LA MONTAGNA è FRANATA – Del TURCO

DELTURCOIl 14 luglio 2008 Ottaviano Del Turco, presidente della Regione Abruzzo, viene arrestato dalla Guardia di Finanza a seguito di un’inchiesta della Procura della Repubblica di Pescara, insieme a una decina tra assessori, ex-assessori, consiglieri e funzionari della Regione Abruzzo, con l’accusa di associazione per delinquere, truffa, corruzione e concussione, con riferimento alla gestione della sanità privata in Abruzzo. L’accusa , nella persona del titolare dell’inchiesta, il dottor Trifuoggi, contesta globalmente movimenti di denaro per circa 14 milioni di euro, di cui 12,8 consegnati; la cifra contestata a Del Turco, Cesarone e Quarta per la presunta concussione e corruzione ammonta a 5 milioni e 800mila euro. L’Abruzzo è una delle regioni italiane con il più alto debito nella sanità. L’inchiesta della procura pescarese si riferisce alla seconda cartolarizzazione dei crediti vantati da cliniche private nei confronti delle ASL abruzzesi. Poco dopo l’arresto, Del Turco si dimette da presidente e si autosospende da membro della Direzione Nazionale del PD.

L’impianto accusatorio ricostruito dalla Procura si basa essenzialmente sulle testimonianze di Angelini, imprenditore nel campo della sanità privata, della moglie di Angelini e due segretarie, che forniscono gli stessi dati. In particolare dichiara negli interrogatori di aver versato 5,540 milioni di eu a Del Turco e gli altri, arrivando perfino a descrivere il viaggio a Collelongo del novembre 2007 per consegnare, secondo l’accusa, una tangente da 200 mila euro e uscendo dalla casa con una busta di mele, noci e castagne , fotografando soldi e frutta. Ma ciò che Trifuoggi aveva indicato come “una montagna di prove schiaccianti” (nonostante le quali aveva dovuto comunque chiedere due proroghe alle indagini) viene improvvisamente meno, con la testimonianza di uno specialista informatico che riesce a stabilire la datazione delle foto comprovanti lo “scambio” , le quali risalgono addirittura ad un anno e mezzo prima dei fatti contestati.

Da questa clamorosa ricostruzione sembrerebbe crollare tutto l’impianto accusatorio. Il falso delle foto porta a rivedere tutta la posizione di Angelini che da accusatore diventa accusato e da concusso, concussore.

Ottaviano Del Turco si racconta a PrimaPagina – Tra passato, presente e … futuro

Una montagna di prove. Così dichiarava il giudice Trifuoggi nella conferenza stampa in cui annunciava l’arresto dell’allora presidente della Regione Abruzzo, accusato di corruzione dal “patron” della sanità privata abruzzese,Angelini. Prove rivelatesi false e pressoché inesistenti. Le foto che avrebbero dovuto documentare i passaggi di denaro non sono riferibili all’oggetto d’accusa e riguardo al denaro niente è stato trovato a sostegno delle dichiarazioni rese dai testi.

Come spiega tutta questa architettura di accuse, per colpirla? “L’accusa doveva essere presentata rapidissimamente perché incombeva la data del 15 luglio. Una data in cui la regione avrebbe deliberato la drastica riduzione della presenza delle strutture private nella sanità abruzzese. Bisognava sbrigarsi a portare in procura delle prove, schiaccianti, otografiche , della mia presunta corruzione. Queste “prove” sono una vicenda singolarissima, perché allo scopo dell’accusa non ce n’era alcun bisogno. Se fosse stato vero ciò che Angelini affermava, c’erano ben altri metodi per smascherare i concussori. E la Procura di Pescara li conosce bene. Già in passato, fingendo di assecondare dei ricattatori, l’imprenditore aveva denunciato un fatto simile e con l’ausilio della polizia, finse di accettare, ma al momento della consegna del denaro c’erano gli agenti pronti ad arrestare i due estortori poi individuati tra due suoi dipendenti. Perché non ha utilizzato lo stesso metodo? Afferma di essere stato a casa mia una ventina di volte. Avrebbe potuto farlo una ventunesima accompagnato dalla Polizia, la Guardia di finanza o quant’altro. Un’azione di polizia limpida, scolastica, direi, che invece a Collelongo si è trasformata in una baracconata teatrale.

Si è dato delle risposte? Si certo, perché non era mai venuto a casa a portarmi i soldi. In realtà lui stava cercando di salvare la sua pelle. La clinica stava per fallire e stava per venir fuori la bancarotta dramma-tica che aveva provocato. Anche e soprattutto con le sue spese compulsive. Cifre incredibili, e incredibili quantità di oggetti ritrovati poi dalla Polizia. E mi chiedo perché non si sia cercato altrove, altre persone, i veri corruttori? Invece si sono fermati alle testimonianze concordate e simili di 4- 5 persone che hanno usato perfino le stesse parole, stessi aggettivi e stessi avverbi. La signora Sollecito, moglie di Angelini, l’autista e 3 segretarie. Hanno raccontato una balla così esatta da essere testualmente ripetuta”.

Un complotto? “In termini giuridici un’associazione del genere ha una definizione ben precisa. Sono alle prese con un processo kafkiano, per essere stato vessato e tenuto fuori dal mondo per 6 mesi. Dopo aver avuto il voto del 60% degli abruzzesi, hanno dovuto inventare uno spettacolo teatrale e dopo cominciare le indagini. Perché io, prima, sono stato arrestato e poi sono ini-ziate le indagini. Come fa a sentirsi sicuro un abruzzese se si può essere arrestati, sbattuti in galera e poi il giorno dopo cominciano le indagini? e si chiedono anche due proroghe di 6 mesi. E sono state chieste dopo una conferenza stampa dove è stato detto, a voi giornalisti che c’era una montagna schiacciante di prove. Se così è, allora perché sono necessarie due proroghe per le indagini?”

C’era un motivo politico? “Si voleva impedire che il lavoro di risanamento della sanità regionale continuasse come avevamo cominciato. Per fermare questo lavoro c’era un solo modo, conoscendo la mia ostinazione. Bisognava fermare Del Turco entro il 14, prima della giunta regionale programmata per il 15, che avrebbe spedito alle cliniche la  famosa lettera in cui si ridefiniva il tetto di spesa. Si è voluto distruggere il voto degli abruzzesi, mettendo in galera un po’ di persone”.

Ci sono state delle lacune, delle zone d’ombra nello svolgersi dell’azione giudiziaria? “Nell’apparato accusatorio sicuramente si, nella giustizia invece ho molta fiducia. Hanno ascoltato con infinita pazienza 120 testimoni, che l’accusa ha cercato di mettere insieme, per dimostrare questa “montagna schiacciante di prove” e invece nessuno di loro ha portato niente. C’è molto su cui riflettere”.

Pensa di rientrare in politica? “Una cosa per volta. Adesso devo finire il processo. Ma penso di essere una persona che ha una storia politica di cui essere orgoglioso, che non può finire all’alba del 14 luglio con lo squillo di un campanello e la Guardia di Finanza che dice di essere venuta per un perquisizione e per arrestarla. Non mi arrendo all’idea che questa debba essere la fine della mia storia, poi il futuro non so cosa mi proporrà.

In questo momento abbiamo anche una situazione molto complicata…“Questo è il paese delle assenze. Abbiamo un problema, si addensano appuntamenti istituzionali ineludibili, il Presidente della Repubblica da eleggere, un nuovo parlamento, la nascita del governo. A mio avviso tutti i capigruppo dovrebbero recarsi uniti da Napolitano e chiedergli di restare ancora un po’, di far passare la febbre a questo paese Napolitano non accetterebbe mai senza l’unanimità. E solo per il tempo necessario, poi magari, come Benedetto XVI potrebbe dimettersi definitivamente”.

Come vede questo Parlamento? “Non c’è solo il 25% dei grillini, c’è anche il 75% degli altri. Ma è tutta l’atmosfera che è instabile. Ci sono dei colpi di follia. Penso ad esempio alle dichiarazioni di Migliavacca, di essere pronto a votare l’arresto di Berlusconi. Sono cose che appartengono al campo che non può essere disposto dalla politica ma dalla psichiatria. Come è possibile rispondere così? La politica risolta da una decisione della magistratura! Ma queste cose si facevano all’hotel Lux negli anni 30 all’epoca delle grandi purghe staliniste. Questa è la vergogna da cancellare. Conosco Migliavacca e non pensavo sarebbe potuto arrivare a questa aberrazione. Perché non ha risposto come risponderebbe anche un bambino di 5 elementare? Non è stata fatta nessuna richiesta di arresto in parlamento, non c’è nessuna carta, quando ci sarà decideremo. Invece sembra che tutti debbano inseguire i grillini, che sono stati messi al centro della vicenda parlamentare, con una decisione politica che ha della follia. Nessun capo del PC, Togliatti, Amendola, Paglietta, Ingrao, Macaluso, Lama, Trentin l’avrebbero permesso. Il PD rischia un errore politico a fare del M5S l’architrave della sua maggioranza.

Ma il Presidente Napolitano si è espresso molto chiaramente a riguardo… “Napolitano ha fatto una cosa semplicemente splendida, una lectio magistralis, sulla costituzione repubblicana e i principi repubblicani. Questo è un paese che ha passato una serata ad affascinarsi con le parole di Benigni sulla costituzione e il popolo del PD era in festa per quella lettura, ma hanno solo guardato la faccia di Benigni (come i bambini che non sanno leggere guardano le figurine), e non hanno capito,  altrimenti non avrebbero fatto le sciocchezze dei giorni prima”.

Pensa che si tornerà presto al voto? “Non so se si andrà alle elezioni a breve , ma è necessaria una legge elettorale. C’è bisogno ancora di provvedimenti che non siano solo severità e rigore.Una battaglia politica di tutto il parlamento italiano che dica all’Europa delle arance e dei limoni (dal Portogallo alla Grecia) che questa è una medicina che rischia di essere drammatica anche per le industrie del nord Europa. La Merkel dovrà chiedersi come faranno a vendere le loro Audi, Wolkswagen e Mercedes, quando non ci sarà più nessu-no in grado di comprarle. C’è da ricominciare una battaglia politica che intervenga sul ruolo nefasto delle banche, ma soprattutto per un Europa con al centro i bisogni della gente”.