La lirica di Anna Manna intitolata La quercia e il biancospino, tratta dalla raccolta Le poesie di Monteluco, Nemapress edizioni, è pervasa da un profondo senso e sentimento della natura e, in questo caso in particolare, del bosco visto nel suo eterno rinnovamento (La querciamuta; Poi d’improvviso / Piccoli fiori bianchi (…); La natura ha scelto di risorgere (…), ecc.). Il bosco è senz’altro quello di Monteluco ma c’è dell’altro.
La poesia è divisa in due parti: la prima termina con un interrogativo: ci sonoancora sogni nei freddi inverni di Monteluco? La seconda si apre con un brusco cambio di situazione: Poi d’improvviso…
Ma in entrambe queste due sezioni domina la quercia muta (la quercia muta bisbiglia all’inizio e, alla fine, la quercia resta muta). Questo albero è umanizzato: non solo la poetessa s’indentifica con la quercia che è ferita, bisbiglia, soffre come lei, ma il bosco rappresenta l’inconscio di Anna che vuole uscire dal buio e arrivare alla luce della consapevolezza. Vuole rinascere. Albero sacro in numerose tradizioni, la quercia è investita dei privilegi della divinità suprema del cielo, senza dubbio perché attira il fulmine e simboleggia la maestà. Ma qui è ferita, c’è un lungo fiume di linfa cristallizzata che la percorre, tuttavia è pronta a rinascere (La natura ha sceltodi risorgere) come Anna e ad ospitare un passero solitario di leopardiana memoria! Sì, perché la quercia, questo albero saggio, accoglie, è ospitale, protegge – anche Anna, ritrova la sua forza perché è essa stessa sinonimo di forza. È l’impressione che dà l’albero in età adulta. D’altronde, quercia e forza si esprimono in latino con lo stesso termine ROBUR, che simboleggia sia la forza morale che quella fisica. La natura è eterna e Anna come lei vuole sfuggire alla morte tramite la sua arte.
Accanto alla quercia così massiccia, grande e alta, ecco il biancospino, un arbusto, un piccolo albero molto ramificato, contorto e spinoso con bellissimi fiori bianchi: che queste due piante rappresentino due diverse anime della poetessa? La forza e la bellezza? Il biancospino guarda caso è da sempre conosciuto come la pianta del cuore. Le foglie e i fiori contengono una miscela di diversi flavonoidi, potenti antiossidanti e “spazzini” dei radicali liberi, utili nella prevenzione di malattie cardiovascolari e per combattere il colesterolo! Ma no…è la pianta del cuore della poetessa che palpita si emoziona, vive!
Anna Manna
Scrittrice, Poetessa, Saggista, fondatrice del premio “le Rosse Pergamene del Nuovo Umanesimo”, cultural promoter.