Se papà e mamma sono "baby"

UN SOTTILE FILO INVISIBILE

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Quale riflessione si può fare su queste storie?

Che hanno un filo conduttore, ossia una "capacità generativa non pensata" vissuta nei suoi due poli: da una parte l'aborto e il rifiuto della maternità, dall'altra la scelta di vivere la maternità fino in fondo. Sono due poli, in antitesi tra di loro, che indipendentemente dalla presenza di un "lieto fine" sottolineano la tendenza a vivere la sessualità senza pensare alle conseguenze delle proprie azioni e dei propri comportamenti.

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STORIE TERAMANE

Vi proponiamo storie di donne teramane che, adolescenti,  hanno fatto o subìto scelte  determinanti per la loro vita.

focus_int_04L'abbandono

Sono Barbara e quello che racconto è un lontano ricordo, guardare da lontano lo schermo della vita, la mia. Il dolore, meno intenso,  ma sempre profondo. La consapevolezza, unica consolazione, di aver dato una possibilità a quella piccola vita di cui non ho saputo più nulla. "Troppo giovane", disse mia madre ed io, quindicenne, l'età per decidere di tenere con me quella  nuova vita, non l'avevo. L'incoscienza, l'inconsapevolezza e la leggerezza di una sessualità vissuta senza limiti e senza dare il giusto peso al sentimento fanno la differenza tra amore e sesso. Il mio corpo usato per attirare l'attenzione. Usato e svenduto. Oggi sono una donna sposata e con un figlio. Vivo con la speranza che il mio bimbo viva in una famiglia che lo ama. Volevo tenerlo, ma la mia famiglia si è opposta e deciso diversamente.  Ricordo la sofferenza del distacco, la depressione dopo averlo lasciato in ospedale, la rabbia nei confronti della mia famiglia, che mi aveva girato le spalle. Mi consolo dicendomi che gli ho dato la vita e una possibilità per viverla. Chissà se un giorno avrò il suo perdono.

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Storie

Amore per gioco

Il sesso, oggigiorno, si va spogliando di quell'aura di mistero di cui era ammantato e le nuove generazioni sono cresciute con i martellamenti continui dei mass media, che propinano a tutte le ore modelli comportamentali sempre più disinibiti. Il concetto di morale si è lentamente affievolito ed i tabù, che spaventavano i nostri nonni, cresciuti con i rigidi principi dettati dalla religione, sono sempre più dimenticati. La società è in continua evoluzione, i tempi cambiano e con essi il concetto di moralità. Internet, con i suoi socialnetwork, videochat e siti specializzati rendono il sesso - o almeno la sua mera rappresentazione - fruibile a tutti con un semplice click. M.P., sedici anni, racconta del suo mondo da teen ager, gli approcci con l'altro sesso ed il "tempo delle mele", che inizia sempre prima. Nel 2011 sembra che l'età del primo rapporto sessuale si sia abbassata drasticamente. Racconta di gravidanze interrotte a 14 anni, di rapporti sessuali non protetti e, quasi scusandosi, dice: "Sono le ragazze che vogliono evitare di usare il preservativo, dicono che è più bello".

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I GIOVANI SI DIVIDONO

focus_int_021. Che opinione hai dell'aborto?

Mirko, 22 anni: Che ognuno merita di vivere e che una "terza" persona non può esserne padrona. Facile o dura che sia, la vita va vissuta.

Ilaria, 20 anni: Sono favorevole. Ognuno deve sentirsi libero di poter decidere.

Non è una scelta facile, comporta maturità e sacrifici. Il difficile non è fare figli, è farli crescere in una famiglia serena. Se manca questo, penso che bisogna pensarci due volte

Susanna, 22 anni: Sicuramente è una decisione ardua da prendere, ha bisogno di essere ponderata in base alle esigenze, all'età, all'esperienza. E al giorno d'oggi molte ragazzine prendono sotto gamba la questione di avere un figlio. Quindi, in alcuni casi sono favorevole.

Andrea, 19 anni: Aborto? Cosa seria, da valutare con attenzione e che pone non pochi problemi etici. Assumersi o non assumersi le conseguenze di una serata?

Federica, 18 anni: Credo che una giovane donna debba avere la possibilità di scegliere se mettere al mondo, o meno, una nuova vita, sapendo di non essere in grado di garantire un futuro (né economicamente né sotto l'aspetto di figura genitoriale), non essendo in grado di garantirlo a se stessa.

Chiara, 18 anni: L'aborto mi fa paura, temo più che altro che le ragazze lo pratichino senza pensarci troppo, però se una ragazza dovesse ricorrervi perché è in una situazione troppo difficile, la capirei e l'appoggerei.

2. Cosa pensi delle baby mamme?

Andrea, 22 anni: Sicuramente penso che porti a molti sacrifici vista la giovane età della madre che in quegli anni avrebbe sicuramente molte altre cose da poter fare.

Susanna, 22 anni: Penso che al 90% dei casi non fanno una scelta con giudizio.

Ilaria, 20 anni: Penso che sia una scelta personale, che non può essere capita ma solo rispettata.

Mirko,22 anni: Dipende dalla baby mamma, nel senso che ci sono ragazze che sentono la maternità e prendono la questione seriamente, e altre che prendono la questione sottogamba. Se dovessi conoscere una baby mamma certo non avrei pregiudizi nei suoi confronti di nessun tipo.

Federica, 18 anni: Penso che le baby mamme debbano essere persone responsabili, e che ognuno fa le proprie scelte di vita.

Chiara, 18 anni: Secondo me a 15 anni non si conosce se stessi, non si capisce cosa si vuole dalla vita e quindi l'arrivo di un bambino può essere traumatico. Però le ammiro per il coraggio.

3. Conosci qualche ragazza che ha vissuto una delle due esperienze? (aborto o maternità)

Ilaria, 20 anni: Conosco una baby mamma e  ho visto in prima persona le difficoltà che comporta tenere un bambino in una età dove si è veramente troppo piccoli per fare gli adulti. Nonostante questo, dopo due anni, vedo quanto essere mamma la rende felice, il che penso sia lo cosa più  importante che va al di la di ogni etica morale.

Susanna, 22 anni: Conosco personalmente una baby mamma, e il compito che le spetta, ovvero crescere un figlio, è molto più grande di quello che si pensa. Comporta sacrificio e dedizione assoluta verso il figlio stesso, cosa che purtroppo non accade sempre, data l'età prematura.

Chiara, 18 anni: Conosco una ragazza che ha abortito. Viene a scuola con me.

L'ha fatto perché non lavora e non se la sente di lasciare scuola,  e non può dirlo alla famiglia, che fa parte di una comunità religiosa.

Parlano i ragazzi

Emilia, 17 anni

Parli mai di sesso con i tuoi genitori? A volte capita, ma non scendiamo mai in particolari.

E con gli amici? Neanche con gli amici parlo molto, mi confido solo con quelli più intimi.

sesso_giovaniSonia, 17 anni

A che età il primo bacio? 14 anni

Cosa pensi di una ragazza che arriva vergine a venticinque anni? se è per scelta, ammiro la sua

determinazione.

Cosa pensi dell'aborto? Dipende dalle situazioni: a volte si può comprendere, altre invece è inaccettabile.

Secondo te ragazzi e ragazze vivono il sesso allo stesso modo? No. Però tutto cambia da persona a persona, e soprattutto dalle esperienze.

A scuola avete mai fatto incontri con un sessuologo? Si

È stata un'esperienza utile? Si, perché ho scoperto cose che non sapevo.

Quanto pensi sia importante il sesso da 1 a 10 in un rapporto di coppia? 10.

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Emergenza educativa

emergenza educativaQualche anno fa, èapparso un librodi U. Galimberti:L'ospite inquietante.Il nichilismo e igiovani (Feltrinelli,Milano, 2007). La tesi del volume è che igiovani, sradicati dalla grande tradizioneche li ha generati, si sono trovati in casal'ospite inquietante: il nichilismo. Questaè la condizione di molti giovani oggi.Ed allora? Molto tempestivamente ivescovi italiani hanno dedicato al temadell'emergenza educativa il documento pergli Orientamenti pastorali per il decennio2010-2020.La tradizione cristiana mediante latestimonianza dei padri diviene rispostaadeguata al bisogno del cuore dei fi gli:questa è l'educazione. La tradizione chediventa presenza dentro la testimonianzache i padri ne fanno ai figli. A questo puntosi capisce perché ci troviamo dentro unavera e propria "emergenza educativa".Perché se colui che deve trasmettere unavisione della vita ed introdurre il nuovoarrivato nell'universo di senso, diciamola generazione dei padri, si sradica dallatradizione si possono verifi care duesituazioni. O si instaura un rapporto dipermissivismo, caratterizzato da unasorta di scetticismo e di indifferentismo:non esiste una verità circa il bene dellapersona (scetticismo), e quindi tutto allafi ne è permesso (indifferentismo). Oppuresi instaura un rapporto di egemoniadi autoritarismo: non si fa nessunaproposta; s'impone. Ci troviamo di fronteall'emergenza educativa perché da unaparte accade che la generazione dei fi glichiede di entrare dentro ad un universovero, bello, buono e dall'altra parte lagenerazione dei padri è divenuta stranieraall'universo di senso: non sa più che cosadire. I padri non rendono presente nessunatradizione, perché ne hanno perso lamemoria, e diventano testimoni del nullae trasmettitori di regole. I fi gli si trovano avagabondare in un deserto privo di strade, non sapendo più da dove vengono e dovesono diretti.Come uscirne? Non c'è una ricettapreconfezionata o almeno io non laconosco. Ma conosco la Chiesa, una realtà,un popolo che custodisce la memoria delfatto che può dare consistenza invincibilealla nostra fragilità mortale. Il primo passoper uscire dall'emergenza educativa èil coinvolgimento pieno dei padri e deifi gli dentro alla memoria eucaristicavissuta ogni domenica. Senza questo realeradicarsi dentro l'evento che dona senso altutto ed alla vita di ciascuno, la narrazionedei padri ai fi gli rischia di essere vacua; cioèincapace di generare una vita vera, bellabuona. E' possibile che il fi glio, se piccolo,non capisce; se adolescente, si rifi uta. Aquesto punto la costruzione della rispostaalla domanda di senso dei fi gli va condivisafra la generazione dei padri e la madreChiesa, la quale offre questa condivisioneattraverso una vera e propria propostaeducativa. L'azione educativa è semprea rischio. Generando una persona libera,è sempre possibile che prima o poi chi èstato educato faccia scelte contrarie allaproposta educativa che lo ha formato.Questo rischio è presente non solo in unrapporto educativo non riuscito ma in ognirapporto educativo. Radiarsi nella nostratradizione cristiana non significa rinuncia ad educare alla libertà. Al contrario Significa però rifiutare l'idea astratta dilibertà secondo la quale è libero chi non appartiene a niente e a nessuno. Chi vive così finisce nella schiavitù.

Amici solo se sexi

Amici solo se sexiL'incredulità. È questa la prima reazione quando si inizia ad esplorare il fenomeno della sessualità degli adolescenti di oggi. Perché, cercando di conoscere gli  innumerevoli casi di sessualità a volte precoce, a volte sbandierata, a volte alterata che ci vengono proposti dai ragazzi, ci si interroga chiedendosi se possano  essere veramente avvenuti. E allora si alimenta la speranza che si tratti di racconti esagerati insieme con il desiderio di salvarci tutti da questa nuova realtà,  ragazzi, genitori e società. Eppure la sessualità degli adolescenti è cambiata, e non si può fare a meno di non riconoscerlo. Ce lo mostrano già da alcuni anni i  video più o meno sessualmente espliciti presenti sulla rete. Non sono invenzioni cinematografi che, come non lo sono i casi scoppiati in alcune scuole italiane in  cui i presidi si sono imbattuti quasi per caso in video di rapporti sessuali tra compagni o di prestazioni a pagamento (pochi euro o una ricarica per il cellulare) avvenuti all'interno delle scuole. E ancora sono reali i casi di ragazze che sempre per una forma di ricompensa mostrano il loro corpo a un interlocutore virtuale  fino ad  arrivare agli stupri di gruppo effettuati da minorenni ai danni di coetanee. Si tratta allora di un disagio che i ragazzi di oggi manifestano attraverso la  sessualità o di una normale evoluzione in forme fi nora sconosciute? Difficile rispondere, certo  è che la sessualità dei giovani ci rimanda un caleidoscopio di  immagini articolate, a volte scioccanti, che devono stimolare il mondo adulto a rifl ettere. Esiste tuttavia anche una sessualità meglio vissuta, frutto della naturale  voluzione verso l'età adulta. L'emergere in adolescenza di una nuova consapevolezza del proprio corpo che cambia ed assume connotati sessualmente maturi, e la presenza di desideri sempre più emergenti portano ad una naturale ricerca di relazione con l'altro e a una sperimentazione che non deve  spaventare. A cosa imputare invece la sessualità vissuta in forme più estreme? Si invocano di solito il fallimento della famiglia, della scuola, della società. Ed è  vero che qualcosa ha fatto tilt se la sessualità non è più vissuta solo tra due persone e soprattutto all'interno di una relazione che ne fa da cornice, ma può  essere anche sbandierata, venduta, condivisa con il gruppo. È evidente che gli adolescenti di oggi vivono trasformazioni che coinvolgono in maniera profonda la  loro mente, bombardati come sono dai "miti del nostro tempo" come la ricchezza, la bellezza, la forza, la moda, il mercato, il benessere materialmente inteso.  Sottoposti a tutto questo, non solo attraverso le immagini, ma anche attraverso gli esempi proposti, come dovrebbero crescere se non così? E dove sono finiti  altri "miti" come il rispetto di sé e dell'altro, il sacrifi cio, l'onestà che, al di là della morale, consentivano altre possibilità di identificazione? Se anche la società, addirittura le istituzioni, rimandano l'idea  che il raggiungimento di un certo status vale più di ogni altra cosa e può essere perseg uito a ogni costo, gli adolescenti di oggi non possono che rimandarci, come in uno specchio fedele, l'immagine che noi proponiamo. Nei social-network c'è l'idea che se sei sexy ti "chiederò  l'amicizia". Ecco quindi che dietro il presentarsi come oggetti sensuali c'è soprattutto un bisogno antico, quello di essere importanti l'altro, bisogno che diventa poi più grande quando l'autostima è vacillante. A tutto ciò certo si accompagna inevitabilmente una visione del corpo come esterno a sé, uno strumento da utilizzare  che non porta con sé emozioni. Certo è che quando i giovani propongono comportamenti in parte alterati, mostrano sempre disagio e reclamano qualcosa che manca o è mancato e pongono una richiesta: la necessità di ascolto, di comprensione, di protezione e a volte anche di cura. Il discorso sulla sessualità degli  adolescenti qui abbozzato è multiforme e ci impone nuovi spazi di riflessione e il tentativo di comprendere  in maniera seria cosa sta capitando nella mente delle  giovani generazioni.

Quando papa' e mamma sono "baby"

quando mammae papà sono Hanno tra i 14 e i 19 anni, la maggior parte non ha raggiunto la maggiore età, e sono soprattutto italiane (82%). I dati del nuovo Rapporto sullo stato delle madri nel mondo di Save the Children parla di un Paese, il nostro, dove convivono baby mamme e ragazze che nell'aborto trovano una apparentemente "sbrigativa"  contraccezione. Le giovanissime che diventano mamme, prima ancora di liberarsi delle bambole, provengono soprattutto dal Sud e dalle isole, e l'età media è  16- 17 anni. Circa il 60% ha un marito o un compagno. Le adolescenti che partoriscono in Italia sono oltre diecimila l'anno, tra loro anche tredicenni. A Teramo,  la situazione è ampiamente espressa dai numeri che pubblichiamo. Ognuno tragga conclusioni.