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CORSO PER VOLONTARIO PROTEZIONE CIVILE

Pubblicato il progetto di riqualificazione del Teatro Romano di Teramo

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IL MINISTRO DELL'ISTRUZIONE FEDELI A ISOLA DEL GRAN SASSO

FRANA Campli: PEZZOPANE PRESENTA INTERROGAZIONE AL GOVERNO

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Teramo – Terremoto: verso la manifestazione: domani audizione in Parlamento per il Decreto Sisma

La Provincia, sulla base di quando stabilito con il deliberato dell’Assemblea dei Sindaci il 13 febbraio scorso, ha convocato tutti i Sindaci per giovedì 23 febbraio alle ore 10.30 per definire modalità e contenuti della manifestazione che dovrebbe svolgersi a Roma il prossimo 2 marzo con l’obiettivo di richiamare l’attenzione del Governo, del Parlamento e dell’opinione pubblica rispetto alle emergenze che sta vivendo il territorio teramano.

“Questa è una battaglia di tutti altrimenti si perde. Interessa tutti i Comuni del teramano perchè le emergenze delle aree interne e della montagna si riversano con effetti negativi anche sulla costa: basta pensare al turismo ma anche alle numerose implicazioni socio urbanistiche di questo esodo dei paesi dell’entroterra” spiega il presidente Renzo Di Sabatino che aggiunge: “Ed è una battaglia le cui ragioni, comprensibilmente, potrebbero non essere così scontate per altri territori del Centro Italia danneggiati dal sisma. E’ indispensabile, quindi, coinvolgere tutti i livelli istituzionali e l’opinione pubblica più ampia. C’è un tema centrale che ci unisce tutti: la fragilità della nostra terra e la fragilità e le contraddizioni del modello di sviluppo. Per affrontarlo ci vogliono strumenti, finanziari e legislativi, disegnati su misura proprio per evitare di sprecare risorse, come già accaduto in passato, riparando i danni ma non le cause. Una battaglia di rigore che dobbiamo far comprendere partendo dal rigore delle nostre motivazioni”.

Al centro delle richieste la revisione del cosiddetto Decreto Sisma che attualmente, nel suo processo di conversione in disegno di legge, è all’esame della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati. E domani, alle 15,30, ci sarà l’audizione dei Presidenti delle Province interessate (Ancona, Ascoli Piceno, Fermo,

L’Aquila, Macerata, Rieti, Perugia, Teramo e Terni) e quindi anche di Renzo Di Sabatino. “

Teramo -Terremoto: danneggiato il 60% degli alloggi ATER

Ad oggi, in provincia di Teramo, i fabbricati dell’Ater interessati dagli ultimi eventi sismici sono 157 per un totale di 1570 alloggi, che costituiscono il 60% del patrimonio immobiliare della locale Azienda territoriale per l’edilizia residenziale.

Per effetto delle ordinanze dei sindaci seguite ai sopralluoghi della Protezione civile, sono stati sgomberati ben 452 appartamenti, di cui 319 soltanto nel capoluogo.

A Teramo, dei 30 edifici sgomberati, 9 sono stati classificati come “E”, dunque sono totalmente inagibili, mentre a 21 è stata attribuita la classe “B”, ciò significa che hanno subito danni più lievi ma sono “inutilizzabili” e potranno essere rioccupati se sottoposti ad alcuni lavori di rafforzamento o eventuale miglioramento.

È questa, in sintesi, la situazione in cui versano attualmente gli immobili dell’Ater Teramo che, naturalmente, si riflette in maniera pesante sugli inquilini con comprensibili disagi. Di fronte a questa situazione, sin dall’inizio dello sciame sismico che si è protratto per mesi ed è tuttora in corso, l’Ater Teramo ha da subito impegnato tutte le risorse professionali ed economiche disponibili per gestire l’emergenza, destinando da subito 300 mila euro alle operazioni di verifica dei danni conseguenti alle continue scosse nonché agli interventi di messa in sicurezza per la salvaguardia dell’incolumità pubblica e, inoltre, chiedendo alla Regione l’assegnazione di ulteriore personale tecnico, in particolare ingegneri civili. Da considerare infatti che gli edifici devono infatti essere monitorati ad ogni nuovo evento sismico.

«Siamo di fronte a un’emergenza eccezionale – dichiara l’amministratore unico, l’architetto Armando Rampini – che ha coinvolto buona parte del nostro patrimonio immobiliare e ha richiesto e richiederà uno sforzo eccezionale per controllare e mettere in sicurezza tutti gli edifici danneggiati. Servono risorse ingenti, professionali ed economiche, per superare lo stato di crisi e restituire la casa alle famiglie degli inquilini, sgomberati non certo per nostra volontà ma per effetto di ordinanze dei

sindaci. Questi, a loro volta, prendono atto dell’esito dei sopralluoghi delle autorità di Protezione civile preposte e, in particolare a Teramo, si sono chieste approfondite verifiche nonché relazioni che richiedono tempo e risorse umane. La situazione è molto difficile anche perché lo sciame sismico è ancora in atto e ogni volta si rischia di ricominciare da capo. Chiedo a tutte le famiglie che sono state costrette a lasciare l’abitazione di avere pazienza, ci stiamo impegnando al massimo e contiamo di farle rientrare nelle case loro assegnate dopo che avremo accertato puntualmente la quantificazione economica di tutti i danni e concluso i lavori di riparazione. Da parte mia assicuro, com’è avvenuto sempre, la massima disponibilità del nostro personale ad esaminare tutte le situazioni affinché i disagi, per quello che è possibile, siano attenuati. Anche per questo abbiamo intenzione di aggiornare costantemente i diretti interessati e la collettività rendendo più frequenti e periodiche le nostre comunicazioni».

TERAMO: RIAPERTA DOPO I LAVORI LA CHIESA DI SAN GIUSEPPE

Venerdì 17 Febbraio dinanzi all’ingresso della Chiesa di San Giuseppe (vicino al vecchio stadio) il sindaco ha  illustrato alla cittadinanza  l’intervento di ripristino del tetto della chiesa stessa, portato a termine lo scorso 14 Febbraio.

Maurizio Brucchi e  i rappresentanti di organismi e associazioni che hanno contribuito all’operazione (il MASCI  Teramo 2 -Movimento che si ispira allo Scoutismo-  il Rotary Club Teramo Centenario, il Rotary Club Teramo, il Lions Club, il Soroptimist Club Teramo, e le  Associazioni Teramo Nostra, Genius Loci e ANDE) hanno raccontato il percorso dell’iniziativa per il recupero  della Chiesa di San Giuseppe, che  aveva preso il via nel luglio 2016 ed era stata resa pubblica lo scorso 15 Ottobre con l’evento “Insieme per San Giuseppe - La Buona Novella”; ora, nonostante gli eventi sismici abbiano complicato l’iter burocratico e tecnico, essa giunge a termine, con la posa in opera di una copertura provvisoria del tetto crollato. 

Il lavoro è stato eseguito dalla ditta “Clementoni Costruzioni srl” di Corropoli, sotto la guida degli Architetti Franco Esposito e Lanfranco Cardinale e permetterà il salvataggio di una chiesa particolarmente danneggiata dalle infiltrazioni di acqua piovana nei muri perimetrali rimasti scoperti, e che, ora, grazie al telone protettivo, saranno meglio preservati.

Purtroppo, nell’arco di questi mesi, è andato in gran parte distrutto il prezioso soffitto ligneo con dipinti di epoca medioevale raffiguranti il presepe, ma ora si spera di recuperare parti del soffitto stesso e tutto l’edificio sacro, nonché il prezioso altare barocco composto da  quattro colonne, di cui due tortili  e  altre cinque scolpite in legno, rivestite in foglia di oro zecchino, e cinque dipinti seicenteschi attribuiti al pittore polacco Sebastian Majewski.

 

Questa, è stata la prima volta che il mondo dell’Associazionismo e del Volontariato hanno collaborato per il recupero di un bene storico e culturale. Un gesto da valere come messaggio per la tutela del nostro patrimonio e sensibilizzare al problema della conservazione dei  beni culturali.

Ora si rimane in attesa dei finanziamenti di Stato per il completo recupero della chiesa

GIULIANOVA: INVIATA MOZIONE PER NUOVO OSPEDALE

Il sindaco invia la mozione approvata dal Consiglio comunale del 13 febbraio ai soggetti istituzionali precedentemente invitati e convoca una riunione maggioranza/minoranza per il 24 febbraio prossimo. 

Il sindaco Francesco Mastromauro ha trasmesso copia della mozione approvata nel Consiglio comunale del 13 febbraio scorso al governatore D'Alfonso e al vicepresidente Giovanni Lolli, quest'ultimo presente alla seduta consiliare con il direttore dell'Agenzia sanitaria regionale Alfonso Mascitelli, e  i sindaci della costa e di Bellante, Morro d'Oro, Mosciano S. Angelo e Notaresco, nonché ai parlamentari e ai consiglieri regionali della provincia, agli assessori regionali Paolucci e Pepe, al presidente della Provincia Renzo Di Sabatino, a quello del Comitato dei sindaci della ASL Maurizio Brucchi e al manager della stessa ASL Roberto Fagnano. 

Nell'inviare la copia della mozione approvata dalle forze politiche,  anche di opposizione,  con sole 3 astensioni, in cui si chiede  un ospedale di 1° livello sulla costa,  secondo una visione ragionevole basata su elementi concreti (vastità d'area, significative connessioni stradali, ferroviarie e autostradali,  forte concentrazione e densità di popolazione, quasi la metà di quella dell'intera provincia di Teramo)”  il sindaco ha  chiesto anche ai destinatari la disponibilità a partecipare a un tavolo tecnico che si terrà prossimamente a Giulianova. Intanto i consiglieri di maggioranza e di minoranza sono stati invitati in Comune per il prossimo 24 febbraio alle ore 18. “Siamo tutti determinati a portare avanti le nostre ragioni. E quando dico tutti non intendo solo il sottoscritto – conclude Mastromauro -con le forze politiche giuliesi rappresentate in Consiglio, sia maggioranza che minoranza, ma anche i sindaci e i cittadini dei dieci Comuni con i quali abbiamo fatto e vogliamo continuare a fare squadra per garantire livelli sanitari adeguati a beneficio della collettività”.


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