Ma cos'è questa crisi

Dati sull'evasione fiscale 2010

Dati sull'evasione fiscaleLotta evasione: Entrate dell'Abruzzo nel 2010: incassati circa 173milioni di euro, incremento dell'8% pari a 12,5 milioni rispetto alprecedente 2009 di cui:

Versamenti diretti 101,9 milioni di euro Riscossioni da ruolo 71,1milioni di euro Totale 173 milioni di euro

In sintesi: . Somme riscosse a seguito dell'azione di contrasto : .Incremento dei versamenti diretti di circa il 28,6% (da 79 milioni del 2009a circa 102 milioni di euro) . Decremento delle somme riscosse a mezzoruolo (da 81,4 milioni a 71 milioni di euro); . Numero complessivo deicontrolli effettuati, (incremento in tutta la regione, ad eccezione dell'areaaquilana : 17.562 (+ 1.500 Rispetto al 2009), maggiori imposte accertate: € 412.211.625; • Controlli nel settore delle imprese di grandi dimensioni(con ammontare di

Ricavi superiore a 100 milioni di euro) :

32 Maggiori imposte accertate oltre 31,5 mln di euro;

• Controlli effettuati a carico delle imprese di dimensioni medie e medio/piccole, l'ausilio degli Studi di settore : circa 325 milioni di maggioriimposte accertate

• Persone fi siche (accertamento sintetico) 1.222 Contestazioni permaggiori imposte: circa 12 milioni di euro;

• Indagini fi nanziarie: 324 accertamenti ai fi ni ii.Dd, iva e ira maggioreimposta accertata euro 23.638.657, Con oltre il 200% sui risultatidell'anno 2009;

• Task-force Antifrode : maggiore imposta accertato iva constatata di13,4 milioni di euro rilievi imposte dirette euro 44,7 mln

• Le indebite compensazioni tra debiti e crediti d'imposta: maggiorimposta Iva a debito accertata di circa 68,3 milioni di euro minor creditoiva accertato di circa 29 milioni di euro.

Manovre tra la gente

Manovra tra la genteChiediamo agli insegnanti: La manovra finanziaria ha permesso lo slittamento della pensione. Per chi maturerà il diritto dal 1°gennaio 2012, la finestra di uscita slitterà al1° settembre 2013. Quali saranno, secondo lei, gli effetti di questo cambiamento? Rossella Mosca, 46 anni, insegnante d'inglese. "La situazione è complessa. Penso che l'aumento dell'età pensionistica porterà a una ulteriore diminuzione dell'occupazione giovanile, il che non farà altro che alimentare il problema sociale della disoccupazione, già esistente in Italia. Penso che gli effetti siano questi: chi potrà andare in pensione un anno dopo, sicuramente lo farà. Chi non potrà, rimarrà "fregato", poiché non percepirà la pensione fino all'anno dopo. Certo, ci si può organizzare: gli italiani sono un popolo di risparmiatori, non penso possa costituire un problema; pongo però la questione sulla moralità della cosa, poiché lo Stato potrebbe ridurre privilegi a chi ne usufruisce liberamente, piuttosto che accanirsi sulle famiglie". Che cosa pensa invece delle "pensioni rosa" e dell'avvicinamento ai 65 anni necessari per ottenere la pensione di vecchiaia? "Penso che, come nel caso precedente, si vada ad alimentare il problema della disoccupazione giovanile, ma vorrei precisare anche che, aumentando l'età pensionistica a 65 anni, le donne pagano anche uno 'scotto' sulla qualità della vita: la pensione non è più una tappa necessaria nella vita di un lavoratore, in cuitirare i remi in barca e godersi la vita con la famiglia, i nipoti, gli amici. Slittando l'età pensionistica di 5 anni, infatti, si presentano i primi problemi di salute, i primi acciacchi...e questo cambia tutto perché la pensione da periodo di 'meritato riposo' diviene un periodo in cui dedicarsi ad altri, inevitabili, problemi. "Ai giovani: che cos'è uno spread? Federico Giannascoli, 23 anni, studente di Economia e Commercio presso l'Università degli Studi D'Annunzio. "E' la differenza tra il rendimento dei titoli di stato italiani e quelli tedeschi."Parliamo d'informazione: in che modo recepisci le notizie di economia e finanza? Ti risultano chiare o poco comprensibili? "Faccio un po' di fatica. Il problema principale, secondo me, sta nei termini che si usano. A volte non riesco a comprenderli tutti, penso che se si usassero delle parole più comuni la gente capirebbe meglio le notizie, cosa che spesso è difficile". Quindi saresti favorevole ad un uso di termini più semplici da parte di televisione e giornali. Pensi che, capendo meglio le notizie che vengono date al tg, gli italiani si interesserebbero di più all'economia? "Penso proprio di sì. L'uso di parole comunisarebbero comprese da un numero maggiore di persone, e non solo da chi lavora nel settore economico o finanziario." A un esperto del settore: Luigi Di Giamberardino, 67 anni, direttore di banca in pensione. Cosa pensa della manovra economica e finanziaria? "L'esigenza di una riforma economica per garantire, entro il 2013 la parità di bilancio è un esigenza indispensabile per il nostro paese, indicata perentoriamente dalla Unione Europea e dalla BCE, dato il bisogno provvedimenti incisivi per ridurre la spesa pubblica, che è un handicap non soltanto per il nostro paese ma anche per gli altri paesi dell'Unione Europea. Non dobbiamo dimenticare che noi siamo quasi a 1900 miliardi di disavanzo, e non abbiamo assolutamente la pretesa di colmare il debito storico del nostro paese, ma quantomeno quello annuale, entro il 2013. Il Governo pensa di poter ottenere questo risultato attraverso una manovra di tagli alle spese ed aumento delle tasse. Non c'è stata invece, nella manovra, una clausola che riguardi la ripresa della produzione e la risoluzione al problema dell'occupazione." Questa è una grossa lacuna all'interno della manovra, poiché io credo che se non entro quest'anno, per l'inizio dell'anno prossimo ci saranno richieste perentorie, da parte dell'Unione Europea, di provvedimenti che vanno incontro a uno sviluppo della produttività e di riflesso anche all'aumento dell'occupazione". A proposito della lotta all'evasione fiscale? "Si parla anche della lotta all'evasione fiscale, lotta per altro voluta dal Governo e dal Parlamento, che non rileva, però, miglioramenti consistenti, in quanto bisogna vedere se saranno capaci di individuare i cosiddetti evasori fiscali, quelli che portano all'estero i soldi, a cui hanno permesso di farli rientrare con lo scudo, facendoli pagare solo il 5%, quando avrebbero dovuto pagare anche il 40%; oltretutto, successivamente, questi si ritengono anche in diritto di portarli nuovamente all'estero. Secondo il mio punto di vista, bisognava fare la cosiddetta "Patrimoniale", sui conti che superano i 500 milioni di euro, mettere un imposta in percentuale, andando a colpire ovviamente i grandi capitalisti del nostro paese, invece che ricadere sempre sui cittadini comuni, che hanno difficoltà ad arrivare a fine mese". A una mamma: cosa rappresenta l'aumento dell'Iva, introdotta dalla manovra? Laura, 29 anni, mamma di due bambini. "L'aumento dell'Iva corrisponde ad un aumento del prezzo dei prodotti. Sono a conoscenza del fatto che non venga applicata a tutti i beni sul mercato, ma solo ad alcuni, come per esempio la benzina. Trovo che faccia parte di un aumento di tasse che gli italiani conoscono bene, poiché ogni volta che ci sono tagli da fare per la crisi economica, per le varie riforme e manovre finanziarie, quelli che ci rimettono sono sempre i consumatori".

Parlano i piu' giovani

la parola ai piu' giovaniL'economia, per definizione, è una scienza che studia il sistema migliore per impiegare le materie che si hanno a disposizione ma è anche l'insieme di beni di cui un territorio o una nazione dispongono. Oggi l'economia è diventata ben altro. E' diventata il commercio del denaro stesso. Gli agenti di borsa hanno fatto del commercio del denaro una vera e propria professione. Di fronte alle domande: "Esiste realmente la crisi nella vita di ogni giorno o essa è solamente un'utopia giornalistica e televisiva? Cosa si dice dei tempi moderni?", i teramani trovano punti di accordo. Cosa ne sarà di noi giovani? Abbiamo una testa per pensare e una voce che non abbiamo paura di usare. "L'economia attuale è basata purtroppo su un sistema capitalistico ciclico che porta inevitabilmente, per un uso scorretto delle risorse che si hanno, ad una crisi di produzione. Il sistema attuale tutela soltanto coloro che si trovano alla cima della piramide e governano il trasferimento di denaro nonché il suo commercio. Parlo delle banche, enormi container ma soprattutto grandi sedi di commercianti di banconote che, tramite il sistema degli interessi del prestito, impediscono che il flusso di denaro si fermi"- così esordisce Andrea Di Fabio, 19 anni, studente liceale, ma anche lavoratore nella sua pasticceria. Ma allora, non potendo rivoluzionare l'intero sistema economico, come prevenire e quindi fronteggiare le cosiddette "crisi cicliche" che si verificano periodicamente? Lo studente prosegue: "Bisogna continuare a mantenere alto il lavoro, inteso non come produzione e immagazzinamento, ma come lavoro spendibile, consumabile. E soprattutto bisogna cercare di tenere a freno l'aumento dell'inflazione in modo da poter aumentare il potere d'acquisto delle famiglie e quindi permettere un rapido superamento della suddetta crisi. E' vero che essa ha prodotto precariato nel mondo del lavoro e un notevole aumento del costo della vita, ma è anche vero che per chi vuole c'è sempre qualcosa da fare e soprattutto da produrre. Insomma, chi vuole lavorare lavora". Tra noi giovani la crisi e l'intero sistema economico non sono visti in un'ottica positiva, ma soprattutto non vengono compresi a fondo. Perché? La risposta è semplice ed evidente. Non siamo popolazione attiva, ma legata agli studi che, inesorabilmente, fermano, o meglio, ritardano l'ingresso nel mondo della produzione. Andrea aggiunge: "A far perdere interesse riguardo l'economia è anche l'enorme sfiducia che si ha intorno ai meccanismi che la regolano, in quanto essa è gestita da politici dalle vite non sempre trasparenti e sempre più coinvolti in questioni di mafia, in scandali televisivi... Essi sono sempre più simili a dei vip che si occupano di tutto tranne che di politica e di gestione economica. Parlano del Pil e delle entrate, ma, a mio giudizio, tutti questi numeri riferiti ai guadagni di una nazione sono di fatto solo astrazioni poiché frutto di calcoli e di medie matematiche che non rispecchiano le reali condizioni delle persone che vivono in quel territorio. Dunque il prodotto interno lordo, il prodotto interno pro capite sono soltanto pura teoria, e quindi su di essa non si può basare nessuna manovra finanziaria! "A fornirci invece un parere più tecnico ed esempi vivi di quella che è la situazione economica nazionale, è un padre teramano, Gaetano Di Pietro, 54 anni, specializzato in zootecnia. "E' il tempo della scomparsa del ceto medio. La stratificazione della popolazione non può essere più ricondotta a tre fasce, ma a due: i ricchi e i poveri. Un esempio concreto e significativo della crisi, nello specifico, teramana, è fornita dalla Caritas. Questa associazione oggi vanta un incremento di pasti pari al 1500%: si è passati dai 200 ai 3000 pasti giornalieri e la mensa è frequentata da persone che, apparentemente si fa fatica a catalogare come povere. L'anno 2000 ha inoltre segnato l'avvento dei discount: se prima erano grandi centri commerciali per immigrati e malfamati, ora essi sono frequentati da circa l'80% della popolazione che non può permettersi eccessive spese e prodotti di marca. Per quanto concerne invece l'amministrazione locale alcuni enti teramani non riescono a pagare stipendi e quindi costringono gli impiegati a ferie forzate. Tutti i suddetti problemi economici vanno a gravare inesorabilmente sulla vessazione esattoriale: ad esempio, per essere più diretti, anni fa fu abolita l'Ici, ma poi sono state triplicate le tasse sui rifiuti e coniate quelle riguardanti il passaggio pedonale...".Ma ora passiamo la parola a due ragazze: Cristina Totaro ed Eleonora Di Damaso, entrambe diciassettenni frequentanti il Liceo Classico di Teramo. Dopo un'accesa discussione sostengono: "Tagli alle università, tagli alla ricerca, corruzione...cosa ci sta lasciando la vecchia generazione? Come vivremo? Dove andremo a finire? Se è veramente un nostro diritto e dovere studiare, perché l'università sta diventando ogni giorno di più una scuola per ricchi con le sue innumerevoli spese? Tasse, rincaro libri (per non includerci vitto, alloggio, o spese per eventuali viaggi) rendono irto e scomodo il nostro futuro, e spesso ci troviamo di fronte alla scelta di rinnegare la persona che desidereremmo diventare. I nostri genitori cosa non farebbero per aiutarci e per spianarci il cammino, ma noi figli ci mettiamo spesso anche una mano sulla coscienza". Bisognerebbe curare il male alla radice: un governo accorto è sicuramente quello che riesce a prevedere a lunga scadenza le condizioni ideali per uno stato e la vita delle generazioni future. Ma noi, lo stiamo facendo?

PENSIONI e pensionati

Pensioni e pensionatiCosa cambierà davvero in ambito pensioni conle modifiche della Manovra Finanziaria 2011? Il governo stima di poter ricavare dalle misure strutturali al sistema pensionistico 500 milionidi euro il primo anno di applicazione, cioè il 2013; un miliardo l'anno successivo, e poi tra 1,2 e 1,5 miliardi dal 2015 in poi. Tra le novità più importanti, si ricorda che mentre fino ad oggi per raggiungere i requisiti necessaria far maturare la pensione era possibile far valere oltre agli anni effettivi di lavoro anche il riscatto della laurea e del servizio militare, nel futuro le cose cambieranno, e per andare in pensione sarà necessario aver maturato almeno 40 anni di lavoro effettivo. L'estate 2011 è stata bollente, resa ancora più calda dalla crisi economica, che ha già inciso sulle famiglie degli italiani ed in particolare sulle fasce considerate più deboli, le famiglie monoreddito e i pensionati. Secondo le stime delle associazioni dei consumatori, la crisi peserà ancora di più in un futuro poi nemmeno tanto lontano. Gabriele e sua moglie, pensionati, raccontano che si cerca di fare buon viso a cattivo gioco, così si rinuncia al superfluo. Addio al cinema, alle vacanze, basta con le spese extra, si compra solo il necessario, cercando di fare economia con un occhio particolare alle offerte. Ci sono sempre meno soldi nelle tasche degli anziani che si trovano a fronteggiare la crisi con pensioni basse con cui stentano ad arrivare a fine mese; nei casi più fortunati ci sono i figli a dare una mano, altrimenti si cerca la quadratura del cerchio, risparmiando su tutto, spesa, abbigliamento e cibo. Berardo, un pensionato incontrato al patronato mentre attende informazioni sulla sua pensione, confessa di aver paura, è un periodo nero, non riesce a mettere da parte nemmeno un centesimo, si preoccupa per il futuro dei figli e per i nipotini. La crisi morde dove il reddito è più basso, bisogna far fronte alle spese quotidiane e ci sono le bollette da pagare. Secondo le statistiche, il 50% dei pensionati usufruisce mensilmente di una pensione che può variare dai 500 agli 800 euro, il pensionato medio fa parte di quel ceto che viene definito come dei "nuovi poveri". Dario, operatore addetto alle pensioni presso il patronato della Cgil, ed ex calciatore del Teramo, riassume il clima che si respira tra i pensionati, con cui ha sviluppato un rapporto di amicizia, diventando un loro punto di riferimento. Dice che avverte paura e scetticismo nei confronti di questa manovra economica. Per lui "ci sono errori madornali compiuti anni fa che si ripercuotono sui lavoratori, ma per restare al passo con l'Europa ci si deve adattare. Ciò che manca in Italia è una cassa unica a cui fare riferimento, e tutti devono andare in pensione alla stessa età, la previdenza è fatta male, l'Inps è inattiva. Le pensioni non sono la causa prima della crisi, gli errori non sono dei pensionati, ma ci sono tanti enti inutili la cui soppressione porterebbe linfa vitale nelle casse dello Stato. Allo stesso tempo, se si tagliassero le spese inutili come le auto blu o il numero eccessivo dei deputati, se si riuscisse a combattere l'evasione con più fervore o ad imporre il pagamento di una tassa come l'Ici a tutti, Vaticano compreso, si risolverebbero tanti problemi, senza la necessità di andare a toccare le pensioni".

Finanziaria in tasca degli italiani

Cinque parti per un figlio solo. Alla fine di finanziaria in tascaun percorso tortuosissimo è stata varata la manovra economica. Dopo i vari tentativi di mettere mano alle pensioni ed all'età pensionabile nonché agli sprechi e privilegi della classe politica, le fortissime italiche corporazioni hanno ben pensato che fosse ora di fermare qualsivoglia tentativo di dimagrimento e liberalizzazione. E' una finanziaria che, al solito, mette le mani in tasca agli italiani, proprio quello che il governo aveva sempre sbandierato di non fare. L'assurdo aumento di un punto dell'Iva in un momento in cui gl'italiani devono spaccare il centesimo in quattro è l'ennesima dimostrazione che in questo destra e sinistra sono uguali: taglia, taglia, hanno tagliato anche i tagli che li avrebbero dovuti interessare. Ciò comporterà chiaramente anche un forte rialzo di prezzo di moltissimi prodotti. Come se non bastasse, gli abruzzesi già pagano da 1 a 4 euro solo per il motivo di avere in mano una ricetta del proprio medico e da qualche tempo – tranne che in tre regioni - per ogni visita o esame, oltre al normale ticket, si pagano altri 10 euro. Nel 1992 Giuliano Amato, l'inventore dell'Ici, disse che si era sull'orlo del baratro e che occorreva fare un passo indietro. A distanza di vent'anni punto e a capo e vai coll'attingere a piene mani presso lavoratori dipendenti e pensionati. Siamo l'unico paese al mondo che fa un bilancio dello Stato basato non sui numeri, ma sull'ottimismo: infatti si "pensa" di incassare qualcosa dagli evasori fiscali. L'Ue ha subito affermato che, qualora questi sperati denari non arrivassero, sarebbe necessaria un'altra manovra. Per il fisco solo 34 mila contribuenti percepiscono un reddito superiore ai 300mila euro, cui sarà chiesto un contributo di solidarietà pari non al 3% ma all'1,80 grazie al gioco della detraibilità. Per quanto concerne la diminuzione del numero dei parlamentari e l'abolizione delle province, campa cavallo: occorrono leggi costituzionali e figuriamoci se gli stessi senatori e deputati segheranno il ramo su cui sono seduti. Tra poco sarà inoltre effettivo l'aumento dell'Ipt (Imposta provinciale di trascrizione) e si parla già di varare nuove norme che complichino ancora di più la vita a chi voglia ricorrere dinanzi al giudice di pace. Complimenti, davvero. Molti, nella regione Abruzzo che quest'anno ha fatto una impagabile seduta il giorno di Ferragosto, fanno i capi gruppo di se stessi, con la possibilità di assumere anche delle persone "di fiducia" a tempo determinato. Ovviamente, seguirà concorso apposito. Quando Prodi nel 2006 varò una manovra economica che aumentava per l'ennesima volta l'imposizione contributiva, l'allora opposizione insorse: oggi è il contrario, ma entrambi gli schieramenti pasteggiano ancora con caviale ed ostriche a cinque euro nei ristoranti del Parlamento. Qualcuno dovrà pur coprire i costi...

FINANZA VIRTUALE

finanza virtualeOgni giorno giornali emass-media ci regalano espressioni e termini sui quali abbiamo difficoltà a cogliere il vero significato. Proviamo a tracciare il significato dei termini più ricorrenti. Cos'è la finanza virtuale? Proviamo a raccontare una storia."Una signora inglese entra in un Hotel di Roma, lascia una banconota da 100,00 euro sul bancone della reception e va ai piani superiori per scegliere una stanza per trascorrere il suo week-end romano. La proprietaria dell'hotel prende la banconota da 100,00 euro e salda il conto con l'agenzia pubblicitaria che gli ha realizzato cataloghi e depliant per la sua attività. L'agenzia pubblicitaria prende la banconota da 100,00 euro e corre a pagare il suo fornitore di servizi fotografici e modelli. L'imprenditore che realizza servizi fotografici e modelli va a saldare il conto con l'hotel presso il quale alcune modelle hanno pernottato. La proprietaria dell'hotel prende la banconota da 100,00 euro e l'appoggia sul bancone in modo che la turista inglese non sospetti nulla. La signora inglese, dopo aver visionato le stanze, non trova nulla di suo gradimento, riprende la banconota da 100,00 e lascia l'hotel. Nessuno ha guadagnato nulla, ma tutti hanno meno debiti e guardano al futuro con più ottimismo". È solo una semplice storia che ci permette di capire come gira la finanza, con tanti debiti, su un'impalcatura sempre più debole. PAROLE "SCOMODE" RATING: è un metodo usato per classificare sia i titoli obbligazionari che le imprese in base alla loro rischiosità. Si parla di rating di meritocreditizio. Viene espresso attraverso un voto in lettere, in base al quale il mercato stabilisce un premio per il rischio da richiedere all'azienda per accettare quel determinato investimento. Scendendo nel rating aumenta il premio per il rischio richiesto e quindi l'emittente deve pagare uno spread maggiore rispetto al tasso risk-free. I rating sono periodicamente pubblicati da agenzie specializzate, principalmente Standard & Poor's e Moody's e Fitch Ratings. TITOLI OBBLIGAZIONARI: (in inglese bond) si indica un titolo di debito emesso da società o enti pubblici che attribuisce al suo possessore il diritto al rimborso del capitale prestato all'emittente alla scadenza più un interesse su tale somma. Scopo di un'emissione obbligazionaria è il reperimento di liquidità da parte dell'emittente. RISCHIO: Il rischio è la potenzialità che un'azione o un'attività scelta (includendo la scelta di non agire) porti a una perdita o ad un evento indesiderabile. SPREAD: È il differenziale tra il tasso di rendimento di un'obbligazione caratterizzata da rischio di default e quello di un titolo senza rischio. RISK-FREE: tasso di interesse di un'attività priva dirischio. DEFAULT: In italiano insolvenza. È l'incapacità tecnica di rispettare le clausole contrattuali previste dal regolamento di finanziamento.

Giovani, crediti e banche

Giovani crediti bancheQuesta crisi non ci dà proprio tregua. Ogni giorno è peggio di un bollettino di guerra, seppur senza morti apparenti. In realtà, il problema che porta la crisi è la  scarsa propensione delle banche a concedere prestiti. Tutto questo è inevitabile, l'Euro che ci doveva arricchire ci ha impoveriti. Basta fare un veloce raff ronto  tra quanto si spendeva in lire e quanto si spende oggi in euro: esattamente il doppio. Peccato che non si siano raddoppiati gli stipendi e che quindi non sia  aumentata la capacità di spesa e di risparmio delle famiglie. Al limitate aumentata no, ma invariata sì! A soffrire maggiormente questa situazione  sono i giovani: la precarietà, la mancanza di certezze e una scarsa propensione ad uscire dal nucleo familiare sono elementi che non favoriscono certamente le nuove leve. Tra l'altro le nuove regole che si sono date le banche per l'accesso al credito sono molto restrittive e ciò complica ancora di più la possibilità di compiere il grande  passo come l'acquisto di una casa di proprietà. Ormai in banca non ti chiedono più che cosa possiedi (e nella maggior parte dei casi la risposta è niente), ma  vogliono le buste paga, il contratto a tempo indeterminato firmato da più di un anno, e talvolta anche le firme  di garanzie dei genitori. Ma una famiglia con tre figli che dovrebbe fare? E allora come si fa a parlare di risparmio in questo momento critico dell'Europa? Il risparmio inteso come mettere da parte una parte del proprio stipendio non esiste più, ma anche se dovesse rimanere qualcosa da mettere da parte il dilemma diventa: "e ora dove li metto questi soldi?". Speculare  in borsa non conviene, si rischia di rimanere con il cerino in mano; il conto corrente? I tassi sul conto corrente sono pari quasi allo zero, mentre i depositi sicuri  come libretti di deposito, certificati di deposito e pronti contro  termine possono fruttare dei buoni tassi, ma difficilmente oltre il 3% solo vincolando la somma per  un periodo di tempo non inferiore  all'anno. Ma se dovessimo utilizzare quei soldi all'improvviso? Ci cadrebbe addosso una miriade di penali che  renderebbero nullo l'effetto del buon tasso. Anzi, forse ci  andremmo a rimettere. E l'economia teramana? La nostra economia, basata soprattutto sul pubblico  impiego e sui colletti bianchi, non fa altro che seguire l'andamento di quella nazionale con una perdita di propensione al risparmio. In parole povere, ci  consumiamo tutto lo stipendio, e non siamo in grado di mettere da parte un solo euro per eventuali future necessità. Ma allora come si esce da questa crisi? Con coraggio, con determinazione e con voglia di cambiare, magari avviando un'attività produttiva per conto proprio, esattamente come ha fatto quel Marco Grazietti  che ha investito tempo e denaro nella sua bottega di calzolaio, pur avendo una signora laurea in biotecnologie (e con un voto molto alto) in tasca. Ma per poter  avviare un discorso di questo genere occorre una forte sinergia tra giovani ed enti che possano fare da guida ad investimenti produttivi. Perciò Camere di  Commercio, Regione, Confartigianato, Cna ed altri enti dovrebbero diventare il primo trait d'union tra le nuove forze lavoro e l'economia territoriale teramana ed abruzzese.

Quanto fai le zucchine?

economia domestica"Cara signora Annina, quanto le fai, le zucchine?" E la signora Annina, con aria angelica, risponde che costano 2€. No, non costano 2€, ma il prezzo pagato all'ortolano, cioè l'Euribor, + lo SPREAD. Parole grosse, ma che indicano quanto di più semplice avviene nei mercati. Anche fi nanziari. Si, la merce ha un costo ai Mercati Generali, e il commerciante, oltre al rientro della somma investita, ha le sue spese da ammortizzare e il suo guadagno da incassare. Anche il denaro ha un costo (l'Euribor, appunto) e la banca-commerciante lo rivende ricaricando il suo guadagno, lo Spread, con cui pagare le spese di gestione, la struttura e i  ricavi netti. Questo succede ogni qualvolta chiediamo un prestito, o un mutuo. Lo spread varia di volta in volta: nel caso del mutuo ipotecario, laddove c'è un  immobile a garantire la somma e quindi il rischio di non rientrare è minore, lo spread si abbassa. Ne consegue che quando il rischio è maggiore, maggiore sarà il  margine di guadagno richiesto dall'investitore. E' in parole povere quello che succede in questi giorni fra i Btp e i Bond tedeschi. L'Italia ha un elevato indice di rischio per cui chi deve prestarci i soldi ha paura che il debito non venga onorato. l'investitore però può essere invogliato se gli viene promesso un margine di guadagno più alto. Cosa che non deve fare la Germania, agli occhi di tutti più solida. E' anche questa una situazione più elementare di quel che sembrerebbe. Ma  facciamo un esempio:  un operaio guadagna 1000€ ed ha già un impegno per un mutuo ipotecario di 450€ mensili. Chiede un prestito di 3000€ con un rimborso di 100€ mensili. L'istituto bancario ha dei dubbi: come farà l'operaio a restituire i soldi? Dovrà pur vivere. Rischio alto che non paghi le rate. Nel caso dell'operaio, la banca probabilmente non assumerà il rischio, ma nel mondo fi nanziario qualcuno disposto a rischiare si trova, ma a duro costo. L'Italia paga quindi di più per ottenere il prestito. Ha già troppe rate da pagare. Il debito pubblico. Come il suddetto operaio, che nel frattempo ha, oltre la rata del mutuo, la rata della macchina, del frigorifero, del televisore, del dentista ...