TERAMO: ALLARME IDRICO RIENTRATO. L'ACQUA E' POTABILE

La comunicazione dei risultati delle analisi effettuate dal distretto provinciale Arta Abruzzo dell'Aquila è arrivata alle ore 1:56 di stanotte al responsabile ASL di Teramo. La dr.ssa Marconi ha così potuto diramare la revoca (prot. 0040707/17)  alle limitazioni d'uso dell'acqua in rete. Un'altra nota è stata diramata anche dai Laboratori del Gran Sasso in cui si dichiara che  :" In merito alla disposizione del 9 maggio del SIAN dell’AUSL di Teramo di sospensione dell’uso a fini potabili delle acque in uscita dal Traforo del Gran Sasso, a seguito dei prelievi effettuati il giorno 8 maggio, i Laboratori Nazionali del Gran Sasso (LNGS) dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) informano che le acque provenienti dal punto di captazione interno ai Laboratori sono messe a scarico dal giorno 1° maggio. È quindi da tale data che tutte le acque provenienti dai LNGS non vengono immesse nella rete idrica dell’acquedotto del Ruzzo. Tale misura di messa a scarico è stata adottata in via precauzionale, d'intesa con la AUSL, in occasione dei lavori di parziale ripavimentazione in corso nei Laboratori sotterranei. 
Inoltre, i LNGS rendono noto che, dai monitoraggi costantemente eseguiti in tutti questi giorni, le acque di scarico in uscita dai Laboratori sono sempre risultate e tuttora risultano pulite e assolutamente conformi ai requisiti previsti per le acque potabili. Nessuna responsabilità è quindi da imputare a questi Laboratori per la disposizione di sospensione dell'uso a fini potabili delle acque in uscita dal Traforo del Gran Sasso".

Tutte le istituzioni radunate al Tavolo della Prefettura di Teramo, dalla Regione alla Provincia e i Comuni coinvolti in quella che sembrava l'ennesima emergenza di un anno particolarmente impegnativo per questa città, hanno dato tempestivamente notizia dell'evolversi della vicenda e i risultati delle ripetute analisi chimiche dei campioni prelevati. 

Finalmente all'1 e 56 arriva l'ultimo risultato e la ASl revoca il divieto di utilizzo dell'acqua per alimentazione.  

Sembra la fine di un incubo che ha avuto a corollario le ormai solite scene di panico generale, con assalti alle scorte d'acqua dei supermercati come se fosse scoppiata una guerra. Sarà il clima di tensione che ci portiamo dietro da mesi, ma quello che si è visto in questi due giorni a Teramo, dettagliatamente documentato sui social, è sicuramente un fenomeno degno di essere osservato. Assalti ai supermercati con relativa scomparsa di tutte le bottiglie d'acqua disponibile come se si fosse prosciugata l'intera penisola. Scene di guerriglia con arrampicata sugli scaffali a ghermire l'ultimo cartone di minerale anche frizzante. Il tutto condito da catene di sant'antonio su whatsapp con consigli di sopravvivenza all'apocalisse. Mentre i siti istituzionali sfornavano aggiornamenti di ora in ora sui risultati delle analisi a cui nessuno dava più credito,  in balia del delirio da complotto internazionale con "covo" nelle viscere dei Laboratori di Fisica Nucleare dove "non si sa che cosa combinano".

Insomma sia se la comunicazione non c'è (come avveniva in passato e la colpa era del solito gruppo di potere occulto che teneva la popolazione nell'ignoranza fino allo scoppio dello scandalo), sia quando c'è,  e a scopo preventivo allerta al buon senso comune, il risultato è lo stesso: panico, linciaggi e processi sommari secondo il rito standard del "si salvi chi può".

Rimane, dopo il rumore e le grida, qualche domanda che ancora non ha risposta:

Cosa è successo davvero l'8 maggio? queste non conformità da cosa sono state provocate? questi odori e sapori "non accettabili" che fine hanno fatto? e come mai non se n'è più trovata traccia dopo poche ore?  Se il Laboratorio non era già in rete, da dove provenivano queste anomalie chimiche? 

Ma soprattutto a cosa serviva l'assalto ai supermercati se i rifornimenti della grande distribuzione sono giornalieri e nessun gestore si sarebbe lasciato sfuggire l'occasione di incassi straordinari?