Il Bicchiere dello Sballo

GITA SCOLASTICA “FUORI LE RIGHE”

Guardare un ragazzo che si ubriaca è uno spettacolo grottesco. Può far ridere vederlo sbandare, sparlare senza sosta, ma se ci si sofferma a osservarlo con altri occhi, ossia da persona consapevole e che si rende conto di ciò che vede, la prospettiva cambia. La scena diventa squallida, si prova spavento e soprattutto non si ha la minima idea di cosa fare. Io sono una ragazza di 16 anni che frequenta la seconda superiore e sono reduce da una gita con i miei compagni di classe. Durante queste cose è normale che, specialmente i ragazzi, si procurino gli alcoolici per divertirsi la sera e questo può andare anche bene, se non si perde il controllo. bic_07Il guaio è che quasi sempre si esagera. Si parte piano, una birra qui e una lì e già c'è chi accusa le prime sbandate, ma la cosa si fa più seria quando si comincia con la vodka o con il rhum, e senza che tu te ne renda conto le persone che hai intorno, o per lo meno alcune, già non ragionano più, sparlano, sbandano e più cerchi di fermarle e convincerle a riprendersi, più loro oppongono resistenza e vogliono strafare. Soprattutto tra i ragazzi questo è una sorta di "rito" molto frequente per poter provare a gli altri di saper "reggere", ma spesso e volentieri non tutti resistono come prevedevano. La cosa più brutta di questa esperienza è stata soccorrere due ragazze che, rinchiuse in camera con una bottiglia di vodka, si sono date alla pazza gioia. Le uniche rimaste completamente sobrie dopo quella serata eravamo io, tre mie amiche e un paio di ragazzi, gli unici che non avevano bevuto. Dopo un po' però avendo perso un po' di vista le altre e, sentendo solo urla e risate strane provenienti dalle loro camere, abbiamo deciso di andare a vedere cosa stesse succedendo, e qui devo dire che è stata una di quelle poche volte che ho provato panico: di non sapere che fare, cosa dire, come comportarmi e soprattutto a chi rivolgermi. Io e le mie amiche abbiamo provato a farle riprendere, a farle addormentare e a tranquillizzarle, ma non c'era niente da fare, erano fuori controllo. Alla fine senza sapere più cosa provare per aiutarle, eravamo arrivate alla conclusione che l'unica soluzione era chiamare la professoressa: lei avrebbe saputo sicuramente cosa fare. Dopo averla portata in camere delle due ragazze io e alcune altre mie amiche abbiamo preferito andare a dormire nelle nostre stanza, soprattutto io. Non volevo sapere cosa sarebbe successo, né come sarebbero state le mie compagne, volevo solo andare a dormire e pensare a cosa avremmo fatto domani, in un altro giorno, sperando che lo spettacolo non si sarebbe ripetuto.

IN UCRAINA INVECE…

Gioventù uguale anni spensierati, pieni di gioia, amore, curiosità. I migliori anni della nostra vita.bic_06

Tra le sempreverdi foresti dell'Ucraina si trova una splendida cittadina: Lopatin. La maggior parte dei suoi abitanti sono giovani. Ragazzi pieni di vita, entusiasmo, idee e progetti per il futuro... penserebbero tutti. Non è proprio così. La voglia di vivere non è scontata, così come non è scontato aver voglia di capire perché. Quasi nessuno sa veramente come  trascorrono il loro tempo, come si divertono gli adolescenti. O forse a nessuno interessa saperlo. Ci si accontenta degli stereotipi e dei luoghi comuni invece di osservare i singoli individui e le loro opinioni. Nella nostra città i ragazzi hanno diversi modi a disposizione per divertirsi, a seconda dei gusti, delle affinità, degli interessi. Ho provato a fare una piccola ricerca ed è venuto fuori questo:

22,1%  dei giovani preferisce guardare la tv;
21,2% - coinvolti nello sport;
21,2% - passa il tempo davanti al computer;

14,4% - legge;
11,5% - passa il tempo con gli amici;
5,8% - aiuta i genitori;
1,9% - ascolta musica;
1,9% - guarda film.

Ma se per qualcuno la felicità è cercare  l'amore, per  qualcun altro invece è cercare ...l'alcool . A Lopatin il 98% dei ragazzi pensa comunque che è possibile divertirsi con gli amici, fuori casa, in palestra ecc. Sono d'accordo. Penso anch'io che sia piacevole stare con chi ti capisce e condivide la tua condizione. Avrei anche una ricetta, fatta di pochi ingredienti: qualche amico, qualche ora di libertà e un po' di buon umore. Mischiare il tutto e l'allegria è servita. Ma qualcuno sbaglia condimento e al posto del buon umore mette  l'alcool, dimenticando che  è solo un'apparenza di buon umore, che non dà la giusta felicità, offusca la mente mentre è bene che si impari a riconoscere e apprezzare gli ingredienti giusti.

La gioventù nasconde molti misteri e molte domande. È difficile riuscire a "vedere" e capire, ma è indispensabile  essere soprattutto sinceri con se stessi e con coloro che ci circondano. Buona fortuna a tutti quelli che non smettono di cercare la giusta felicità.

TERAMO DOPO IL TRAMONTO

bic_05Un richiamo continuo, quello per i giovani all'alcool. Un canto delle sirene al quale è difficile non cedere. Teramo e i suoi giovani, un lungo sodalizio col  "bicchiere". I dati della Asl di Teramo lo confermano: su 648 casi riscontrati nell'anno 2010 relativi alle tossicodipendenze, il fenomeno legato all'alcool è in netto aumento, con un 5% annuo crescente negli ultimi dieci anni.
Metti un venerdì sera in giro per i locali del centro storico: il culto della "tazza" è imperante nelle relazioni sociali giovanili. Se l'età di prima assunzione tende ad abbassarsi notevolmente – i dati del Sert parlano chiaro: il primo bicchiere si (beve, si assume) inizia anche a 11 anni – è anche vero che i controlli da parte degli enti preposti in città sono diventati molto più severi, spronando anche i commercianti più distratti a verificare bene l'età dei loro clienti. Assisto ad una scena di questo tipo, con un ragazzo di appena 15 anni che tenta in tutti i modi di convincere il barista di un bar nei pressi di piazza Garibaldi a farsi stendere una bottiglia di birra da 33cl. Nulla da fare.
Riscendo il corso San Giorgio, per immergermi in quella strana moltitudine notturna che ama colloquiare fino a notte fonda all'esterno degli storici ritrovi del centro: una chiacchierata qui a Teramo non può non essere accompagnata da un calice rigorosamente in mano. E pazienza, se ad un bicchiere ne segue poi un secondo, un terzo, un quarto... Fino a che si perde il conto. Un amico alla mia vista mi abbraccia caloroso: "Sono ubriaco perso!", mi sussurra all'orecchio, lo vedo barcollare, biascica parole incomprensibili, ride, in maniera quasi isterica, lo vedo perdersi tra i fumi dell'alcool.
Se da un lato l'assunzione di bevande alcoliche favorisce la convivialità e scioglie la lingua, non si può certamente nascondere che l'alto tasso alcolemico annebbia la vista e i sensi ed è ormai divenuto la causa principale di incidenti stradali. Alcuni li vedo salutare, salire in auto, accendere e partire. In barba ai controlli, a casa ci tornano guidando. "Tanto per chi vive in città è facile sapere dove si posizionano i posti di blocco", mi dice sorridendo un ragazzo.

Generazione alcolisti?

Il rapporto che i giovani hanno con l'alcool è da qualche tempo motivo di preoccupazione per famiglie e istituzioni. Sempre più ragazzi bevono fino a ubriacarsi e molti di loro non sono maggiorenni, alcuni sono appena adolescenti e scatta l'allarme dei baby alcolisti.Durante il periodo adolescenziale non si dà molta importanza all'alcool. E' un elemento presente nelle case di tutti e i ragazzi sono i soggetti più vulnerabili agli effetti fisici e mentali di questa sostanza, quindi più esposti a rischio dipendenza. Statistiche sull'alcolismo giovanile dimostrano che i bevitori sono in maggioranza di sesso maschile, che ha iniziato a bere in compagnia di amici magari in ristoranti o pub e la motivazione che più spesso li spinge al bicchiere è la ricerca di un migliore rapporto con gli altri. bic_04_okLo stesso campione intervistato evidenzia come il 27,9% cerca nell'alcool euforia, il 14,1% addirittura felicità, il 12,6% fugge dalla depressione mentre quasi il 10% beve per "noia". Motivazioni che vanno approfondite. Alla base di ogni dipendenza c'è un disagio: ma quali sono le difficoltà di un ragazzo e in quali situazioni può avvicinarsi al bicchiere? Spesso e volentieri si beve per disinibirsi davanti agli altri, per apparire più spigliati e simpatici, magari per avvicinarsi con maggior facilità all'altro sesso. In altri casi si cerca lo "sballo" ovvero la completa alterazione degli stati di coscienza, a volte per divertirsi, altre volte è un modo semplice per aggirare un ostacolo. Ecco come l'alcool si trasforma nella soluzione ai problemi che non si è in grado di risolvere con altrettanta facilità. È importante capire che questo fenomeno è dovuto a due fattori importanti: l'elevata fragilità caratteriale tipica adolescenziale, soprattutto dal punto di vista dell'influenza (le famose "cattive compagnie") e l'incapacità di manifestare emozioni. Su quest'ultima si deve riflettere. I giovani bevono per liberarsi dalla presenza di emozioni che in qualche modo sono difficili da gestire. La timidezza, l'ansia, la rabbia e la tristezza sono demoni che un ragazzo deve soffocare per potersi divertire? Sicuramente di questa tendenza ne è responsabile tutta la società. Dalla pubblicità al senso comune, dalle nuove tendenze estetiche alla moda: tutto ciò detta regole che non ammettono dissidenti. È l'inadeguatezza che spaventa e bevendo ci si sente più forti, più accettati, o semplicemente non si pensa. È importante quindi sensibilizzarli e indirizzarli a una cultura "del limite" per fare in modo che questi giovani possano vivere in modo sano i momenti di gioco, svago e divertimento.

Il compito della società è anche impedire ai minorenni l'uso e l'abuso di alcool o altre sostanze stupefacenti. Proseguono dunque incessanti i controlli di polizia e carabinieri non solo per strada. A tutela di coloro che, in verità,   sono poco più che bambini,  e vanno protetti come tali.

Abbiamo detto troppi sì

Vivendo a stretto contatto coabbiamo detto troppi sin il mondo giovanile e osservandolo con una particolare attenzione, uno dei problemi che si evidenzia più degli altri è il non comprendere più il senso e il valore della vita. Sorge una domanda spontanea: perché e di chi è la colpa? Potrebbe  sembrare un luogo comune dare la responsabilità ai genitori o a un errato modo di educarli. Credo che sovente il tutto sia dovuto alla paura di creare sofferenza ai propri figli, dicendo qualche "no" in più.

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LE CIFRE ALLARMANTI DEGLI ABUSI

"Non sono io ad abusare dell'alcol, è l'alcol che abusa di me", recita un motto ironico molto in voga su facebook il cui evidente fine è la risibilità sul bere molto e di ubriacarsi. Molti hanno trovato la pagina divertente se conta quasi 58.000 fans. Non pochi. BIC_02_OKAbbiamo intervistato lo psicologo Gaetano Ruggieri della Comunità Mondo Nuovo (ONLUS) per affrontare da un punto di vista sociale, psicologico e in parte medico la questione dell'abuso d'alcol, specie tra i più giovani.

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Il bicchiere dello sballo

Sembrava ieri quando bic_oksi parlava di binge drinking, bere fino a svenire, tra i giovanissimi, ed eccolo il nuovo termine inglese ad affiancare l'altro, e per lo stesso fine.  Si chiama eyeballing, l'ultima moda del sabato sera, ma bisogna già essere sbronzi per "gocciarsi" l'alcool direttamente negli occhi. Perché di questo si tratta. La vodka trasformata in collirio. Ultima sfida o ennesima conferma di una stagione di non ritorno?

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