LA CADUTA DEGLI DEI

TERCAS: Le rassicurazioni dell'ex Presidente

lino nisiiL'ex Presidente Lino Nisii rassicura clienti e risparmiatori, asserendo che "l'istituto è in assoluta sicurezza. Nulla, quindi si deve temere". "Sottolineo – prosegue l'avvocato - che la gestione commissariale sotto il diretto controllo della Banca d'Italia offre la più ampia garanzia di salvaguardia della grande realtà che Banca Tercas da decenni ha rappresentato nel territorio abruzzese".

DARIO PILLA: "Discontinuità nella continuità"

Dario Pilla - TercasDario Pilla, neo direttore generale di Banca Tercas: "Il commissariamento ha dato discontinuità alla governance. Ma sul piano operativo non cambia nulla, anzi chiediamo alla nostra clientela e al territorio, con la consueta serenità, di continuare a darci fiducia, perché la banca resta l'ultima banca del territorio, l'unica banca regionale". "In questi momenti - prosegue Pilla - bisogna metterci la faccia, io sono abituato, non è bene nascondersi dietro un dito in certe situazioni. Per dare un segnale di quale è il momento, con il commissario ci siamo recati a una riunione programmata da tempo e abbiamo parlato ai direttori, ribadendo: discontinuità nella continuità che si era creata"

FONDAZIONE TERCAS

fondazione tercas"La Fondazione Tercas ha preso conoscenza del provvedimento con cui è stato disposto il commissariamento di Banca Tercas. Preso atto di tale provvedimento ribadisce la propria totale fiducia nella solidità patrimoniale della banca e nella elevata capacità dei suoi dipendenti. Ribadisce altresì il proprio impegno ad adottare ogni provvedimento necessario o utile a tutela del personale, della clientela della banca e del suo radicamento sul territorio".

Parola alle Istituzioni...

chiodiRegione, Provincia e Comune rispettivamente Governatore della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, presidente della Provincia Valter Catarra e Sindaco di Teramo Maurizio Brucchi. Tutti si sono pronunciati in merito all'evento che sta travolgendo la Banca che rappresenta un pezzo della storia di Teramo. In una comunicazione dichiarano congiuntamente la loro preoccupazione per la vicenda di Banca Tercas, ormai punto di riferimento economico per il territorio. "Non solo l'intervento di commissariamento – dichiarano i rappresentanti istituzionali - va a calarsi su di un istituto bancario che da poco meno di un anno aveva accorpato Banca Caripe, dando vita ad un progetto di banca del territorio vitale per assistere le piccole e medie imprese e le famiglie consumatrici abruzzesi, ma soprattutto rischia di avere incidenze negative sul tessuto sociale e sulla autonomia del gruppo bancario. Non può essere sottovalutato invero che la salvaguardia della autonomiasaldamente perseguita nel tempo da Banca Tercas costituisce un valore irrinunciabile specialmente in un contesto economico così frammentato come quello abruzzese. Nel sospendere, pertanto, ogni giudizio circa la perentorietà e la imprescindibilità della determinazione ministeriale il Comune e la Provincia di Teramo e la Regione, attraverso i loro rappresentanti, intendono fin da subito rappresentare al Commissarioe agli organi supplenti investiti dellaamministrazione della Banca Tercas che le istituzioni non resteranno semplici osservatrici delle vicende interessanti l'istituto di credito, ma vigileranno e interverranno affinché non venga minimamente disperso il potenziale sia in termini di capitale umano, sia in termini di patrimonio espressione di Banca Tercas e, in special modo, affinché non sia vanifi cata la prerogativa di autonomia della azienda bancaria".

... e ai Sindacati

sindacati In un recente incontro dei rappresentanti delle segreterie regionali di diversi sindacati, tra cui Fiba Cisl, Fisac Cgil, Ugl e Uilca si è analizzato un fenomeno che ha sconvolto il territorio: il commissariamento di Banca Tercas. "Il provvedimento adottato dalla Banca d'Italia è avvenuto per 'inadeguatezza degli assetti di governance e dei controlli interni nonché gravi irregolarità operative' (art. 70 comma 1 lett. a del T.U.B.) e rappresenta un momento di shock per il territorio abruzzese, già colpito da altre difficoltà anche in ambito bancario". I portavoce dei sindacati, con particolare riferimento al segretario regionale Fisac Cgil, Francesco Trivelli, precisano che mai si è parlato di esuberi dei dipendenti Tercas. Ribadiscono, anzi, che a parlare di ricollocamento era stato il direttore generale Tercas, dott. Pilla, in un momento precedente al commissariamento. "Comunque in ogni caso si tratta di strumenti del tutto legittimi e usati di prassi dalle banche. Si parlava di ricollocamento e non di licenziamenti o esuberi", spiega Trivelli. I sindacati ribadiscono che "la presenza del commissario è dovuta a gravi irregolarità amministrative e ad una inadeguatezza dei controlli interni. Non risultano, ad oggi, informazioni o notizie che possano mettere in discussione il patrimonio e quindi la solidità della banca, né tantomeno il futuro dei circa 1200 dipendenti". Gli stessi sindacati consapevoli del grave momento economico attraversato anche dal nostro territorio auspicano che banca Tercas rimanga una opportunità di crescita, erogando servizi bancari e credito sia alle famiglie che alle imprese. La contrazione dei consumi, delle possibilità di spendere sia per le famiglie che per le imprese abruzzesi, "soffocate da un credit crunch* di impatto particolare sul nostro territorio" deve far tornare le banche a svolgere il loro mestiere. "Siamo certi che la stessa Banca d'Italia, sotto la cui supervisione operano il commissario ed i suoi collaboratori, adotterà tutte le misure necessarie per la regolarizzazione dell'attività aziendale, la piena tutela dei depositanti, di tutti i clienti come anche delle garanzie occupazionali. E' proprio questo che, come organizzazioni sindacali, spinti da una forte coesione, auspichiamo e crediamo si possa e debba realizzare a tutela dei lavoratori, delle famiglie e delle imprese abruzzesi – da quelle di piccole dimensioni alle realtà più strutturate – per uscire da una crisi complessiva che nella nostra regione stringe il territorio in una morsa ancor più preoccupante rispetto alla media nazionale". "Siamo determinati – concludono le rappresentanze sindacali - a non restare immobili ad osservare i possibili eventi qualora non fossero di segno positivo, ma ci faremo carico di valutare possibili proposte costruttive facendo leva sulle opportunità di ogni genere a disposizione dei lavoratori e del territorio abruzzese".

*Credit crunch

Vuol dire 'stretta creditizia'. Può emergere dagli spontanei andamenti dell'economia o essere provocata dalle autorità monetarie. Si ha il primo caso quando le banche sono preoccupate della solvibilità di coloro a cui prestano i soldi e quindi tirano i remi in barca, concedendo prestiti a condizioni più rigide: aumentando i tassi o chiedendo più garanzie. Avviene la stretta pilotata dalle banche centrali quando sono queste che inducono le banche a fare meno prestiti, e questo pesante invito può assumere varie forme: alzando i tassi di interesse, o aumentando la riserva obbligatoria (la percentuale dei depositi che non è disponibile per i prestiti, ma che deve essere mantenuta presso la banca centrale, o attraverso strumenti ormai dimenticati come il 'massimale' sui crediti (la percentuale massimo di cui una banca può aumentare i crediti rispetto all'anno prima). Nel 2007- 2008 si è parlato molto di credit crunch, ma si trattava di una stretta del primo tipo: le banche stesse hanno irrigidito gli standard di prestito perché erano preoccupate del loro capitale, che veniva eroso dalle minusvalenze dovute alla crisi dei mutui. ( Fonte: Il Sole24Ore)

UNA PROVINCIA IN RECESSIONE

recessione economicaAnalisi a tutto tondo del col. Pietro Pelagatti, Comandante Provinciale della Guardia di Finanaza di Teramo

Evasione, elusione, frode fiscale, economia sommersa, tutti termini entrati prepotentemente nel nostro linguaggio quotidiano e purtroppo nel modus operandi di molti italiani che preferiscono "risparmiare" o nei casi peggiori evitare di versare il quanto dovuto al fisco. Gli effetti di questi comportamenti sono devastanti e penalizzano l'intera collettività con una serie di conseguenze quali l'aumento del debito pubblico; riduzione della spesa pubblica con taglio o diminuzione dei servizi; aumento della pressione fiscale; fuga dei capitali e concorrenza sleale tra chi paga le imposte e chi non. Anche la nostra provincia non è immune da questi fenomeni. Testimone ne è la cronaca recente che ci mostra casi eclatanti di grandi aziende e banche operanti nel nostro territorio che si sono trovate nell'occhio del ciclone proprio per aver agito in non totale chiarezza. Importanti i dati forniti dal Distretto Provinciale della Guardia di Finanza di Teramo. Sono proprio le Fiamme Gialle che svolgono un'importante attività di repressione consistente nell'attuazione di azioni di polizia economico – finanziaria volte all'individuazione degli evasori con l'impegno di restituire fi ducia nelle Istituzioni. Abbiamo incontrato il col. Pietro Pelagatti, comandante provinciale della GdF di Teramo che ci ha illustrato i risultati del loro importante lavoro. Colonnello, enormi cifre si ascrivono all'evasione; queste destano preoccupazione e stupore. Ma davvero è così diffusa nella nostra società? Ritengo che nessuno può dire o determinare con esattezza l'ammontare dell'evasione; di essa si fanno stime, proiezioni, ma è pur sempre un dato astratto fondato su parametri aleatori. Un dato però è certo: l'evasione esiste ed è sicuramente alta. L'evasione è una nemica per la società, ma ancor di più per voi che la combattete ogni giorno. Quali strumenti di repressione adottate? La legge ci dà i poteri per l'applicazione delle norme anti-evasione. Gli strumenti più conosciuti che utilizziamo sono le verifiche e i controlli fiscali. In entrambe confrontiamo i documenti per accertare se ci sono state violazioni alla normativa. Indubbiamente le prime rimangono essenziali perché prendono in esame tutta le sfera giuridica – economica dell'azienda; il controllo, invece, è limitato a un solo atto di gestione. Fondamentali sono le unità informatiche specialistiche che studiano i settori e incrociano i dati individuando possibili evasori che vengono poi sottoposti alle procedure suddette. La situazione nella nostra Provincia come può definirsi? La nostra è una provincia in recessione: crisi e molte ditte in diffi coltà, in quasi tutti i settori, o addirittura fallimento. Tuttavia dall'osservazione dei dati rendicontati, a livello statistico dalla GdF, si denota che l'evasione persiste. Avete condotto importanti azioni sul nostro territorio. Cosa avete rilevato? Dobbiamo premettere che ci sono molte forme di evasione. Dai nostri dati che si riferiscono al primo quadrimestre del 2012 si evince: per i reati fi scali la situazione è stabile: ci sono stati in passato e continuano con la stessa intensità ad esserci nel presente; per l'evasione totale la tendenza è in generale aumento. Ciò che più ci preoccupa è il lavoro in nero con conseguente pagamento in nero. Il sommerso da lavoro è un obiettivo strategico della GdF che permette di scoprire molte dinamiche delittuose e quest'anno c'è stato un incremento notevole, esponenziale quasi nella nostra provincia. Anche l'elusione è abbastanza diffusa.... Certo. L'elusione è presente ed attuata alla stessa stregua dell'evasione se non in quantità maggiore e le garantisco che è più difficile da scoprire, da accertare in quanto la loro "creazione", nella maggior parte dei casi, è avvenuta o avviene con l'ausilio diretto dei migliori consulenti fiscali. Si evade perché il carico fiscale è troppo pesante da sopportare o perché nella nostra società è radicata ormai questa malsana abitudine di esimersi da determinati doveri? In Italia la pressione fi scale è forte e maggiore rispetto agli altri paesi dell'Unione Europea. Questo può spingere all'evasione o all'elusione, ma noi italiani abbiamo una grande tendenza ad evadere, molto di più di quanto la pressione stessa porterebbe a fare. Evadere è moralmente e socialmente inaccettabile; eppure nessun evasore subisce pregiudizi e discriminazioni. Anzi nel nostro paese viene sempre meno un'educazione alla legalità. Lei pensa che un maggior senso civico e di responsabilità aiuterebbero ad arginare questo fenomeno? Certamente; ed è proprio qui che bisogna insistere. Anzi le espongo una mia personale idea per combattere efficacemente l'evasione ricorrendo al supporto dei giovani. Ritengo che i ragazzi se ben educati alla legalità "fiscale", potrebbero in poco tempo diventare i "certificatori contabili" della spesa familiare. Un esempio chiarificatore: "Mamma ho visto che sei stata dalla parrucchiera, quanto hai speso? Mi mostri la ricevuta fiscale!" Tra l'altro per realizzare un progetto così "ambizioso" la Guardia di Finanza potrebbe fornire un grande contributo. Anche con brevi incontri nella scuole dove i suoi rappresentanti spiegherebbero fisicamente cos'è lo scontrino e la ricevuta fiscale. Io partirei da qui. Poi si potrebbe allargare il progetto coinvolgendo nella cultura alla legalità fiscale anche le famiglie. Ciò rappresenterebbe una chiave di svolta alla lotta al problema. Pensa che gli strumenti di prevenzione come il pagamento elettronico e la segnalazione dei casi sospetti da parte dei cittadini sarebbero davvero efficaci al fine ai quali sono preposti? Sono utilissimi per la nostra attività; è ovvio che è necessaria la verifica dello stato di queste segnalazioni. Il problema è quando vengono fatte nel momento sbagliato. Il pagamento elettronico e la conseguente tracciabilità sono ottime per risalire ai movimenti di denaro necessari nelle nostre indagini.

E in prefettura arriva Un ex (commissario)

Prefettura_Teramo-GalleriaIl nuovo Prefetto di Teramo Walter Crudo

Teramo arrivano i commissari: dalla Tercas alla Confartigianato passando per la prefettura. Già perché il nuovo prefetto di Teramo, il dott. Walter Crudo, insediatosi da poco più di un mese, porta con sé la sua esperienza di Commissario straordinario in due comuni campani. E la notizia assume così un "sapore" particolare, in momento in cui la nostra città vive un travaglio politico economico e sociale non dissimile dal resto del Paese. "Questa è la mia

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DAL COMMISSARIO AL “GRANDE VECCHIO"

vecchioUscito di scena il "Grande vecchio" della politica, arrivato il commissario su più fronti (dalla Tercas alla Confartigianato), dopo gli ultimatum di Monti e l'assedio ad oltranza di Equitalia, non c'è motivo per non girare pagina. Anche qui, nella nostra piccola grande patria. Dove Antonio Tancredi, da almeno 50 anni tessitore principe delle vicende cittadine, ha dettato a lungo le regole del

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