DONNA & DONNA

Maria Assunta Di Domenico, assessore

Maria Assunta Di Domenico, assessoreIl coraggio delle donne è un tema sempre attuale, sempre coinvolgente. Non è necessario però guardare una fiction per cogliere questo coraggio dal vivo. A volte, anzi spesso, è sufficiente guardarsi intorno e saperlo riconoscere. La grinta di una madre, di una donna che vive quotidianamente situazioni straordinarie. Maria Assunta Di Domenico, tenace quarantenne di Torricella Sicura, ha scelto di portare avanti nel suo paese, per la collettività, quella che è anche la sua battaglia personale."Custodire, garantire e far rispettare i diritti dei disabili, delle categorie svantaggiate e delle persone anziane è il mio obiettivo principale". Assessore con delega alla scuola e al sociale, Maria Assunta, oltre ad essere una donna impegnata politicamente, è anche una mamma."Come tante donne, ho uno splendido bambino di sette anni, danneggiato dalle vaccinazioni pediatriche. Ha bisogno di essere seguito con molta cura da medici, docenti e terapisti che lo aiutino a recuperare, entro il più breve tempo possibile, quanto gli è stato portato via da una procedura 'apparentemente innocua'. - precisa -. Maria Assunta Di Domenico, assessore Lotto, mi espongo, mi infervoro, insieme a mio marito che mi accompagna da oltre 18 anni, per i miei due bambini: Emanuele e Nicolò, lotto anche per i miei assistiti, per quello in cui credo. Cerco di oppormi, nella maniera più effi cace possibile, a chi cerca di calpestare, di violare i diritti di coloro che non hanno voce, in una società che si rifi uta di parlare di malattie, di bisogni e di vecchiaia, esaltando all' inverosimile frivolezze ed eccesso". L'assessore Di Domenico ha scelto la politica, come strumento per migliorare e parlare delle diffi coltà delle minoranze. La politica, terreno di confronto diffi cile:"Talvolta insidioso, in particolar modo per le donne, ma la competenza, la serietà e la voglia di dare il meglio pagano sempre, in tutti i campi".

Stefania Nardini, dirigente scolastico

stefania nardini"Mi sono preparata per il ruolo che rivesto oggi; è stato un percorso lungo e tortuoso, ma l'ho affrontato sempre con uno spirito positivo e soprattutto cercando di conciliare il mio ruolo di madre e quello di dirigente". Stefania Nardini, dirigente scolastico e preside dell'ITIS di Teramo, si racconta. La dirigenza è stata una scelta a cui si è dedicata con caparbietà, dopo la laurea ha intrapreso un percorso formativo lungo e complesso, importante, a suo avviso, per essere vicino alle problematiche dei giovani ed essere in grado di intervenire per dare risposte concrete anche alle famiglie; diversi master all'attivo, tra cui quello biennale per dirigenti scolastici a Teramo, poi a Ferrara per un master sui segnali di rischio e devianza giovanile, due master a Roma, uno sulla valutazione del sistema scolastico e l'altro su leadership e management, infine un master a Firenze, ancora su leadership e management. Non ha esitato a spostarsi in giro per l'Italia proprio per avere una preparazione completa e sempre aggiornata, per rispondere a quelle che sono le esigenze dei giovani e di una scuola in continua evoluzione. Due figli, di cui va molto orgogliosa, uno laureato e l'altro prossimo a raggiungere lo stesso traguardo, ha aspettato che crescessero per dedicarsi con più costanza al suo lavoro. Da due anni guida l'IIS "Alessandrini-Marino", di cui fanno parte IPSIA, ITIS e il nuovo Istituto Tecnico Superiore Agroalimentare post-diploma. Sotto la sua dirigenza sono stati raggiunti obiettivi di qualità per l'istituto teramano, come l'essere selezionato dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca tra le istituzioni che saranno finanziate per il "Patto per la Scuol@2.0", progetto didattico innovativo per lo sviluppo tecnologico dell'insegnamento; l'IIS Alessandrini-Marino è l'unica istituzione scolastica della regione Abruzzo indicata dal Ministero, ed in Italia sono solo dieci le scuole selezionate.. Molto attiva anche nel sociale, Stefania Nardini fa parte della Croce Rossa Italiana, è membro dell'Osservatorio della famiglia e giudice specializzato presso la sezione minorile della Corte d'Appello di L'Aquila. Certamente non ama l'ozio e racconta di essere anche una grande appassionata di letteratura. È una donna caparbia e rigorosa, soprattutto con se stessa, e attribuisce alla sua filosofi a e al suo pensiero la capacità di lavorare senza particolari difficoltà in un istituto prevalentemente maschile: "E' fondamentale il rispetto per l'uomo, senza differenziazione alcuna tra uomo e donna, per me vale esclusivamente il concetto di persona".

Carla Castellani (Pdl), medico e deputato

CASTELLANI Carla (Pdl)Medico, senatrice, oggi deputato, Carla Castellani ha una lunga storia da raccontare. Degli esordi comunali nella lista di An dice: era il 1995 , erano state istituite con legge le "quote rosa", ed il partito era alla ricerca di candidate da mettere in lista per le amministrative in corso. Accettai dopo lunga riflessione, dovuta soprattutto agli impegni professionali e familiari che ritenevo potessero lasciarmi poco tempo per esercitare al meglio anche un ruolo politico. Non nascondo che la prima volta che sono entrata in consiglio comunale dopo l'elezione, mi tremarono le gambe per l'emozione e per la consapevolezza di trovarmi in un mondo di cui non avevo nessuna conoscenza né esperienza, ma con la certezza che le difficoltà che si fossero inevitabilmente presentate le avrei superate facendomi guidare dall'intuito e dal buon senso. Questi aspetti del mio carattere, oltre ad un impegno forte per capire, studiare ed approfondire le tematiche di cui di volta in volta mi occupavo, hanno costituito il mio modo di concepire la politica. Come sono cambiati ruolo delle donnee politica? Come sia cambiata la politica è sotto gli occhidi tutti. Dal '94 siamo in un sistema elettorale e di governance del paese di tipo maggioritario e bipolare tipico delle democrazie occidentali, capito molto bene dagli elettori, un po' meno purtroppo dagli eletti, viste le sconcertanti transumanze che sono avvenute ed avvengono dal '94 ad oggi in ogni legislatura, sia a livello nazionale che regionale o locale. Credo che tutto questo abbia svilito il ruolo del politico ed allontani i cittadini dalla politica. Ma la politica è cambiata non solo nell'etica dei comportamenti, ma anche nel modo di occuparsi dei problemi e delle istanze del territorio. Soprattutto in quest'ultimo decennio in cui le risorse economiche sono sempre di più limitate c'è necessità di fare squadra a tutti i livelli istituzionali, definire le priorità e gli obiettivi da raggiungere in particolare in regioni come la nostra che ha un numero di abitanti uguale se non inferiore ad un quartiere di Roma. Anche il ruolo delle donne è cambiato rispetto al passato, per fortuna in meglio. Oggi in tutte le istituzioni siamo più numerose, più consapevoli e quindi in grado di poter incidere un po' di più rispetto al passato. Ma la strada da fare è ancora tanta ed irta di ostacoli e resistenze, nonostante sia opinione di molti che la donna in politica è un valore aggiunto per la sua diversa e spiccata sensibilità. Le donne sanno fare squadra? La mia esperienza mi porta a dire che su certe tematiche come la bioetica, l'istituzione di una rete per la terapia del dolore, le cure palliative, le detrazioni fiscali per gli asili nido, lo stalking, l'istituzione del garante nazionale per l'infanzia e l'adolescenza si è realizzato in parlamento un asse trasversale femminile che ha portato all'approvazione di queste leggi pressoché all'unanimità. Cosa direbbe alle giovani donne che vogliono fare politica e a quelle che invece non ne sono interessate? Direi a tutte la stessa cosa: la politica è una delle cose più interessanti nella vita e per la vita di ogni persona, l'arte di progettare e rendere concreto il futuro. Direi che non tutto il mondo politico è corrotto, possono esserlo le singole persone in tutti gli schieramenti e nei singoli partiti, ma non lo è di certo la vera politica. Per questo è importante, nonostante tutto, crederci ed impegnarsi oggi più che mai.

Manola Di Pasquale, avvocato

Manola Di Pasquale, esponente PDFaccio un lavoro prettamente maschile: l' avvocato e gestisco uno studio da sola. So che alla fine del mese devo raggiungere determinati obiettivi economici, perché ho degli impegni a cui far fronte, ho altre famiglie che dipendono da me. L'impegno è maggiore, non mi pagano, io pago. Ho insegnato, faccio politica...il concetto è sempre lo stesso. Negli ambienti di lavoro e politica, per gli uomini si presume che sia capace, per la donna non vale lo stesso principio. Una donna deve dimostrare di essere brava, deve lavorare il doppio, per raggiungere il livello di parificazione. Siamo diverse dagli uomini, ma questo va bene. Il nostro essere donna lo dobbiamo portare anche negli ambienti di lavoro, non dobbiamo cambiare per lavorare. Anzi, se siamo più incisive, viene dalla nostra formazione. Spesso le donne non le vogliono in politica, perché non sono gestibili. Una donna se crede in ciò che fa lo persegue. Diversamente non è gestibile, neanche per appartenenza politica. Molto più seria per motivi morali. Gli uomini fanno politica e votano da sempre. Le donne solo da pochi decenni. Sono state parificate all'uomo nella famiglia nel 1977. Fanno politica da 50 anni. La donna è partita molto in ritardo. Siccome dobbiamo essere rimesse sulla linea di partenza al pari degli uomini, c'è bisogno di una legge (le cosiddette "quote rosa"). Quando saremo "parificate", si potrà anche abolire. Se una donna parte al pari di un uomo, poi arriva prima...perché siamo più brave. Non è vero che le donne hanno raggiunto la parità, stiamo tornando indietro".

Rossella Rotondo, Direttore Regionale dell’Agenzia delle Entrate

Rossella Rotondo, Direttore Regionale Agenzia delle EntrateSimpatica e volitiva, a capo di ungruppo che condivide con lei la gestione di una struttura che "seppur statale è organizzata come la Fiat o la Sevel, una multinazionale con obiettivi". Un percorso di vita, quello di Rossella Rotondo, scandito da un programma chiaro, lineare, non senza difficoltà, ma vissuto con impegno in tutti i suoi aspetti. L'università: "Quando ho scelto di iscrivermi alla facoltà di scienze politiche della Sapienza, all'epoca c'erano 983 immatricolati. Il mio pensiero è stato: se mi iscrivo qui forse ho più opportunità di lavoro". Ma al primo posto, insieme al lavoro, c'è anche la famiglia e la consapevolezza del valore che entrambi i ruoli rivestono e che, con impegno, si possono comunque conciliare. "Certo – esordisce la dottoressa Rotondo – è difficile, ma ho sempre creduto nell'impegno e nelle responsabilità sia per il lavoro che per la famiglia. Ogni momento dedicato all'uno o all'altra è stato interamente dedicato. Se non sono stata sempre presente in casa all'ora di pranzo, perché in ufficio, non è mai mancata la mia partecipazione alla vita dei miei figli e di mio marito, dai consigli scolastici agli impegni di coppia. Se ho tolto del tempo a qualcuno è stato solo a me stessa; niente shopping, niente tempo libero da dedicare alla mia persona , penso ad esempio alla palestra, ma non ho mai privato i miei familiari della mia presenza e delle mie cure per loro". Il lavoro: "non mi piacciono le scorciatoie – continua - non mi sono mai piaciute. Ho la fortuna di lavorare in una struttura che pur essendo statale ha un'organizzazione di tipo aziendale privato che riconosce e premia i meriti e il valore di ognuno a prescindere dalla condizione di essere uomo o donna. Non condivido una legge che impone obbligatoriamente quote di presenze femminili sia negli incarichi, come nel caso dei consigli di amministrazione, che in politica. Se devo entrare in un consiglio di amministrazione deve essere in qualità di professionista inquanto tale, indipendentemente dal fatto che io possa indossare una gonna. Scendere a compromessi allontana il riconoscimento delle nostre professionalità e delle nostre qualità e poi le scorciatoie cozzano con la dignità. Molti dei miei collaboratori sono donne, nelle quali mi sembra di scorgere una maggiore poliedricità, naturale conseguenza della varietà di ruoli che sono chiamate a rivestire nella vita quotidiana: mogli, madri, figlie. Ovviamente questo non vuole essere una "diminutio" dei miei collaboratori di sesso maschile dei quali riconosco e apprezzo la professionalità e la capacità gestionale; ritengo superfluo sottolineare che sto parlando in generale e semplicemente affermando che, secondo il mio punto di vista, professionalità, efficienza, bravura non hanno sesso. L'intelligenza unita alla sostanza raggiunge il risultato e, anche se qualche volta ci può sembrare al di sotto delle nostre alle aspettative - conclude la dottoressa- è sempre meglio fermarsi ad un gradino inferiore, con la consapevolezza che si è lavorato per raggiungerlo ma che si può sempre fare di più, piuttosto che stare sul podio per effimere peculiarità fisiche".

Lucia Votano, direttore Laboratori del Gran Sasso

Lucia VotanoI Laboratori del Gran Sasso hanno circa 25 anni di attività e sono i più grandi laboratori sotterranei del mondo in cuisi realizzano esperimenti di fisica delle particelle, astrofisica delle particelle e astrofisica nucleare. Dal 2009 a dirigerlo è una donna, Lucia Votano. Che cosa ha significato e significa essere scienziato, dirigente e donna? "Credo che per arrivare a ricoprire una posizione dirigenziale e per far bene il mestiere di ricercatore bisogna mettere il lavoro e la famiglia allo stesso livello. Ovviamente non è facile e impone sacrifici, conciliare il tutto non è semplice specie se mancano anche i supporti sociali. È sempre una faticosissima via ma è importante capire che per fare un mestiere serio e responsabile bisogna dare ad entrambe le situazioni la stessa importanza". È un ambiente maschilista la ricerca? "È un ambiente maschile, non maschilista, nel senso che la maggior parte dei ricercatori ingegneri e tecnici è prevalentemente maschile. Nelle riunioni tecniche di laboratorio a volte l'unica donna sono io, ma non mi sono mai sentita palesemente discriminata per il fatto di essere donna, è vero però che certe forme, anche di auto discriminazione, ci sono. Anche nelle università, se la percentuale di donne alla base della carriera è un 25-30%, nelle carriere dirigenziali la percentuale è del 5%. È chiaro che c'è un restringimento della forchetta. Il mestiere del ricercatore è a tempo pieno, non sempre ci sono orari, richiede spostamentian che all'estero quindi può complicare la conciliabilità con la vita familiare". Vuole dare un messaggio, una testimonianza della sua esperienza e della sua scelta di vita? "Volentieri. Intanto che in Italia soffriamo di una separazione eccessiva tra cultura scientifica e cultura umanistica, anche nella scuola c'è ancora diffidenza verso le materie scientifiche. Diffidenza da combattere perche tali materie possono essere capite altrettanto bene delle altre, basta insegnarle nella maniera corretta. Sono convinta che l'Italia, contrariamente a quelche si crede, non ha molti laureati in materie scientifiche, siamo sotto la media europea. Semmai abbiamo bisogno di aumentare le nostre competenze tecnico scientifiche. Magari poi non riusciamo ad assorbirle, mase fossimo un paese in grado di sfruttare bene queste risorse dovremmo far aumentare queste competenze. Nei confronti delle donne, invece mi sento di dire che avendo vissuto le conquiste degli anni 70, ho capito che le cose si conquistano piano piano, e se mi si chiedese le giovani donne stiano meglio adesso, devo dire certamente si perchè la consapevolezza di certe idee è sicuramente migliore, ma quando vedo che le aspirazioni della maggior parte di loro sono di fare le veline, o facili guadagni in maniera avventurosa, allora penso che si stia tornando indietro. A mio avviso non è così che ci si realizza come donna, ma con la consapevolezza che la donna è un essere umano, con un cervello e una capacità di lavorare in qualunque campo esattamente come un uomo. Con, in più, una maggiore parte affettiva che le viene dalla sua condizione di madre". Possiamo dire che negli ultimi anni c'è stato un difetto di comunicazione, soprattutto da parte dei media che ha contribuito a riportare indietro le conquiste degli anni '70? "Non si torna mai completamente indietro, ma i messaggi che passano, soprattutto dalla televisione, sono messaggi fuorvianti. Cosa vuol dire il successo. Per me è stato aver fatto quello che volevo fare fin da quando avevo 17 anni e divertendomi perfino. Oggi la mia figura ha avuto anche una visibilità mediatica, ma io la utilizzo in funzione del fatto di poter attirare l'attenzione sulla scienza e sulla donna in quanto professionista. Questa è la cosa per cui mi presto volentieri a comparire, per testimoniare la mia esperienza e il nostro lavoro di ricerca. Il laboratorio del Gran Sasso, a distanza di 30 dalla sua progettazione e dei 25 di attività, è ancora il più grande e il più importante dei laboratori sotterranei del mondo. La peculiarità di tale condizione è che in ambienti sotterranei la ricerca si occupa di un particolare campo della fisica che oggi sta vivendo particolari sviluppi in tutto il mondo, in quanto unisce la fisica delle particelle elementari, all'astrofisica e alla cosmologia". Ma cosa significa studiare le particelle elementari? "Cercare di capire come la natura e le sue molteplici e bellissime manifestazioni possono essere ricondotte ad alcuni 'mattoni' fondamentali che interagendo fra di loro creano questa incredibile varietà, come già diceva noi filosofi greci. Il laboratorio ha il programma scientifico più vasto e più competitivo del mondo sia come numero di esperimenti che per qualità, e sono tutti effettuati in collaborazioni internazionali. L'esperimento che ha portato alla misurazione della velocità dei neutrini si chiama Opera. Il clamoroso risultato ottenuto, e cioè che i neutrini hannouna velocità maggiore della luce, ha avuto unarisonanza mediatica notevole perché ha colpitol'immaginario collettivo, dal momento cheanche i bambini sanno che la velocità della luceè un limite, come siamo stati abituati a leggereperfi no sui fumetti. Ovviamente noi ricercatorisiamo ancora molto cauti nel definirlo un risultato perché per poterlo dichiarare tale bisogna escludere che ci possa essere qualche errore sistematico, qualche fenomeno che spiega questa misura e questo comportamento con una causa diversa dalla velocità registrata. La nostra cautela è giustificata dalla necessità di ulteriori verifiche sia sull'esperimento Opera che su altri analoghi esperimenti in corso negli Stati Uniti e in Giappone. Ci aspettiamo che i nostri colleghi confermino il nostro esperimento. Ovviamente siamo felici dell'interesse mediatico sull'argomento e finalmente un numero maggiore di italiani è consapevole dell'esistenza di questo laboratorio e del fatto che esso è un'eccellenza italiana, anzi il più importante al mondo sia dal punto di vista della ricerca scientifica che della struttura". In Italia la ricerca soffre delle carenze di investimenti economici. Questi risultati riescono a portare incrementi di disponibilità finanziarie? "Non perdiamo la speranza che questo succeda, anche se che negli ultimi 10 anni il bilancio dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare è statoridotto del 30%. Siamo un ente pubblico e dal punto di vista normativo possiamo utilizzare solo 1/5 dei posti del turn over e abbiamo un taglio dell'80% sui contratti a tempo determinato. Il budget è limitato. I precari, tanti, hanno i contratti in scadenza a gennaio e io non so a tutt'oggi che fine faranno". Quante persone lavorano in questi laboratori? "Tra dipendenti a tempo indeterminato e quelli a tempo determinato siamo intorno al centinaio, poi ci sono i borsisti, per un totale dicirca 120 persone. L'importanza di questo laboratorio è che a fronte di 100 dipendenti fissi, quindi con un costo relativamente contenuto, abbiamo ogni anno la presenza di 900/1000 ricercatori da 29 paesi diversi. Un dato altissimo direi".

DONNA & DONNA

donna & donnaPoverini questi uomini del secolo passato e di quello in corso. Con gli occhi strabuzzati davanti alla lenta, ma inesorabile avanzata delle donne. Sempre più consapevole e testarda. Poverini questi uomini costretti a inventarsi nuovi ruoli per mantenere quelli secolari acquisiti per nascita. Disorientati e timidi all'incalzare della femminilità straboccante, irrispettosi e violenti se incapaci di controllo. Di fronte, accanto, di traverso, le donne. Plurime, trasgressive e conservatrici, materne e virago, rampanti e mistiche. Alcune le presentiamo. Semplicemente. Donna & donna di un secolo strano. Alcune si identificheranno, altre prenderanno le distanze. Mentre gli uomini sbufferanno. Come sempre. Bello il mondo....