IN CODA PER IL BUS

fermata busLo aspettavano ed è tornato. L’autobus urbano ha ripreso le sue corse da qualche tempo nel quartiere Gammarana, dopo le proteste da parte dei residenti. Molte le polemiche per la soppressione del vecchio servizio,

prima la linea 4, poi la 5, dopo ancora la 6 che la sera ridiventava 5, facendo un tragitto molto lungo e poco redditizio, con una frequenza di 45-50 minuti, del tutto insufficiente per l’utenza. Il “tram” presta nuovamente i suoi servigi in una zona da sempre considerata di grande potenzialità, ma mai decollata realmente. Gli abitanti lamentano, tuttavia, la mancanza di pensiline per attendere il mezzo. Le foto evidenziano come occorra aspettare al lato della strada a diretta esposizione del traffico, senza riparo né dal sole né dalle intemperie. Richieste in questo senso provengono anche da altri quartieri, come quello di Villa Mosca, Colleparco e la Cona. I problemi non si fermano qui: tanto tempo fa, alla fine del millennio scorso, quando sindaco era ancora Angelo Sperandio, uno studio di un organismo indipendente individuò le fermate degli autobus urbani di Teramo come le più pericolose dei quattro capoluoghi d’Abruzzo. Ciò in base alla mancanza di spazi appositi, traffico veicolare, pericolosità delle strisce pedonali ecc. La risposta fu che non c’erano i fondi per migliorare la situazione. Una pensilina e una fermata ben progettate non solo mettono in sicurezza i cittadini, ma danno anche la possibilità di vendere degli spazi pubblicitari, con cui il Comune potrebbe rientrare dalle spese per l’installazione.