I SINDACATI: FIBA CISL

La vicenda TERCAS reclama chiarezza, ma soprattutto come dichiara Claudio Bellini, segretario e portavoce del sindacato Fiba Cisl Abruzzo, “si è fatto molto rumore su questa vicenda.” L’Assemblea convocata dal Commissario aveva all’ ordine del giorno la ricapitalizzazione

con passaggio di quote da Fondazione Tercas a B.Pop. di Bari, come poi è stato deliberato. Parlare di esuberi è decisamente prematuro e alcuni organi di informazione ne hanno parlato a sproposito, Ritengo invece che la BP Bari sarà molto più attenta al territorio rispetto a banche più  grandi, perché non vi è sovrapposizione di sportelli dal momento che la banca in
argomento non era presente sul territorio. Contrattualmente e dal punto di vista sindacale ci sono tutti gli strumenti per gestire eventuali esuberi. Sicuramente ci sarà un riposizionamento del personale dalla sede Centrale e Direzione Generale verso la rete territoriale”. Quindi sembra di capire che l’approccio è positivo? “Era l’unico approccio possibile. L’alternativa era la messa in liquidazione della Banca Tercas. – continua Bellini – Infatti, presumo incautamente, la ex candidata sindaco di Teramo avv. Manola Di Pasquale avrebbe dichiarato che meglio sarebbe stata la liquidazione coatta. Probabilmente senza rendersi conto della portata dell’argomento. In caso di liquidazione si sarebbero dovuti ‘mandare a casa’ circa 1.200 dipendenti, di contro con il passaggio alla Popolare di Bari ci saranno solo un centinaio di ricollocazioni. E’ vero che si perde la proprietà della banca che passa a Bari, ma resterà comunque sul territorio, o almeno si spera, ma ripeto abbiamo motivo di pensare che la B.P. Bari abbia interesse a rimanere sul territorio, non essendoci sovrapposizioni. Eventuali esuberi potranno essere gestiti perché esistono gli strumenti contrattuali, ma è tutto rimandato e demandato ad un piano industriale che dovrà essere elaborato e proposto dalla nuova proprietà. Considerando però le criticità del momento e che tutte le maggiori banche hanno chiuso i bilanci in perdita e con poca disponibilità di liquidità, l’ipotesi attuata era la migliore. Parlando con schiettezza non c’era la fila di banche pronte a rilevare la Tercas! ”. Rimane la questione dei piccoli azionisti che si apprestano a chiedere assistenza alle associazioni dei consumatori. “Diciamo che ci sono posizioni che meritano attenzione, ci sono state delle denunce in merito a investimenti azionari e obbligazionari che sono al vaglio della magistratura, con azioni di rivalsa nei confronti dei responsabili e che seguiranno la propria strada. E’ un’altra questione. Sul problema dei consumatori è chiaro che a nessuno piace veder sparire i propri risparmi ma anche qui bisognerà distinguere tra chi fa investimento e chi fa risparmio. Il risparmiatore di solito opta per prodotti certi, BOT, CCT e pronti contro termine. Gli investitori comprano anche azioni, ma sanno i rischi che corrono acquistando titoli che per loro natura non hanno valore certo. Quando sento dire che tutti i risparmi sono stati investiti in azioni mi chiedo se si sa cosa si sta facendo. E’ comprensibile lo stato d’animo di chi ha perso i soldi ma abbiamo, anche a livello nazionale, esempi  quali PARMALAT che non necessitano di ulteriori parole. Poi per ogni caso specifico – conclude Bellini – si pronuncerà la magistratura e verifi cherà se ci sono stati illeciti”.

PrimaPagina edizione Agosto 2014 – a cura di Mira Carpineta e Daniela Palantrani