La CDU respinge la maternità surrogata per motivi etici e vuole vietarla in Germania. Il caso di Jens Spahn, capogruppo CDU/CSU al Bundestag, alimenta il dibattito sui contrasti tra linea del partito e la sua vita privata.
Il capogruppo dell’Unione cristiano-democratica (CDU) al Bundestag, Jens Spahn, e il marito Daniel Funke sono diventati genitori. “Mio marito è diventato papà e io insieme a lui”, ha dichiarato Spahn al quotidiano Bild. “Georg è la nostra felicità. È un’emozione difficile da esprimere a parole”.
Secondo il giornale, il bambino è nato negli Stati Uniti da una madre surrogata, facendo riesplodere in Germania il dibattito sulla gestazione per altri, tema estremamente divisivo anche per l’Italia, che l’ha bandita universalmente.
In Germania la legge sulla protezione degli embrioni del 1990 vieta la maternità surrogata e proibisce anche la donazione di ovuli. Il personale medico può incorrere in sanzioni penali se feconda artificialmente un ovulo destinato a una gravidanza portata avanti da un’altra donna.
I contratti di maternità surrogata sono considerati in Germania “contrari al buon costume” e quindi giuridicamente nulli.
Una madre intenzionale tedesca non è inizialmente considerata legalmente imparentata con il bambino, come spiega il ministero degli Esteri. Neanche un padre intenzionale tedesco può fondare la propria paternità solo su un contratto di maternità surrogata.
La genitorialità legale deve essere riconosciuta successivamente in Germania.
COMMENTO:
(di Mira Carpineta)
Un parlamentare che DI FATTO ha comprato due esseri umani e fabbricato materialmente un altro essere umano attraverso la moderna tecnologia e l’agiatezza economica a sua disposizione, in che senso si definisce “cattolico”?
fonte: https://it.euronews.com/


