Di fronte al mio balcone di Parigi
un pittore sbatte con rabbia
le persiane
ha trascorso l’intera notte
a rincorrere la forma perfetta
coi pennelli che ringhiano sulla tela,
appeso a decine di caffè
che gli corrodono lo stomaco
infine affonda nell’alcol la rabbia
delle incompiute certezze
Ogni città si sveglia all’alba
ogni giorno
abbracciata ad un normale senso della vita
che non esiste più,
affonda nel latte caldo,
frettoloso del bar,
il ricordo dolciastro di un’infanzia felice
che forse nessuno ha mai vissuto
e spera in un futuro improbabile
che forse non arriverà.

Io mi alzo
sottobraccio ai miei nemici
le mie illusioni
le mie malattie
le mie idee sbagliate
i miei palpiti
le farfalle che vibrano
all’improvviso sulla pelle
basta un’emozione!
Le bevo
col caffè in cucina
rincorro tutto il giorno un po’ di miele
finto
tra i problemi veri
Avessi il coraggio di dipingere
mi darei arie d’artista
ma dell’arte vivo tutte le angosce
senza riuscire a rubarne il ruolo
nell’anima m’imbratto di colori
ma mi manca l’aggancio con la materia
Così resto in bilico
tra il pittore di Parigi
la normalità
di ogni risveglio cittadino
e la vertigine
della Poesia


