PREVENZIONE E DISASTRI AMBIENTALI: LA REGIONE PUO' FARE DI PIU'

Si è tenuto ieri a L’Aquila il sit-in dinnanzi al Palazzo dell’Emiciclo per richiamare il Presidente della Regione e il Consiglio regionale sulla questione  prevenzione e gestione dei disastri ambientali. 

Componenti di una delegazione dei dimostranti, i Consiglieri teramani Cardelli, Berardini e Marroni sono stati " gentilmente accolti in sede di Conferenza dei Capigruppo, e di questo rendiamo pubblicamente grazie" - hanno dichiarato-  " per esporre  le richieste più urgenti contenute nel documento sottoscritto da tutti i partecipanti: sicurezza sismica per tutte le Scuole dell’obbligo ed invio di musp nelle more della realizzazione, celere ripristino e miglioramento sismico per gli alloggi ERP,  requisizione degli alloggi inabitati di V.Longo per l’accoglimento degli sfollati ERP da edifici inagibili. Sull’argomento Scuole, l’unico di fatto approfondito, i nostri interlocutori come prevedibile, si sono dichiarati d’accordo nel merito, ma genericamente impotenti ad intervenire sulle modalità di esecuzione". 

Al confronto ha preso parte il Vicepresidente Lolli il quale si è mostrato disponibile verso un sollecito intervento legislativo di rango regionale (o nazionale, su proposta della Regione Abruzzo) al fine di stabilire un indice minimo di vulnerabilità sismica al di sotto del quale gli edifici pubblici non possano rimanere aperti. Questa è sicuramente una grande vittoria della delegazione.

Non era presente il Presidente D’Alfonso. " Dobbiamo evidenziare, però - aggiungono i consiglieri - che il Vicepresidente Lolli e il Presidente del Consiglio Lucrezio Paolini hanno assunto preciso e formale impegno per la convocazione di un ulteriore incontro, a strettissimo giro, per una approfondita discussione con il Presidente D’Alfonso, ma vogliamo sin da ora anticipare al renzianissimo e filogovernativo Presidente - ha concluso la delegazione teramana -  che siamo pronti contrastare qualsiasi ulteriore tentativo di sottrarsi alle proprie responsabilità, riproponendo le deboli obiezioni, già brevemente rintuzzate, avanzate dalla sua maggioranza per giustificare l’inerzia passata e futura: la preminenza discrezionale del governo centrale, le leggi e le norme esistenti, le lungaggini burocratiche, la penuria di risorse. Ricordiamo ancora, come abbiamo già sottolineato alla Capigruppo, che la Costituzione e le leggi attribuiscono enormi poteri alla Regione in tema di tutela della salute, governo del territorio, protezione civile, scuole, diritto all’abitazione, tutela del lavoro, consentendole, tra l’altro di legiferare autonomamente ed in subordine di presentare proposte di legge in Parlamento".