IL CAVALIERE DI TAU di Donato Altomare per Tabula Fati. Recensione

Donato Altomare (Molfetta 1951) è ingegnere dalla prolifica produzione letteraria, con oltre 300 racconti, romanzi, saggi ecc. Fantasia senza limiti e capacità narrative oggettive, gli permettono di spaziare in diversi ambiti letterari, ma è nel genere Fantasy che il suo talento esprime al meglio la visione fantastica ed onirica del racconto.

Il Cavaliere di Tau, non è solo il racconto di gesta antiche e personaggi fantastici, ma un viaggio, attraverso metafore e allegorie, come spesso accade nei romanzi di questo genere, nell’umana condizione sempre divisa tra il Bene e il Male. Un modo di raccontare, attraverso il mito e le leggende l’origine dell’Eterna Lotta e il suo significato. Il Cavaliere di Tau attraversa il Tempo e le situazioni, i simboli esoterici, la Magia e la dimensione onirica, ma non è solo “un freddo combattente, coraggioso paladino del Bene, senza cedimenti e incertezze”, è soprattutto un essere che attraverso la sua memoria ancestrale cerca la sua anima e il suo ruolo nel Tempo e nello spazio.

L’Autore nasce soprattutto “come lettore di fantascienza” ma è il Fantasy la sua vera predisposizione: “Per la precisione l’heroic fantasy come Conan, Kull, Gli Antenati, Highlander, ecc. Orchi, elfi, draghi, non fanno parte della nostra cultura, quindi non ne ho mai scritto. Il nostro retroterra culturale è ricco di fantastico, non vedo perché si vada a prendere personaggi o vicende trite e ritrite della cultura anglosassone. E mi riferisco anche al fantasy classico”,  spiega.

E questo heroic fantasy gravita principalmente su due personaggi diametralmente opposti eppure in qualche modo gemelli: L’Artiglio e Il Cavaliere di Tau. Li accomuna l’immortalità, benché entrambi potrebbero essere uccisi in combattimento.

Entrambi vivono e combattono per amore, in entrambi c’è l’irrefrenabile desiderio di riavere la donna che amano. Ma il Cavaliere cerca anche, attraverso la sua donna, il Bene dell’umanità intera.

Tutto il racconto è intriso di simboli esoterici e allegorie, ma ciò che muove la narrazione poggia su tre elementi essenziali:

L’infelicità di vivere in eterno. In genere si pensa che vivere a luogo, magari in eterno, sia una cosa bellissima. Non è così – aggiunge l’Autore – L’obbedienza (per il Cavaliere) verso chi l’ha creato e che lo sveglia perché c’è bisogno di lui nel mondo per combattere chi opprime. Oggi come oggi sarebbe sempre sveglio. Infine la giustizia.  E’ un argomento che mi sta particolarmente a cuore. Nel mondo attuale non c’è giustizia, lo vediamo tutti i giorni. C’è la legge, o, meglio, l’interpretazione della legge. L’allegoria principale è che vorrei ci fosse anche oggi nel mondo una sola persona (me ne basterebbe davvero una), in grado di fare giustizia. Ma non c’è, per cui questo mio desiderio l’ho trasposto nel Cavaliere di Tau. E’ bello sapere che il buoni vincono sempre e i cattivi perdono. Nella fantasia.” – Conclude.

 

Consiglio di Lettura: IL CAVALIERE DI TAU di Donato Altomare – TABULA FATI 2023

MC