A ROMA LA PRESENTAZIONE DEL POEMETTO DI EUGENIA SERAFINI “CANTO DELL’EFFIMERO”

L’evento giovedì 14 dicembre, ore 18, presso lo Studiolo in Via dei Marsi 11

ROMA – Sarà presentato Giovedì 14 dicembre, alle ore 18, presso lo Studiolo dell’artista, in Via dei Marsi 11, il poemetto “Canto dell’Effimero” di Eugenia Serafini, Edizioni Artecom-onlus Roma 2022, in versione bilingue italiano/rumeno con la preziosa traduzione del prof. George Popescu dell’Università di Craiova. L’evento sarà aperto dal prof. Nicolò Giuseppe Brancato, Presidente dell’Artecom-onlus, Accademia in Europa di Studi Superiori, in un ambiente d’arte impreziosito dalla Mostra “Divagazioni formali” della poetessa e pittrice Eugenia Serafini. Per l’occasione saranno disponibili 50 copie del poemetto acquarellate a mano, numerate e firmate dall’Autrice.

Il poemetto “Canto dell’Effimero” della scrittrice e artista multimediale Eugenia Serafini, già insignito nella prima edizione con Menzione speciale al PREMIO ANTEREM “Lorenzo Montano” 2016, ha ottenuto con la seconda edizione 2022 il prestigioso riconoscimento al XXXV PREMIO LETTERARIO CAMAIORE “Francesco Belluomini” 2023, con la Menzione speciale della Presidente Rosanna Lupi. Eugenia Serafini, nota a livello internazionale per la sua produzione artistica, letteraria  e creativa, per le bellissime e coinvolgenti performance, abbraccia con la sua produzione, sia letteraria che visiva, tutti gli aspetti esistenziali: dal sociale all’intimo scandaglio dei sentimenti, dalle sofferenze alle gioie, dalle criticità storiche alle utopie, coinvolgendo il fruitore a riflettersi in tutto ciò che propone, spingendolo a porsi interrogativi e responsabilità alle quali non può e non deve sottrarsi.

Anche questo poemetto “Canto dell’Effimero”, dal titolo ingannevole, è in realtà un continuo richiamo al ricordo, al sentimento, alla natura, agli affetti familiari, all’amore nei suoi risvolti anche drammatici. Con le seguenti annotazioni Elio Pecora si esprime nella prefazione al volume.

“L’effimero non è il nulla e l’annientamento che, nel Novecento della letteratura e delle arti, hanno occluso ogni attesa e illusione e speranza. L’effimero ha una sua durata, quella di un solo giorno, ma il giorno – come per il carpe diem oraziano – può equivalere all’eterno se vissuto nella sua pienezza che è insieme stupore e terrore, ebbrezza e disperazione. E la poesia, parola chiamata per durare, dell’effimero fa pietra incisa, soffio mutato in accento. Eugenia Serafini non rifugge l’effimero se lo accoglie nel canto e, dunque, lo elogia, lo ferma, lo scandaglia, lo intona. E dove lo smembra fino al bisillabo, dove lo allude nel segno veloce o in uno stormo irrequieto, che altro fa se non toccarne la brevità e l’incompiutezza in questa fermandosi, e placa l’ansia nemmeno nominandola? 

In un tale effimero e nella sua attentata leggerezza si muovono e si pronunciano i momenti dell’esistenza, lacerti di verità accostate. Così la pena e l’allegria, il bisogno d’amore e la sua perdita, il dubbio che consuma e il desiderio che non s’arrende, il pensiero della morte e i meandri della memoria s’intrecciano e si alternano nei versi brevi, nelle frasi in corsa per declivi di inchiostro sottile, dietro cancellature che lasciano trapelare il negato e l’incauto. Se tutto di questo libro è un viaggio, anche un trascorrere interiore di continuo segnato da una quotidianità cercata, in ogni frase e foglio la grazia e la tenerezza, la nostalgia e il rimpianto si elidono tutti in un vagheggiare di velata melanconia («Lascia che torni / un effimero lieve / memoria di affetti / Infantili / lascia che mi abbracci / mi avvolga in / dolci carezze e / baci di madre / di padre / lascia che torni in / effimero gioco»). E tutto perviene a un segno corto e conciso che rappresenta uno stare. L’epigrafe di Peter Handke, posta ad apertura del libro, dichiara: «La durata è il mio riscatto, mi lascia andare ed essere». Dunque, questo durare è fuori delle misure conclamate, fuori delle pretese e delle paure; e l’effimero, vacillante sul baratro, s’apre sul vuoto e respira.”

E ancora il prof. George Popescu, poeta e saggista, docente di Letteratura italiana dell’Università di Craiova e traduttore della preziosa versione in lingua rumena, così annota: “Un canto dell’effimero non poteva rinunciare ad un tesoro di modalità (poetiche e insieme artistiche) atte a costituire nella filigrana un intimo rapporto SPAZIO/ SEGNO. Così infatti, come afferma la poetessa, in queste pagine di densa e originale ars poetica, l’importanza dell’atto creativo consiste nella sua integralità, dato che nella sua complessa forma grafica, esprime compiutamente questa ricerca legata al rapporto SPAZIO – SEGNO. In una simile proiezione visionario-scritturale, si reprime, al limite, l’autonomia semnificante della parola, se ne denuncia l’unicità, lasciando aperte multiple aperture per una comprensione, a sua volta, particolare-individuale, da parte del lettore in un libero confronto, e non meno ingegnoso, con il proprio codice di decifrazione.”

L’opera sarà presentata dal Presidente dell’Accademia in Europa di Studi Superiori ARTECOM-onlus, prof. Nicolò Giuseppe Brancato, insigne Archeologo e Storico dell’Arte, con un’intervista alla Serafini e con letture scelte dalla stessa autrice interpretate. Chiuderà la serata il commento alla Mostra personale di Pastelli e Acquarelli della stessa scrittrice e artista, dal titolo “DIVAGAZIONI FORMALI DI EUGENIA SERAFINI”. L’edizione di questo bellissimo poemetto sarà messa in vendita in 50 copie acquarellate, numerate e firmate, a sottolineare la struttura verbo visuale dell’opera stessa: dunque una vera singolarità per collezionisti ed amatori.

Canto dell’Effimero è un poemetto – per dirla con le parole della stessa Autrice “…nel quale il verso si configura come espressione grafica significante nella porzione d’infinito che è il foglio bianco… La parola come segno o meglio il segno puro entra ed esce da questo infinito, si raggruma, si slabbra, si frammenta, si ricompone sul foglio bianco come aere, atmosfera, universo.”

Scrive in postfazione Nicolò Giuseppe Brancato: “I viaggi tra Roma e Carrara, dove Eugenia Serafini si recava nel 1995 all’Accademia di Belle Arti come docente di Storia dell’arte, furono lo stimolo per questo che oserei chiamare diario poetico di sentimenti, sensazioni, emozioni, esperienze universali, ove la brevità è suggerita anche dal succedersi di immagini durante il viaggio in treno.” Il volume si compone di 212 pagine, compresa la traduzione in Rumeno, prezzo di copertina € 18, ISBN: 978-88-96520-16-1. Un brindisi augurale chiuderà la serata.

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EUGENIA SERAFINI

Artista di esperienza internazionale, poeta/performer e giornalista, è nata nel 1946 a Tolfa (Roma), ridente borgo etrusco. Vive ed opera tra Roma, Tolfa e la Toscana. E’ stata docente di Disegno, per “chiara fama”, presso l’Università della Calabria fin dalla sua istituzione, docente di Storia dell’Arte all’Accademia di Belle Arti di Carrara e docente di Storia dell’Arte e del Manifesto presso l’Accademia dell’Illustrazione e della Comunicazione Visiva di Roma. Ama viaggiare e portare la sua arte a contatto con i popoli, confidando nella creatività come mezzo di conoscenza, espressione e comunicazione pacifica. Le sue sculture leggere, i bestiaire, le installazioni/ambientazioni performative, i suoi VIDEO portano una ventata di innovazione nell’ambito dell’espressione artistica a livello internazionale, aprendo la strada ad un nuovo modo di intendere l’opera d’arte e la poesia performativa. E’ tra i Soci fondatori dell’Accademia in Europa di Studi Superiori Artecom-onlus (1972) e tra i promotori del prestigioso “Premio Artecom-onlus” per la Cultura. Dirige la Collana di Libri d’Artista e la Sezione per l’Ex-libris dell’Artecom-onlus ed è direttore responsabile della rivista FOLIVM, organo dell’Accademia In Europa di Studi Superiori Artecom-onlus. E’ redattore associato della rivista romena “Noul Literator”. Ha ideato e curato eventi multimediali internazionali e mostre per lo Studio D’ARS di Milano, diretto da Pierre Restany, per l’Università della Calabria e per l’Artecom-onlus numerose Rassegne internazionali multimediali, con la partecipazione dei più significativi nomi della letteratura e della Critica d’arte italiana contemporanea: da Dacia Maraini a Mario Verdone, a Andrea Camilleri, Luigi Malerba, Valentino Zeichen, Duccio Trombadori, Carlo Franza, Giorgio Di Genova e numerosi altri. E’ stata invitata a stage, simposi e Installazioni/ambientazioni performative in Italia, Usa, Egitto, Francia, Germania, Lituania, Norvegia, Romania, Ucraina, Uruguay, Argentina e ha fondato nel 1998 il Museo di Arte Contemporanea “Micu Klein” di Blaj, in Romania, con il maestro Horea Cucerzan. Le sue opere si trovano in collezioni, musei e archivi di questi paesi e le sue poesie sono tradotte e pubblicate in arabo, inglese, francese, norvegese e romeno. Numerosi e prestigiosi i riconoscimenti in campo letterario ed artistico che le sono stati conferiti in Italia e all’estero. E’ recensita da firme prestigiose in numerosi libri d’Arte e cataloghi.