L’ABRUZZO COME OPERA D’ARTE: QUANDO LA TERRA DIVENTA LETTERATURA Gabriele d’Annunzio nell’Abruzzo forte e gentile di Primo Levi

di David Ferrante.

C’è un’espressione che, più di ogni altra, ha contribuito a definire l’identità di una regione: “forte e gentile”. Non è soltanto uno slogan, ma una sintesi potente e duratura dell’anima abruzzese, nata dalla penna di Primo Levi, autore di Abruzzo forte e gentile. Impressioni d’occhio e di cuore (1882).

A distanza di circa un secolo e mezzo, quell’opera continua a parlare al presente, restituendo un ritratto vivido e sorprendentemente attuale dell’Abruzzo. Oggi, una nuova edizione integrale pubblicata nel 2025 dalle Edizioni Solfanelli – di cui chi scrive ha curato l’edizione – restituisce finalmente il testo nella sua forma completa, permettendo ai lettori di riscoprire un classico troppo a lungo da pochi conosciuto.

Tra i passaggi più affascinanti del volume spicca il capitolo Terra Vergine, in cui Levi si sofferma su una figura destinata a segnare profondamente la letteratura italiana: Gabriele d’Annunzio. All’epoca ancora giovanissimo, il poeta viene descritto come un talento istintivo, capace di assorbire e restituire l’essenza della sua terra con uno sguardo insieme ingenuo e visionario.

Gabriele DAnnunzio Archivio Storico Ricordi

A differenza di autori come Giovanni Verga, che scelgono consapevolmente di rappresentare il mondo contadino, d’Annunzio – secondo Levi – sembra agire per impulso, quasi fosse la stessa terra d’Abruzzo a esprimersi attraverso di lui. Non si limita a rappresentarla: la trasfigura, la eleva, la trasforma in materia poetica.

È proprio in questa tensione tra realtà e idealizzazione che si gioca, per Levi, la grandezza ma anche il limite del poeta. Da un lato, la capacità di rendere universale un paesaggio periferico; dall’altro, il rischio di sovrapporre sé stesso alla realtà, confondendo l’oggetto con il soggetto, la terra con la propria visione artistica.

Non a caso, Levi richiama Primo Vere (1879), opera giovanile scritta da d’Annunzio a soli sedici anni: un debutto precoce, già ricco di talento, ma segnato da un idealismo che lo allontana, almeno inizialmente, da una più concreta attenzione alle questioni sociali.

Il confronto si fa ancora più netto nel capitolo Gloria, dove Levi amplia lo sguardo al panorama artistico abruzzese, mettendo a confronto due figure emblematiche: Francesco Paolo Michetti e Teofilo Patini. Il primo incarna la luce, il colore, la vitalità della terra; il secondo ne restituisce invece le ombre, le sofferenze, le ingiustizie.

In questa dialettica tra bellezza e denuncia sociale emerge una riflessione sorprendentemente moderna: l’arte, per essere autenticamente grande, deve saper coniugare forma e contenuto, estetica e impegno civile. Ed è proprio su questo terreno che Levi colloca, con lucidità critica, anche l’opera di d’Annunzio.

Figura di passaggio tra mondo rurale e dimensione letteraria nazionale, il poeta contribuì in modo decisivo a portare l’Abruzzo fuori dai suoi confini, trasformandolo in un luogo simbolico, carico di suggestione. Un Abruzzo reale, ma al tempo stesso mitizzato, filtrato attraverso una sensibilità artistica capace di renderlo eterno.

Rileggere oggi Abruzzo forte e gentile significa dunque non solo riscoprire un testo fondamentale, ma anche interrogarsi sul rapporto tra identità, rappresentazione e memoria. Questa nuova edizione integrale si inserisce in tale prospettiva, restituendo al pubblico un’opera completa e offrendo uno strumento prezioso per comprendere il legame profondo tra letteratura e territorio.

Luigi Conconi (1852-1917) Ritratto di Primo Levi 1880 Galleria dArte Moderna di Milano

 

Proprio per questo, la pubblicazione del 2025 – edita da Solfanelli e da me curata – rappresenta un’occasione significativa non solo per gli studiosi, ma anche per un pubblico più ampio. In queste pagine, più che un semplice resoconto di viaggio, si avverte lo sguardo innamorato di Primo Levi, capace di cogliere nell’Abruzzo una forza primitiva e insieme una gentilezza profonda. Uno sguardo partecipe, entusiasta, che trasforma la terra osservata in visione, e la visione in memoria duratura: quella di un Abruzzo che, ieri come oggi, continua a farsi racconto e identità.

 

Primo Levi

ABRUZZO FORTE E GENTILE

Impressioni d’occhio e di cuore

a cura di David Ferrante

Edizioni Solfanelli

Pagg. 144

€ 12,00

Copertina di Federica Soprani – The melodious hue of Beauty