IL SINDACO D’ALBERTO AZZERA LA GIUNTA NELL’ULTIMO TRATTO DI CONSILIATURA

Nella nota in cui il Sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto annuncia l’azzeramento della Giunta e la volontà di chiudere la consiliatura con una squadra totalmente diversa, ci sono dei punti, delle frasi, delle parole, su cui vale la pena soffermarsi.

 “Il ruolo di un Sindaco è quello di amministrare avendo come faro sempre e solo gli interessi della comunità. Ed è quello che, fin dal primo mandato, ho sempre fatto, nel rispetto della visione e del programma con i quali ci siamo presentati ai cittadini.”

E fin qui nulla di strano se non, per quanto lo riguarda, una mancata sincronia tra l’enunciato e la realtà dei fatti che si nono succeduti in questi quasi 10 anni di governo cittadino.

L’obiettivo del progetto con cui siamo nati e per il quale siamo stati eletti era, e non può che continuare ad essere, quello di scrivere una storia politico-amministrativa diversa rispetto al passato”

Ma già in questo punto dobbiamo iniziare ad eccepire qualche distinguo.

Quale Storia politico-amministrativa “diversa” è stata scritta?  Quale cambiamento epocale di comportamento politico amministrativo è stato realizzato?

A queste domande proveremo a rispondere tra un po’, ma andiamo avanti.

In questi anni abbiamo ottenuto importantissimi risultati, portando avanti una rigenerazione complessiva della città, dal centro alle frazioni, e mettendo a terra una visione del capoluogo di provincia quale centro di attrazione” …

A questo punto possiamo prendere fiato e chiedere qualche delucidazione.

Quale interesse della comunità è stato soddisfatto in questi anni?

Quale storia è stata riscritta?

Quali importanti risultati sono stati ottenuti?

Quale rigenerazione complessiva è stata realizzata dal centro alle frazioni?

Quale attrazione ha ricevuto il Capoluogo di questa provincia di cui la cittadinanza non si è dovuta vergognare?

Ecco Sindaco per le risposte vorremmo delle specifiche e non frasi fatte e ripetute a loop, senza significato e senza senso, se non con lo scopo di stancare le orecchie di chi le ascolta.

E le specifiche sono queste:

In 10 anni, quali risultati sono stati raggiunti su:

Delfico:  una scuola secolare distrutta dall’incuria e dall’incapacità di gestire persino i fondi già stanziati ed autorizzati alla spesa, una deportazione studentesca in periferia, in container che NON sono stati utilizzati NEANCHE durante i terremoti. Un sequestro vergognoso e un’ancora più vergognosa assenza di richiesta di dissequestro o soluzioni alternative, così come il mancato recupero di tutti gli altri siti scolastici, comunali e provinciali che nonostante i fondi dell’ordinanza n. 6/21 sono ancora interdetti.

Ricostruzione post sisma. Interi quartieri popolari evacuati con gli stabili lasciati a marcire al degrado da Via Longo a Colleatterrato e a costo di ripetermi, con fondi disponibili.

Siti pubblici ancora puntellati dal 2009, come l’edificio di Corso Porta Romana, ex “Ospedaletto” dove aumentano solo degrado e imbragature e ancora lo stesso Municipio dove, come Sindaco, lui è l’unico a NON esserci mai entrato

Progetti mai realizzati, come il recupero dell’area del Manicomio Sant’Antonio, con Masterplan già approvato dall’allora presidente di Regione D’Alfonso (PD), o l’area del vecchio stadio comunale su cui ricordo progetti di teatri e poli culturali fin dal 2010. Infine il Teatro Romano, il cui restauro e recupero viene strombazzato da tutte le giunte da almeno 30 anni, ma neanche adesso,  che ci sono anche i fondi, si intravede la luce in fondo al tunnel.

E a proposito di progetti culturali di “attrazione”, aree archeologiche ignorate, coperte, non pubblicizzate per “attrarre”, musei chiusi, e SENZA più neanche un TEATRO cittadino dopo la chiusura del Comunale. E ci fermiamo qui, con l’elenco per carità cristiana.

Ma fare l’interesse della comunità significa anche sensibilizzare e coinvolgere tutti gli attori, economici, commerciali, servizi, presìdi, sociali sanitari e così via. Significa ascoltare e in quanto Primo Cittadino farsi carico delle domande e portare risposte, concrete, quelle richieste appunto.

E noi invece che risposte abbiamo avuto?

Solo ciclabili e cordoli pericolosi, per ciclisti che NON ci sono, e una cittadinanza che invecchia e che avrebbe avuto più vantaggi da altre infrastrutture, più che dalle ciclabili. Una politica sociale INESISTENTE, con l’abbandono delle piazze nelle ore notturne, alla mercè di violenze e disordini che tutti fatichiamo persino a concepire, in una città come Teramo, che è sempre stata un luogo tranquillo e rassicurante, per tutti, giovani e meno giovani, mentre adesso sembra una riproduzione in scala di un malfamato quartiere newyorkese.

Davvero sono questi i risultati raggiunti, in quasi 10 anni di consiliatura, che qualcuno osa definire “di successo”?

Ma se “squadra vincente non si cambia” perché azzerare una giunta così produttiva e fare l’ultimo kilometro di corsa con chi deve ricominciare da capo?

MC