ATTI VANDALICI NAZI-FASCISTI A ISOLA DEL GS NELLA GIORNATA DELLA MEMORIA

 

Nella notte del 27 gennaio , presumibilmente tra le 23 e l’una, gravi atti vandalici sono stati compiuti contro alcuni edifici che ospitano rifugiati e richiedenti asilo nelle frazioni di San Massimo  e Frisoni di  Isola del Gran Sasso. Scritte minacciose con chiari riferimenti nazi-fascisti  hanno ricoperto muri e altri oggetti intorno ai punti di accoglienza suscitando reazioni di sdegno e condanna oltre che l’apertura di indagini sui responsabili del grave atto.

Il Centro di accoglienza di San Massimo ospita 28 rifugiati tra cui anche minori e donne incinte che sono seguiti dall’Associazione SALAM, una ONG che attraverso il progetto “Radici Culturali”, realizza un programma di accoglienza integrata con corsi di formazione e attività di servizio al territorio. “Il progetto –spiega la responsabile – prevede oltre all’insegnamento della lingua, anche una serie di attività che impegnano  i rifugiati in servizi come la cura dei sentieri e dei punti di accesso al Parco e la pulizia dei centri storici. Da San Massimo infatti partono due sentieri e c’è uno dei punti di accesso. Si tratta di un progetto di accoglienza integrata  e non di un semplice “parcheggio”, una vera e propria collaborazione i cui benefici ricadono sul territorio”.

 Il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino, che insieme alle altre istituzioni e associazioni domani si recherà a Isola del Gran Sasso, nella frazione di San Massimo, al Centro di accoglienza oggetto dell’orribile attacco vandalico ha dichiarato sui social  "Un manipolo di vigliacchi razzisti assale un centro di accoglienza, minaccia di morte gli operatori e si richiama a slogan e ispirazioni chiaramente nazi-fasciste e sfregia così l'immagine e il senso di comunità della nostra provincia e dell'Abruzzo,  mentre confido nell'opera delle forze investigative per risalire agli autori faccio appello a tutte le istituzioni, alle forze politiche e ai cittadini affinchè non lascino soli l'associazione e gli operatori sociali del Centro e isolino chi, anche solo con le parole, istiga all'odio razziale e al fanatismo. A due giorni dal pregnante discorso del Presidente della Repubblica sull'odio razziale e sulle responsabilità oggettive e criminali del fascismo e nella Giornata della Memoria, l'episodio accaduto dimostra quanto le sue parole e la vigilanza democratica che chiede a tutti gli italiani siano pienamente giustificate dai focolai di orribile revanscismo, incoraggiato anche da politici senza coscienza e senza lungimiranza, che si stanno manifestando nella nostra Penisola e in Europa. Domani sarò a Isola per sostenere chi quotidianamente è impegnato nel delicato compito dell'accoglienza e portar loro l'affetto e la vicinanza della Provincia che rappresento"

Anche il presidente del BIM, Moreno Fieni,attraverso un post su FB ha stigmatizzato la gravità dell’accaduto, che lo vede direttamente coinvolto visto che uno degli edifici danneggiati  è della sua famiglia “A questa casa sono legati tantissimi ricordi, dall'infanzia spensierata sino ai terremoti ed alla terribile nevicata dello scorso anno. Stamattina, trovarla così, è stato un colpo al cuore, un dolore diverso che è difficile raccontare. I fatti di San Massimo sono di una gravità assoluta, vili e turpi minacce, premeditate per assurgere a fama nel giorno in cui il mondo ricorda orrori e nefandezze dell'Olocausto. Tante volte ho avuto paura, ma non questa volta, non faremo mai il gioco di chi con la violenza spera di piegare gli animi delle persone. Domani alle 14.30 saremo tutti a San Massimo per ribadire il nostro no alla violenza ed alle intimidazioni e cancellare assieme a queste oscenità il dolore che abbiamo subito” si legge sul suo profilo FB.