STAMINA: IL DOTTOR MARINO ANDOLINA

MARINO ANDOLINAE’ un pediatra-immunologo di 67 anni, sposato e con tre figli, fino al 2011 direttore del Dipartimento trapianti dell’ospedale Burlo Garofalo, di Trieste. È anche un medico volontario in zone di guerra e disastri naturali. Ma soprattutto il suo curriculum racconta che è stato il primo pediatra italiano ad eseguire trapianti di midollo, nel 1984; per primo al mondo ha curato una malattia genetica (Niemann Pick B) con staminali da placenta, nel 1986; ha insegnato a fare i primi trapianti a Pavia, Genova, Samara, Belgrado e Baghdad; nei primi anni ’90 ha iniziato a trattare leucodistrofie con cellule da sangue periferico per via lombare. Insieme a Davide Vannoni ha provato le staminali mesenchimali su se stesso e, sostiene, con buoni risultati. “Io non faccio ad altri quello che non farei a me stesso. Mi sono iniettato le mie stesse cellule staminali, prelevate nella clinica torinese “degli orrori”. E dopo 20 giorni sono guarito da una malattia cronica che mi intristiva la vita”. Andolina è sicuro: «Abbiamo l’evidenza – afferma – che nei prossimi anni almeno metà delle malattie di interesse sociale, autoimmuni come l’artrite, il Crohn, la celiachia, il lupus, il diabete giovanile, la sclerosi multipla eccetera, e genetiche come centinaia di malattie “rare”, progressive e invalidanti, saranno curate con le staminali».

(PrimaPagina ed Gennaio 2014)