L’ITALICA ABITUDINE DI COMPLICARE LE COSE SEMPLICI

 

Si ha sempre più la certezza che, da qualche parte ben mimetizzato, ci sia un ufficio dal nome altisonante “Come rendere complicate le cose semplici”.

Due casi a dir poco esilaranti se non creassero seri e gravi problemi ai cittadini trattati, ancora una volta, come sudditi e con conseguenti danni economici che finiscono sulle spalle dei soliti tartassati contribuenti. A chi non è capitato di prendere una contravvenzione?
Nello specifico a Roma invadendo una corsia riservata ai mezzi pubblici si viene fotografati da un apparecchio che invia l’infrazione. Fin qui tutto ok. Quello che succede poi è, a dir poco, assurdo. I fatti: la foto del “delitto” viene inviata ai vigili di Roma che emettono la contravvenzione e più d’uno pensa che questi provvedano ad inviare una raccomandata al fallace guidatore per chiedere il pagamento della multa.

Niente di più sbagliato. A quel punto inizia un “tour” della multa per l’Italia. Infatti essa viene inoltrata, non si capisce perché ma sicuramente come prestazione da pagare dai soliti contribuenti, alla “AG Market” che non si sa cosa sia. E dove va a finire? Non ci si crede a Lametia Terme dove viene presa in carico dal locale Ufficio Postale. Successivamente viene rispedita a Fiumicino e da qui inviata ad un altro comune del Lazio vicino alla residenza del multato. Dopo un altro giorno viene affidata ad un postino che girando in macchina consegna, quasi sempre, ad orari in cui i clienti non ci sono mai. Anche in questo caso la regola dell’assenza del cliente viene rispettata e rilascia in cassetta un “avviso di cortesia” in cui non c’è l’avviso di giacenza col quale il giorno dopo si può andare a riprenderla, bensì ma la terrificante notizia che trattasi di “Atto giudiziario”.

Nei righi successivi viene riportato untelefono di Roma col quale mettersi in contatto per fissare un appuntamento. L’illuso e preoccupato contribuente, vista la terrificante dicitura di Atto giudiziario, telefona
al citato numero col quale concorda un appuntamento per il giorno seguente ma in una fascia oraria che va dalle 8,00 del mattino fino alle 14,00 del pomeriggio, PAZZESCO. Per cui ci si deve mettere in ferie per ritirare l’atto giudiziario ovviamente la postina arriva alle 14,20 scusandosi per il ritardo. Solo a quel punto
l’italico sciagurato scopre che si tratta di una semplice multa. La domanda sorge spontanea: “Perché tutto questo giro turistico per una semplice multa con costi elevati per tutti i contribuenti ed uno spavento visto il termine di atto giudiziario?”

Secondo caso: il sottoscritto scrive libri di storia contemporanea e, da tempo, gode della possibilità di accedere da remoto agli archivi “top secret” del Dipartimento di Stato americano e della CIA e pubblicare diversi documenti che vengono così desecretati. Poco tempo fa vengo a conoscenza di un “rapporto” che si trova presso l’Archivio centrale dello Stato all’Eur a Roma. Mi metto in contatto via mail col seguente ufficio ma ricevendo tre risposte mi reco di persona con 300 Km fra andata e ritorno per raggiungerlo e scopro che non potrò collegarmi da remoto per consultare quel faldone, bensì dovrò recarmi di persona ogni volta per attingere a parti di esso.

A  quel punto, pur col garbato interesse della dirigente del servizio di cui la ringrazio, mi sono rivolto agli americani e dopo solo 2 giorni senza muovermi da casa ho avuto la
felice notizia che quel “rapporto” ce l’hanno anche loro a Langley.
Viene da piangere!

Raffaele Romano