ASL TERAMO: ANCHE I MORTI…DEVONO PAGARE

Tra richieste di recupero  crediti e tentativi di truffa sul “caro estinto” , sono tanti i malumori di chi ha a che fare con la ASL di Teramo.

 

Per il mancato rispetto di prenotazioni diagnostiche  ad esempio, la Asl chiede lo stesso il versamento del ticket, anche per poche migliaia di lire e anche a chi nel frattempo è  deceduto. 

Il recupero dei crediti è un’attività che vede la ASL e i suoi avvocati esattori molto impegnata, dicevamo e verso tutti, anche quelli che “non ci sono più”.

Alcuni eredi infatti si sono visti richiedere somme  per i più disparati e disperati “servizi”. Soprattutto nel caso degli anziani, si va dalle rette  non pagate della RSA di Castilenti26 i cosiddetti  anziani “morosi”, forse perché passati a miglior vita– per un totale da esigere di 46.000 euro,  al costo di fantomatici “servizi” a pagamento che alcune ditte di pompe funebri richiedono ai parenti del deceduto, per i costi di gestione delle camere mortuarie.

Su quest’ultimo punto si è così scoperchiato un vaso di Pandora che ha portato alla luce delle strane usanze: costi addebitati per la vestizione delle salme a cura di specifici addetti (200 euro)  permanenza del defunto nella camera mortuaria (50 euro al giorno) e luce elettrica delle lampade.

Naturalmente in questi ultimi casi la Asl c’entra ben poco, se non per una insufficiente vigilanza sulla correttezza delle procedure e sulla gestione degli obitori. Questi ultimi inoltre sono gestiti da una società di servizi che ha ribadito  l’inesistenza di tali balzelli e che, raccogliendo le lamentele dei parenti ha sollevato il caso alla dirigenza della ASL per una migliore regolamentazione degli accessi delle ditte di pompe funebri.