LETTERE AL DIRETTORE – MARZO. 2013

letterealdirettore3Riceviamo e pubblichiamo – Alla luce delle ultime (forse davvero ultime) elezioni, e del trambusto che stanno causando, vorrei condividere alcune considerazioni. Premesso che la politica, o meglio, le persone della politica, non sono mai state di mio interesse (troppi partiti, troppa confusione, troppo poca coerenza)

ciò che ha attratto subito la mia attenzione e creato stupore è che tanto si è detto sul cavalier Berlusconi circa il suo modo di fare o di non fare politica e sulle sue velleità nel privato (bunga bunga gate per intenderci) tanto da comprometterne la figura politica e pubblica, pure queste elezioni lo rivedono, non solo protagonista, ma quasi vincitore. Alla luce di ciò viene da chiedersi dove abbia vissuto il popolo italiano in questo ultimo anno e soprattutto sotto l’effetto narcotico o stupefacente di quale sostanza, dal momento che, forse ricorderò sicuramente male io, ma berlusconi è lo stesso uomo che un anno e mezzo fa tutti additavano come colpevole della situazione debitoria, instabile e poco competitiva nel mercato globale, dello stato italiano. Situazione che è stata ereditata da Mario Monti, che a suon di austerità e tagli ci ha portato ad odiare un regime fatto di controlli fiscali, di regole, di rinunce al quale l’italiano proprio non è abituato. Perchè l’italia è la patria della bella vita, della vita godereccia, della politica torbida e voltafaccia, dove vige la legge che per diventare qualcuno devi avere gli agganci giusti (come se il cervello non fosse abbastanza), dove le aspirazioni dei ragazzi/e medi è di diventare tronista, protagonista di un reality, velina o olgettina, perchè l’apparenza da noi ha sempre contato tanto. Ma l’italia è anche il paese della gente stanca, stanca morta di una classe politica in stato di putrefazione, che non è in grado di interpretare le esigenze e gli umori di una popolazione che chiede e pretende un cambiamento, perchè vederlo e soprattutto realizzarlo significherebbe una serie di rinunce che i nostri politici non sono disposti a fare. Ed ecco allora che il Movimento 5 Stelle, da semplice partito di protesta diventa una realtà politica nuova e concreta, vicina alla massa stanca e sfibrata che chiede a gran voce un cambiamento. Ma è chiaro che anche questo nuovo partito dovrà misurarsi con la contraddizione che, a mio avviso ci ha sempre contraddistinti perchè è vero che i politici sono restii ad abbandonare i benefi ci che le loro posizioni gli assicurano ma è altrettanto vero che a noi italiani l’auterità, la rinuncia, l’essere formiche non ci piace. Ci piace cantare, pavoneggiarci, crogiolarci nella nostra latrina purchè non ci vengano tolti i diritti inalienabili dell’italiano medio: andare a “mangiar fuori” con la propria famiglia (ognuno a seconda delle proprie possibilità sia chiaro), la vacanza sacrosanta all’estero, il cellulare, anzi pardon lo smartphone all’ultimo grido etc. Ammetto di aver avuto da sempre un amore innato per l’estero, ma alla luce di quanto le ultime elezioni hanno portato a galla, mi viene davvero da chiedermi se questa è l’Italia che meritiamo, con la classe politica che meritiamo e tutte le contraddizioni del caso. Vedendo i risultati dello spoglio elettorale questa è stata l’unica spiegazione che sono stata in grado di darmi.

B.V. 23 anni studentessa universitaria