GIANNI LATTANZIO E LA SUA MONOGRAFIA SU MADRE CABRINI “UNA SANTA ALLA PROVA DEI TEMPI”

Gianni Lattanzio si occupa  di politica estera, politiche europee e tematiche legate ai flussi migratori ed è molto  attento ai temi dell’umanesimo cristiano e delle comunità di italiani nel mondo.

Con la sua monografia su Madre Cabrini, intitolata: “Francesca Cabrini: una Santa alla prova dei tempi. Un percorso tra storia, migrazioni, educazione e umanesimo cristiano”, rende omaggio non solo alla ricorrenza dell’ottantesimo anniversario della  sua canonizzazione, ma a tutto il mondo legato alle storie di immigrazione nell’America dei primi anni del 900.

Attraverso le sue ricerche, elaborate in un percorso di analisi e comprensione, rilegge la figura di Santa Francesca Saverio Cabrini non solo come icona devozionale, ma come modello concreto e attuale di accoglienza, educazione e gestione delle migrazioni di massa.

In un momento storico come quello del passaggio di secolo, dalla civiltà rurale a quella industriale, dalle profonde trasformazioni sociali, l’opera di Madre Cabrini si manifesta in modo completamente diverso, ponendosi  come obiettivi la dignità della persona, la povertà urbana, il ruolo sociale della cura e l’impegno istituzionale a favore degli ultimi e dei migranti.

Un modo di portare conforto e aiuto molto diverso dalla canonica rappresentazione della Carità cristiana, dove l’impegno della Santa è tangibile nelle istituzioni che crea per realizzarla. Una Santa moderna, integrata pienamente nel suo contesto sociale, fortificata dalla sua esperienza d’origine.

In questa monografia, il giornalista  descrive molto appassionatamente la vita di questa religiosa, missionaria ed educatrice italiana naturalizzata statunitense e nota come la “madre degli emigranti”. Nata a Sant’Angelo Lodigiano, la Cabrini è stata infatti fondatrice della congregazione delle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù, nel 1950 Francesca Saverio  Cabrini fu proclamata da Papa Pio XII patrona celeste di tutti i migranti.

Fin da giovane si è dedicata agli emigrati italiani che vivevano in condizioni di estrema povertà negli Stati Uniti. Dopo essersi trasferita a New York, Madre Cabrini ha favorito la nascita di ben 67 istituti tra scuole, orfanotrofi, asili e ospedali in tutto il mondo.

“Ho scelto di restituirla al suo elemento proprio: la storia viva delle migrazioni di massa, della povertà urbana, della scuola come luogo di integrazione, del rapporto tra carità e istituzioni – spiega Lattanzio –  In quella storia Madre Cabrini non è figura ornamentale, è risposta. La sua santità non è eroismo privato: è una forma storica del bene, che si traduce in scuole, ospedali, orfanotrofi, case di accoglienza”.

“Il suo tempo somiglia al nostro: mobilità di massa, crisi delle appartenenze, nuove povertà – aggiunge l’autore – Viviamo sfide come le migrazioni globali, la fragilità educativa, l’intelligenza artificiale che può accelerare lo sviluppo o generare nuove esclusioni” e tutte queste domande necessitano di risposte concrete e criteri  con cui realizzarle. In questo Madre Cabrini si è distinta come pioniera di un nuovo umanesimo, con l’Uomo e la sua Dignità al centro dell’azione.

Il libro è molto articolato e offre molti spunti di osservazione e riflessione: La monografia evidenzia come la sua missione si sia tradotta nella costruzione paziente di opere stabili, istituzioni e metodi educativi e sanitari affidabili.

Inviata nelle Americhe da Papa Leone XIII, Madre Cabrini intuisce che per i migranti il viaggio non termina allo sbarco. La sua missione assume un approccio “ecologico”: non si limita all’aiuto economico, ma mira a ricostruire l’intero ambiente di vita della persona (lingua, affetti, dignità, integrazione).

Il grande asse della sua opera si fonda sull'”educazione del cuore”. Nella visione cabriniana, educare non significa solo trasmettere nozioni tecniche o favorire una generica mitezza emotiva, ma formare integralmente il centro della persona (volontà, coscienza, responsabilità)

Il ruolo delle donne nel governo delle istituzioni, in un contesto storico (tra XIX e XX secolo) in cui gli spazi pubblici e le funzioni direttive per le donne erano quasi inesistenti, l’Istituto delle Missionarie del Sacro Cuore viene strutturato come un vero e proprio organo di governo internazionale, un corpo femminile disciplinato, mobile, compatto e manageriale. Amministra budget, contratta con le élite economiche ed edifica reti istituzionali, dimostrando una capacità di comando e una fermezza decisionale che anticipano di decenni la leadership femminile moderna.

Infine, ma non per importanza, alla morte di Madre Cabrini nel 1917, tra gli immigrati italiani negli Stati Uniti si diffuse un’espressione rimasta celebre nella storia delle migrazioni: “Se Cristoforo Colombo ha scoperto l’America, Madre Cabrini ha scoperto gli italiani in America ” ovvero mentre Colombo aprì la strada geografica al Nuovo Mondo, Madre Cabrini “scoprì” la realtà drammatica e invisibile dei milioni di italiani emigrati a fine Ottocento. Ne riscattò la dignità, offrendo loro ospedali, scuole e tutele in un periodo di forte discriminazione e povertà.

E questo oggi appare ancora più importante e decisivo, soprattutto quando negli ultimi anni un revisionismo fanatico senza senso ha portato ad episodi di cancel culture ( con le rimozioni e i vandalismi ad alcuni monumenti statunitensi dedicati al grande navigatore genovese). Così, come scrive Dominic Candeloro nell’introduzione, a Chicago la figura di Madre Cabrini è diventata una risposta unificante alla complessa “questione Colombo”, dove l’intera comunità (sia la componente italoamericana sia i critici sociali) può convergere unita nel riconoscere in Madre Cabrini l’autentico, fulgido eroe dell’identità italoamericana, un simbolo di giustizia, accoglienza e agenzia sociale.

Il libro di Gianni Lattanzio offre anche approfondimenti in appendice, interessanti e inusuali per raccontare la vita di una Santa, anzi la Prima Santa d’oltreoceano, con i quali completare il ritratto di una figura così carismatica.

Concludo con le parole di Mons. Pesce dalla sua prefazione: ” Chi opera nelle comunità ecclesiali, chi lavora nelle istituzioni civili, … può trovare in queste pagine non solo la figura di una Santa, ma una compagna di discernimento. La vicenda di Madre Cabrini invita tutti a non separare mai il linguaggio della fede dal lessico della dignità…   E’ una lezione preziosa per questo tempo attraversato da paure e migrazioni: ci ricorda che il Vangelo non si limita a consolare ma chiede di edificare mondi abitabili”.

Edito da La Bussola, il libro di Gianni Lattanzio è stato presentato alla Camera dei Deputati.

 

di Mira Carpineta

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Gianni Lattanzio

Esperto di politica estera, politiche dell’Unione Europea e politiche migratorie alla Camera dei Deputati da varie legislature.

E’ direttore editoriale di MeridianoItalia, rivista e web-tv,  è  SegretarioGenerale  dell’Istituto Cooperazione Paesi Esteri (ICPE), e  Segretario Generale dell’associazione Ambientevivo.