CRATERE E TASSE: BATTAGLIA PER L'ESENZIONE

Il Decreto Legge n.148 del 16 ottobre 2017 ha prorogato al 31 maggio 2018 la scadenza per la ripresa dei versamenti sospesi a seguito degli eventi sismici 2016 e 2017.

All'articolo 7, infatti, viene specificato che «Gli adempimenti e i pagamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria, sospesi ai sensi del presente articolo, sono effettuati entro il 31 maggio 2018, senza applicazione di sanzioni e interessi, anche mediante rateizzazione fino ad un massimo di 24 rate”.

La positiva portata del provvedimento, insita nella consapevolezza generale che, da queste parti, l'emergenza è tutt'altro che finita a livello economico e sociale viene, tuttavia, mitigata da alcune semplici riflessioni riferite allo sviluppo successivo di questi provvedimenti.

Nel decreto, infatti, si continua a parlare di “sospensione” cui in senso tecnico consegue, a conclusione del periodo di sospensione stesso, una restituzione integrale delle somme in questione o un loro rimborso in 24 rate, a mezzo di finanziamento agevolato da contrarre con banche convenzionate.

A conclusione del periodo di sospensione, pertanto, i cittadini del cratere si vedranno costretti o a versare in unica soluzione un anno e mezzo di tributi e contributi sospesi ( improbabile ) o a contrarre un finanziamento bancario ( con contributo statale in conto interessi erogato in favore delle banche ) su cui gli istituti di credito lucreranno non su somme corrispondenti ad un anno di tasse ma su somme pari a 18 mesi di sospensione.

Analizzato da questo punto di vista, è di tutta evidenza come l'aggiornamento normativo diventa un ulteriore regalo alle banche convenzionate piuttosto che un atto di vera giustizia nei confronti dei cittadini del cratere sismico.

Il vero obiettivo di aziende, operatori economici e cittadini terremotati diventa, a questo punto, quello di ottenere la sostituzione del sostantivo “sospensione” con “esenzione” o “ esenzione parziale” delle somme non versate.

E' evidente, del resto, che le istituzioni centrali e locali si sono considerate “esentate” dal garantire, in questi 18 mesi di emergenze continue, i  servizi essenziali ai cittadini del cratere e a tali mancanze non può che conseguire, dal punto di vista morale, una corrispondente esenzione dai tributi di pari durata.

di Riccardo Panzone