Quelle strade intraviste nei cieli
quelle falle nel sonno
quell’angoscia del niente
quel bisogno di altro
quell’infame negare
quell’infame affermare
e ti sento ti sento ti sento respirare
e mi sento mi sento mi sento volare
questo volta è diverso
accartocciata sull’inverno
comincio a bruciare,
avvampo d’estate e soffia la brezza
come a placare un indomabile incendio
questo sogno mi addenta
e lo mangio lo bevo lo stacco da mondo.
Lo voglio
questo sogno ha il candore dell’attesa di maggio
ha lo sfacciato sapore
delle more e limone affogate nello zucchero
delle pesche appassite
albicocche addensate sul terrazzo
per le marmellate della vita
questo incontro mi accascia mi svena
ed affascina cellule
che prima sembravano morte
ed invece ecco sono risorte.
Questo sguardo è sposato, amante,
amico, fratello , maestro e speziale
mago confessore medico e tribale
questo sguardo è annebbiato
perché tutto cambia ed evolve
tutto s’addensa ed esplode.
Lo giuro
ho provato ad essere distrutta
triste
annientata
ma le rose le rose le rose
anche sulla sabbia innevata
ormai
le vedo sbocciare…
——

dipinto di Milena Petrarca


