendo dell’Abruzzo e dell’Italia punti di partenza per raccontare persone, territori, memoria, emigrazione e identità. La sua attività giornalistica ha infatti oltrepassato ampiamente i confini italiani. I suoi articoli sono apparsi sulla stampa italiana all’estero e su testate di numerosi Paesi. Questo radicamento internazionale non è soltanto geografico. Palmerini ha sviluppato nel tempo una sorta di geografia umana dell’italianità nel mondo, incontrando comunità, protagonisti dell’emigrazione, intellettuali, artisti e personalità che hanno mantenuto un rapporto con l’Italia e con le proprie radici. Il suo giornalismo diventa così testimonianza di una Italia diffusa, che continua a vivere oltre i confini nazionali. La sua produzione libraria conferma questa vocazione.

Anche la sua attività istituzionale ha contribuito a costruire questa prospettiva: per quasi trent’anni è stato amministratore del Comune dell’Aquila, ricoprendo più volte l’incarico di assessore e quello di vicesindaco. Questa esperienza gli ha consentito di conoscere direttamente il tessuto civile della città e, parallelamente, di sviluppare rapporti con le comunità italiane all’estero. Direi quindi che Goffredo Palmerini rappresenta una figura di “giornalista-ponte”: ponte fra locale e globale, fra memoria e contemporaneità, fra l’Italia territoriale e l’Italia delle comunità nel mondo. La sua opera può essere letta attraverso quattro assi fondamentali: L’Aquila → Abruzzo → Italia → Mondo. Ed è proprio in questo progressivo allargamento dell’orizzonte che risiede il valore della sua esperienza: partire dalla memoria di una città per raccontare la complessità dell’identità italiana nel mondo. Nel panorama nazionale, dunque, Palmerini si colloca come giornalista e scrittore fortemente legato alla cultura territoriale e alla memoria civile; nel panorama internazionale, assume invece il profilo di ambasciatore culturale dell’italianità, con particolare attenzione alla diaspora italiana, alle sue radici e alle sue nuove identità. La sua attività è inoltre documentata da numerosi riconoscimenti*.

 


**Arch. Franca Colozzo: nata a Gaeta (LT), Italia, dove attualmente risiede. È Architetto, scrittrice, freelance, blogger UN SDGs sulla Sostenibilità, poetessa, già insegnante di “Tecnologia” e “Disegno e Storia dell’Arte” in Italia e Istanbul (Turchia) per conto del Ministero degli Affari Esteri Italiani (M.A.E.). Si è laureata cum laude in Architettura presso l’Università “La Sapienza” di Roma con una tesi di laurea a carattere urbanistico sul Sud Pontino, con particolare riferimento alle problematiche del restauro e del riuso dei centri storici; ha conseguito nel 2007 un Master di II livello su Lifelong Learning System e Computer Science presso l’Università degli Studi di Cassino (FR). All’età di 21 anni ha pubblicato un libro di Arte, dal titolo “Il campanile del Duomo di Gaeta”, edito, dall’Associazione “Centro Storico Culturale – Gaeta’’, presso la cui sede era solita svolgere ricerche su testi storici antichi per la stesura di tesine universitarie ed allestire mostre sotto l’egida della Soprintendenza alle Gallerie ed alle Opere d’Arte di Roma e del Lazio. Dopo aver svolto diverse attività lavorative sia in qualità di architetto libero professionista che di docente a tempo indeterminato, è stata distaccata per conto del Ministero degli Affari Esteri (dal 1996 al 2002), previo superamento di sei selezioni linguistiche, presso il Liceo Scientifico Italiano (I.M.I.) di Istanbul (Turchia). Durante il settennio trascorso all’estero – anche grazie all’esperienza multietnica e multiculturale acquisita – ha organizzato diverse mostre di Arte sia presso gli I.M.I., il Liceo delle Suore di Ivrea e l’Istituto Italiano di Cultura, sia presso alcune delle più prestigiose Università di Istanbul (Robert College, Galata Saray Lisesi, Yildiz Universitesi, sede dell’Ordine degli Architetti Turchi, etc.). Nel corso delle suddette esibizioni, ha cercato di dare il proprio modesto contributo alla diffusione dell’arte e della cultura italiana attraverso tematiche poetiche ed artistiche, approfondite durante la prassi didattica.  E’ stata, altresì, incaricata del M.A.E., di svolgere le funzioni di commissario esterno di Disegno e Storia dell’Arte, per l’ Esame di Stato: n. 2 volte presso il Liceo “Leonardo da Vinci” del Cairo (EGITTO); presso il Liceo “G. Marconi” di New York (USA); e, nel 2011, presso gli I.M.I. di Istanbul (TURCHIA). Le difficoltà insite nell’insegnamento dell’italiano a studenti turchi l’hanno spinta ad apprendere il turco presso l’Università “Tomer” di Istanbul, unitamente al perfezionamento delle lingue europee di sua conoscenza: francese, inglese, spagnolo e tedesco, presso i rispettivi Istituti di Cultura là presenti. Lo scopo precipuo di imparare i primi rudimenti della lingua turca era quello di adattarsi ad una società multietnica e di contribuire, attraverso la didattica, a gettare un ponte culturale tra due mondi: Occidente ed Oriente, così eterogenei tra loro. Da questo mix di culture è nata l’idea di pubblicare (1999) il catalogo bilingue: “Resimdeki Didaktik Sureç”, ovvero “Il Percorso Didattico nel Disegno” con i disegni degli studenti degli I.M.I., e di contribuire ad illustrare un vocabolario trilingue (italiano, inglese e turco). Rientrata in Italia, a settembre 2002, ha cercato di trasfondere la sperimentazione estera nell’insegnamento presso istituti di una Scuola Superiore da poco rinnovata, attraverso mostre grafiche sul percorso artistico e progettuale dei suoi studenti liceali del Liceo Scientifico “L.B. Alberti” di Minturno (LT) e del Liceo Linguistico/Pedagogico “M. T. Cicerone”di Formia (LT ). Successivamente, ha pubblicato, nel 2006, l’opuscolo di poesie “Frammenti”, una raccolta lirica che affonda le radici in un passato lontano ed in uno più recente, confinato ai margini di un’adolescenziale gioia di vivere. E’ stata, inoltre, selezionata, 2005, come E.N.D. OIB 1- Building Policy – Guim 06/51, presso la Commissione Europea di Bruxelles (BELGIO). Da settembre 2011 si è ritirata dall’insegnamento, continuando ad esercitare la libera professione. A marzo 2018, è stata nominata Global Goodwill Ambassador (GGAF Director ~ ITALY) dall’influencer Richard DiPilla (Virginia – USA); a marzo 2019, INSPAD ~ Ambassador of Peace & CEO di IHC ~ International Harmony Council dal Presidente di INSPAD ~ Istituto per la Pace e lo Sviluppo, a Islamabad (Pakistan). È, altresì, Ambasciatrice della MERLE REBIRTH FOUNDATION (una ONG in India che si interessa all’educazione delle ragazze orfane); Ambasciatrice di Pace dal Regno Unito (GPLT – GLOBAL PEACE LET’S TALK) e Coordinatrice Accademico nel Board dell’Associazione Internazionale: RINASCIMENTO RENAISSANCE – MILLENIUM III, il cui fondatore e Presidente è il Prof. George Onsy dall’Egitto. Ha conseguito numerosi riconoscimenti professionali e accademici da organismi riconosciuti sia in Turchia che in Italia, certificazioni, diplomi, n. 4 Lauree honoris causa, anche da un’università americana. Appassionata di giustizia sociale, attenta ai diritti delle classi sociali più deboli e all’importanza dell’educazione per donne e bambini, si occupa attualmente di poesie, saggi, romanzi, articoli su vari giornali e blog (www.academia.edu).

*Goffredo Palmerini – Bio

Goffredo Palmerini, nato a L’Aquila il 10 gennaio 1948, è giornalista e scrittore. È stato dirigente delle Ferrovie dello Stato nel settore commerciale dell’esercizio. Per quasi trent’anni amministratore della Città capoluogo d’Abruzzo, fino al 2007, è stato più volte assessore e Vice Sindaco dell’Aquila. Scrive su giornali e riviste in Italia e sulla stampa italiana all’estero. Suoi articoli sono ospitati su molte testate in Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Cile, Danimarca, Francia, Germania, Gran Bretagna, Lussemburgo, Messico, Perù, Repubblica Dominicana, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Svizzera, Sud Africa, Uruguay e Venezuela. È in redazione presso numerose testate giornalistiche in Italia, sia come collaboratore e corrispondente presso la stampa italiana all’estero. Molto ricca e feconda la sua scrittura sulle bellezze dell’Italia, sulle tradizioni regionali, sulle meraviglie artistiche e architettoniche delle città e dei borghi italiani, sulle storie di emigrazione della gente d’Abruzzo in ogni angolo del mondo, sui personaggi insigni che all’estero rendono onore alla loro terra d’origine. Nell’arco di 20 anni si stimano in circa 60mila pagine i suoi contributi pubblicati in Italia e sulla stampa italiana nel mondo, su giornali riviste e periodici. La sua attività con la stampa italiana all’estero non si limita ai suoi scritti, ma da tempo accompagna la pubblicazione dei contributi di importanti personalità della cultura italiana.

Ha pubblicato i volumi “Oltre confine” (2007), “Abruzzo Gran Riserva” (2008), “L’Aquila nel Mondo” (2010), “L’Altra Italia” (2012), “L’Italia dei sogni” (2014), “Le radici e le ali” (2016), “L’Italia nel cuore” (2017), “Grand Tour a volo d’Aquila” (2018), “Italia ante Covid” (2020), “Mario Daniele, il sogno americano” (2021), tradotto e pubblicato anche in USA, “Mosaico di Voci” (2021), “Il mondo che va” (2022), “Il mondo di Mario Fratti” (2023), “Mario Setta, testimonianze di libertà” e “Ti racconto così” (2024), Intrecci di memoria e Berardino Scipioni, storia di una vita all’estero (2025), tradotto e pubblicato anche in francese, “Ricordando Mario Fratti, voci e memorie” (2026), “Personaggi e Persone” (2026).

Nel 2008 gli è stato tributato il Premio Internazionale “Guerriero di Capestrano” per il contributo reso alla diffusione della cultura abruzzese nel mondo. Conferiti nel 2014 il Premio Roccamorice e a Lecce il Premio Speciale “Nelson Mandela” per i Diritti Umani, nel 2017 a Galatone il Premio della Critica Letteraria. Gli sono inoltre stati conferiti Premi alla Cultura a Galatone (2016), a Spoleto e a Montefiore Conca (2019).  Nel 2020 il Premio Nazionale Pratola per la Letteratura e dall’India il riconoscimento di “Scrittore d’eccellenza” dal World Pictorial Poetry Forum. Nel 2021 il Premio internazionale Città di Firenze per la Cultura e nel 2022 a Erice il Premio alla carriera “Anfora di Calliope” e in Spagna il Premio internazionale Ciesart “Patricio Vivanco Williams”.  Vincitore nel 2007 del XXXI Premio Internazionale Emigrazione per la sezione Giornalismo, gli sono poi stati tributati, sempre per l’attività giornalistica: lo Zirè d’Oro nel 2008, il Premio internazionale “Gaetano Scardocchia” (2017) con Medaglia del Presidente della Repubblica, il Premio Giornalistico Nazionale “Maria Grazia Cutuli” (2017), il Premio Giornalistico dell’Anno 2017 dall’Associazione Stampa italiana in Brasile, il Premio internazionale “Fontane di Roma” (2018) e il Premio internazionale di Letino (2019). Nel 2021, sempre per il Giornalismo, gli sono stati conferiti a Spoleto il Premio “I Grandi Dialoghi”, a Penne il Premio Irdi per la Comunicazione, a Roma/Washington il Premio Eccellenza Italiana alla carriera, a Cefalù il Premio internazionale Federico II. Nel 2023 il Premio Napoli Cultural Classic per il Giornalismo internazionale e a Pescina la Menzione speciale al Premio internazionale Ignazio Silone. Nel 2024 a Roma presso la Treccani il Premio Genius Loci, a Firenze il Premio internazionale “Florence Seven Stars”. Conferito inoltre il Books for Peace international Award per i diritti umani.

Da molti anni svolge un’intensa attività con le comunità italiane all’estero. Studioso di emigrazione, è membro del Comitato scientifico internazionale del “Dizionario Enciclopedico delle Migrazioni Italiane nel Mondo” (ed. SER – Fondazione Migrantes, 2014), per la quale opera è anche uno degli Autori. Membro di prestigiose istituzioni culturali italiane e internazionali, è Presidente aggiunto del movimento mondiale RRM3-Rinascimento Renaissance Millennium III, Vicepresidente dell’associazione culturale VerbumlandiArt, Presidente del Comitato scientifico del Centro Studi Federico II, Presidente di L’Aquila Made In e, a New York, componente del Board of Advisors dell’AIAE-Association Italian American Educators.