Che cos’è la Poesia?
Nel caso di David Ferrante è un “mazzo” di parole che, come i fiori, evoca un’immagine, che descrive con disarmante chiarezza i “contenuti” dell’Anima: emozioni, sentimenti, stati d’animo, paure e speranze.
Essere un Poeta è (a mio umile parere) una condizione oltre che uno straordinario talento.
Usare le parole per dare luci, ombre, profondità, pathos, è come per un pittore miscelare colori per dare alle pennellate il “corpo” della scena e della storia da raccontare.
Ogni sfumatura, tenue o forte fornisce dettagli determinanti.
Così le Parole.
David Ferrante è senza dubbio un Poeta (è inutile che ti definisci sociologo) puro, e “Non bastano cento parole” è il suo ultimo “dipinto”, in cui è possibile “vedere”, non solo leggere, un’anima che dal buio cerca incessantemente la luce, ne descrive la strada che compie verso di essa con precisione intrisa di sentimento. In questo caso l’anima è la sua, sue le emozioni, suoi i rimpianti e le speranze e al lettore che lo accompagna si apre questo viaggio, da guardare con gli occhi ma soprattutto con il cuore. Una strada in cui è possibile percepire, empaticamente, timori e desideri che in fondo appartengono un pò a tutti, al vissuto di ognuno di noi, ma che non tutti sono in grado di descrivere o dipingere così.
Del resto il programma del viaggio è rivelato dal sottotitolo: Drabble e altre attese prima di chiamarti amore.
Cos’è il drabble? è un brevissimo racconto composto esattamente da 100 parole. In questo libro ce ne sono 70 e 3 racconti, ma non è tutto. Sono 70 immagini evocate per “dipingere” l’amore, il dolore, il buio e la luce e l’anima che li contiene.
Conoscendo David e la sua passione per la simbologia, il libro cela almeno due Arcani. E anche i numeri vanno letti in senso numerologico ed esoterico, per poter scoprire il percorso nascosto in questo libro. Così un’equazione matematica si può trasformare in un indizio, dove 70 drabble e 3 racconti diventano semplicemente 1 libro e 1 autore, che suggeriscono come da una prima frase ad un’ultima parola ci sia un legame che rivela un significato più profondo e che dal rimpianto, ben nascosto tra le righe, può nascere un invito alla speranza, ad un nuovo viaggio da vivere, magari proprio in …2
Mira Carpineta

NON BASTANO CENTO PAROLE
di David Ferrante
edizioni Tabula fati 2026
DAVID FERRANTE
è sociologo e scrittore. La sua ricerca nasce dall’analisi della società – pubblicata tra gli altri da Franco Angeli, Solfanelli e dall’Università d’Annunzio di Chieti – e si spinge progressivamente verso ciò che la ragione non riesce a spiegare: le credenze, i riti, l’immaginario che sopravvive nell’ombra.
Da questa tensione nasce una produzione vasta che spazia tra saggi, racconti e antologie, tra cui il saggio “Tradizioni, riti e sortilegi del 24 giugno” e il ciclo “L’Ammidia”, “Fate, Pandafeche e Mazzamurelli”, “Magare” e “Anime Sperse”, restituendo parola a streghe, fantasmi e presenze ai margini della memoria.
Dopo aver esplorato l’ombra, oggi scrive di ciò che la attraversa. Nei suoi ultimi libri – “Il dolore della luce” e “Non bastano cento parole” – il sentimento non si spiega: si abita, si aspetta, si custodisce.
Perché ogni ricerca, alla fine, torna sempre allo stesso mistero: l’amore.


