IL MESSAGGIO DEL MINISTRO NORDIO A PAOLA DEL DIN CHE COMPIE 100 ANNI

«Ho avuto l’onore di corrispondere con Paola Del Din circa vent’anni fa, quando lessi le sue imprese scritte da uno dei più autorevoli esperti del SOE, Marcus Binney nel libro “The women who lived for danger”, purtroppo mai tradotto in Italia. Ora Paola compie cento anni, e sono cento anni di ricordi e di gloria. Paola appartiene a quella schiera di eroine come Violette Szabo, Noor Inayath Kan e tante altre ragazze che rischiarono la prigionia, la tortura e la vita per essersi paracadutate dietro le linee controllate dalla Gestapo. Nella sua lunga esistenza ha combattuto ogni sorta di dittature, di destra e di sinistra. Possiamo solo inchinarci con estrema riverenza a questa eroina che ha difeso strenuamente, anche tra faziose polemiche, gli autentici valori del patriottismo e della libertà». Così il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, in occasione dei 100 anni di Paola Del Din.

Paola Del Din (Pieve di Cadore, 22 agosto 1923) è una partigiana italiana, nota durante la Resistenza con il nome di battaglia di “Renata”, medaglia d’oro al valor militare. Subito dopo l’armistizio, con il fratello Renato, ex allievo della Scuola Militare di Milano (poi diventata Teulié) ed ufficiale dell’ 8* reggimento Alpini (Divisione Julia), entrò nella resistenza in Friuli-Venezia Giulia nelle file della Brigata Osoppo con il nome di battaglia “Renata”. Durante la guerra prese parte a numerosi e rischiosi incarichi come staffetta e informatrice.

Dopo l’uccisione del fratello da parte dei tedeschi, per incarico della “Osoppo” e su richiesta alleata, riesce a raggiungere gli alleati a Firenze e a consegnare i documenti che trasportava. Per continuare la sua opera patriottica e rientrare in Friuli, frequentò un corso di paracadutismo e il 9 aprile 1945 si lanciò in una zona del Friuli dove doveva prendere contatto con la missione alleata e con la formazione Osoppo. All’atterraggio si frattura una caviglia, ma riesce comunque ad adempiere i suoi compiti e a consegnare i documenti che aveva con sé. In seguito attraversò a più riprese le linee di combattimento, per portare messaggi a reparti alleati in avanzata. Addestrata dalle forze britanniche è stata la prima donna paracadutista italiana, e probabilmente l’unica, ad aver compiuto un lancio di guerra.