Territorio

MONTORIO AL V. FINE DI UNA CONVIVENZA (POLITICA) FORZATA

La normalizzazione che segue una separazione...politica

L'uragano politico che ha sconvolto Montorio al Vomano negli ultimi giorni, in realtà altro non è che un venticello annunciato, una leggera brezza che spazza via le convivenze forzate e rimette a posto l'arco costituzionale locale.

Chi voleva, da sempre, rientrare nel Partito Democratico è tornato finalmente all'ovile e poco conta se il direttivo del circolo locale accoglie, oggi, anche quel passato che a ridosso delle elezioni amministrative del 2014, per i prodighi figlioli, rappresentava il male assoluto, l'azione amministrativa che sapeva di stantio e che andava combattuta e distrutta nel segno di un preteso rinnovamento.

Chi doveva lasciare il Partito Democratico lo ha fatto sbattendo la porta così forte da far venire via i cardini di una sezione locale oggi mutilata, scarna, restituita agli antichi padroni e privata della necessaria dialettica interna a causa della totale assenza di contrapposte correnti e mozioni congressuali.

Chi, da tempo, doveva alzare la voce  ha gridato, forse troppo tardi, il proprio “dissenso 2.0”, rivendicando l'originario civismo della propria scelta e mettendo alla porta quella fazione di “Si può fare” così tanto politicizzata da cozzare, in modo stridente, con la buona fede di chi credeva realmente all'impegno apolitico e territoriale.

A conclusione di questa brezza travestita da uragano, pertanto, ognuno è tornato al proprio posto diventando protagonista  di una inevitabile normalizzazione che, ai più, oggi pare avere invece gli abiti seducenti e affascinanti di una rivoluzione.

La verità è rappresentata dall'assunto che la figura del “politico” e del “civico” non sono fatte per stare insieme: il primo,  addestrato nelle sedi di partito, ragiona sempre e comunque in termini di consenso e troppo spesso in ottica personalistica; il secondo, sovente un mero “occasionale” della politica,  trova piena soddisfazione nel mandato civico assolto  senza che esso rappresenti lo strumento di altre ambizioni.

E' inevitabile, a questo punto, chiudere il cerchio di queste ambigue vicende parafrasando Tomasi di Lampedusa e affermando che nel 2014 “tutto è cambiato affinché tutto tornasse come prima”.

di Riccardo Panzone 

MONTORIO AL VOMANO: AUMENTO DELLE TARIFFE E DEBITO DEMOCRATICO

A Montorio al Vomano è vietato morire? Così pare analizzando le nuove tariffe, previste per l'acquisto dei loculi, che raddoppiano i costi di acquisto per la “casa dell'ultimo trapasso”.

Da quando questa amministrazione comunale ha preso in mano le redini del governo locale gli aumenti hanno caratterizzato, in modo indiscriminato, qualsiasi ambito della vita sociale del luogo: aumento tariffe mensa scolastica, aumento trasporto scolastico e, ora, non da ultimo, aumento tariffe relative all'acquisto dei loculi.

La “denuncia”, tuttavia, proviene dal circolo del Partito Democratico locale ed allora diventa doveroso capire come mai, per quale oscuro motivo, l'attuale amministrazione aumenta, ogni volta che può, le tariffe o almeno non fa nulla per “tamponare”, con appositi capitoli di bilancio, i balzelli gravanti sui residenti.

Negli ultimi cinquant'anni, Montorio al Vomano è stata governata, in modo quasi ininterrotto, da partiti riferibili alla sinistra nazionale: che si trattasse di Partito Comunista, Democratici di Sinistra o Partito Democratico, sempre gli stessi volti, e i loro “eredi” alcuni anche membri dell'attuale amministrazione, si celavano dietro i simboli che via via si andavano trasformando.

Quale esposizione debitoria hanno creato i governi di sinistra che si sono succeduti fino al 2014?

Per capirlo analizziamo nel dettaglio proprio la relazione al bilancio consuntivo del 2014 che rende l'idea del carico debitorio che i membri dell'attuale circolo democratico, o i loro padri “nobili”, hanno lasciato a questo paese: nella relazione si legge che lo scarso margine di manovra economico finanziaria è dettato “dall'elevato livello di indebitamento contratto negli ultimi decenni che prevede un esborso annuo per il rimborso di mutui ed obbligazioni comunali pari a circa 1,5 milioni di euro, oltre un terzo delle entrate correnti disponibili …...la portata di questo dato è ben rappresentata dall'analisi dell'indebitamento per residente nel nostro comune e del raffronto con il dato medio nazionale: prendendo in esame dati del 2013, il debito pro capite del Comune di Montorio al Vomano era di € 1.900,00 contro un dato medio nazionale di € 850 circa”.

Il circolo del Partito Democratico, che oggi avanza critiche, deve sapere, pertanto, che negli ultimi decenni ha lasciato a tutti, quale eredità di bilancio, delle voci di perdita che, puntualmente ed abbondantemente, superano le entrate correnti.

Lo stesso Circolo, inoltre, deve ricordare che ha lasciato, invece, quale eredità personale, ad ogni cittadino, un debito pro capite superiore di ben due volte quello medio nazionale.

Sempre il circolo del Partito Democratico, sbadatamente, dimentica che ai ritardi, in ambito di ricostruzione, che possono essere attribuiti all'amministrazione attuale si aggiunge l'inerzia totale della precedente amministrazione ( v. piano di ricostruzione ).

Troppo spesso questo circolo “democratico” avanza critiche alla gestione del sistema locale dimenticando, tuttavia, di esercitare previamente il doveroso “mea culpa” che spetta, di diritto e di dovere, ai fautori di un sistema simile, se non peggiore, di quello attuale.

 

di Riccardo Panzone

MONTORIO AL VOMANO: IL PD RIENTRA IN AMMINISTRAZIONE?

 

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OBIETTIVO TERRA 2017:AI FAGGI TORTI DI ROCCA SANTA MARIA (TE) IL PREMIO FOTOGRAFICO

Roma, 21 aprile 2017. Il prestigioso concorso fotografico "Obiettivo Terra" promosso dalla Fondazione Univerde e dalla Società Geografica Italiana per la Giornata Mondiale della Terra, premia lo scatto di Francesco Ferruzzi che ritrae il bosco dei faggi torti di Rocca Santa Maria (TE).
Al concorso, giunto all' 8° edizione, hanno partecipato 1300 fotografi. La premiazione è avvenuta a Villa Celimontana, a Roma, sede della Società Geografica, presenti l'Avv. Tommaso Navarra, presidente del Parco Nazionale Gran Sasso-Laga; Alfonso Pecoraro Scanio, presidente Univerde; il Gen. dei Carabinieri Antonio Ricciardi, del nucleo Tutela Forestale e Alessandro Ricci segretario generale della Società geografica,
l'immagine premiata è stata realizzata nel bosco dei faggi torti, nel territorio del Parco Gran Sasso –Laga, in località Ceppo del comune di Rocca Santa Maria (TE) e scattata subito dopo l'alba, con il sole che filtra tra le fronde autunnali di questi faggi dalla forma particolare.

Nota: I faggi torti.

Siamo sopra a Ceppo (Rocca Santa Maria) sui Monti della Laga, in località Iacci di Verre, a circa 1800 m di quota: qui i faggi hanno assunto questa strana fisionomia. Il fenomeno, in termine tecnico si chiama "creeping".  E' un fenomeno geologico per cui il lento movimento verso valle degli strati superficiali del terreno, che non avviene tutto insieme, come nelle frane, ma granulo per granulo, trascina tutto ciò che contiene al suo interno, incluso i giovani alberi. Ma poiché la velocità non è uniforme, più elevata in superficie, i tronchi degli alberi cominciano ad inclinarsi verso valle. La loro tendenza naturale è però di crescere verticalmente verso l'alto, per raggiungere più facilmente la luce del sole; così i tronchi cominciano ad uncinarsi. Il fenomeno prosegue e si accentua fintanto che la pianta non sviluppa un apparato radicale abbastanza grande da ancorarsi agli strati più profondi del terreno e bloccare così il loro scivolamento.

REGIONE ABRUZZO: SVOLTA SULLE ESENZIONI DA TICKET PER REDDITO

A partire da lunedì 10 aprile le certificazioni rilasciate per l'esenzione dal pagamento dei ticket sanitari per motivi di reddito, e riferite a cittadini ultra 65enni che non presentano dichiarazioni fiscali, non avranno più scadenza.

Lo ha deciso la giunta regionale, su proposta dell'assessore alla programmazione sanitaria Silvio Paolucci. D'ora in avanti, dunque, coloro che usufruiscono dei codici di esenzione E01 (bambini di età inferiore ai 6 anni e ultra 65enni con reddito del nucleo familiare inferiore a 36151.98 euro), E03 (titolari di assegno sociale – e loro familiari a carico) ed E04 (titolari di pensione al minimo, con più di 60 anni – e loro familiari a carico – con reddito familiare inferiore a 8.263.31 euro incrementato a 11.362.05 euro in presenza del coniuge e in ragione di ulteriori 516.46 euro per ogni figlio a carico), non saranno più costretti ogni anno a recarsi agli sportelli Asl per ottenere l'attestazione. Dovranno farlo solo nel caso in cui la loro condizione reddituale dovesse mutare, non rientrando più nelle fasce di esenzione. Attualmente, invece, i certificati - rilasciati in qualunque periodo dell'anno - scadevano il 31 marzo dell'anno successivo a quello di riferimento.

"Con questo provvedimento di buon senso - spiega Paolucci - andiamo incontro a quelle che sono le legittime aspettative degli abruzzesi, molti dei quali sono costretti a perdere intere giornate in fila negli uffici delle aziende sanitarie, con tutti i disagi che ne derivano. L'esenzione automatica per reddito, infatti, è prevista solo per coloro che presentano una dichiarazione reddituale e viene comunicata direttamente alle Asl dall'Agenzia delle Entrate. I tanti pensionati che avevano solo il Cud, erano invece obbligati a presentarsi agli sportelli per avere il certificato. Ora questo non sarà più necessario".

  Direzione Generale ASL Teramo   /  7.4.2017

QUARTIERE CONA: LE CONDIZIONI DEL DEGRADO

Come la gran parte dei quartieri e frazioni del Comune di Teramo, quelli della Cona, Fonte Baiano e Piano Solare da decenni aspettano la realizzazione di qualche utile opera pubblica (piazze, aree verdi, strade, illuminazione pubblica, marciapiedi, scuole, fogne, ecc.) o interventi di manutenzione straordinaria.

   Le ultime significative opere sono quelle che hanno riguardato negli anni dal 1997 al 2003 il parco fluviale del Tordino, il Lotto Zero ed alcune aree verdi.

   Da un decennio si assiste solamente ad una politica delle chiacchiere e degli annunci da parte dei rappresentanti delle Istituzioni. I quartieri e le frazioni sono completamente abbandonati in quanto mancanti dei servizi più importanti. Le strade sono tappezzate di buche; l'immondizia abbonda nei fossi e nei fiumi; l'eternit e l'amianto sono presenti in diversi siti; l'illuminazione pubblica è assai carente; la segnaletica stradale è inesistente; le aree verdi sono impraticabili; il parco fluviale del Tordino è quasi impercorribile; non esistono aree di parcheggio in prossimità di edifici scolastici. I cittadini sono stufi di assolvere solamente ai tanti obblighi fiscali (Tari, Tasi, Imu ,addizioniali Irpef ed altri tributi comunali) senza ricevere in cambio i dovuti servizi.

     Un esempio di una tanta disseminata politica amministrativa è il caso della mancata realizzazione del Progetto Quartiere Cona, finanziato nel 2007 per € 5 mln da parte del Ministero delle Infrastrutture, che prevedeva una serie di interventi utili a migliorare la qualità della vita all'interno del Quartiere. Ebbene, a distanza di dieci anni, pur in presenza di disponibilità finanziaria, nessun intervento è stato realizzato; al riguardo da tempo il Comitato di Quartiere chiede inutilmente al Sindaco di conoscerne i motivi e l'utilizzo delle risorse finanziarie acquisite da progetto. Nel frattempo, viene “sbandierata” l'annosa promessa di delocalizzazione della centrale elettrica Enel, impianto nocivo alla salute pubblica, su cui tanta parte politica si è impegnata.

      La pazienza a questo punto ha un limite. Il mio non vuole essere uno sfogo “populista”, ma una riflessione a favore di una popolazione che ha estrema necessità di migliorare il tenore e la sua qualità di vita.

 

Teramo li 12/03/2017                                                     Il Presidente

                                                                                 Bucciarelli Domenico

TERAMO-PASSAGGI A LIVELLO DI VILLA PAVONE: DENUNCE E PROPOSTE DEL COMITATO DI QUARTIERE

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Bussi - Avvelenamento e disastro colposo: 10 condanne. Ribaltata sentenza primo grado

Avvelenamento colposo delle acque. È quanto ha stabilito la Corte d’Assise d’Appello dell’ Aquila in merito alla mega discarica dei veleni della Montedison di Bussi sul Tirino (Pescara), ribaltando così la prima sentenza di due anni fa della Corte d’Assise di Chieti dove il reato non era stato riconosciuto. 

Nella sentenza del 17 febbraio scorso  la Corte ha anche riconosciuto la sussistenza di alcune aggravanti in merito al reato del disastro colposo. La sostanziale modifica della sentenza di primo grado ha prodotto, secondo quanto letto dal presidente della Corte d’Assise, Luigi Catelli, risarcimento danni e provvisionali a carico degli imputati quantificati in milioni di euro. In Corte d’Assise, a Chieti, il 19 dicembre 2014, i 19 imputati furono assolti dall’accusa di aver avvelenato le falde acquifere, mentre il reato di disastro ambientale era stato derubricato in colposo e, quindi, prescritto. Dei 19 imputati uno, Vincenzo Santamato, che si occupava di sicurezza ambientale in Ausimont, è deceduto, come ha comunicato alla Corte il suo difensore l’avvocato Alecci del foro di Milano. 

La sintesi del lungo e articolato dispositivo letto dal presidente della Corte d’Assise d’Appello dell’Aquila, Luigi Catelli, è che l’avvelenamento aggravato è stato riconosciuto ma prescritto. In merito al disastro colposo il riconoscimento delle aggravanti annulla la prescrizione consentendo così la condanna di dieci imputati. 

I giudici della Corte d’Assise d’Appello dell’Aquila, nel riformare radicalmente la sentenza di primo grado sulla discarica dei veleni di Bussi sul Tirino (Pescara), in virtù dei reati riconosciuti hanno anche stabilito le provvisionali e le spese legali da riconoscere a parti civili. Si tratta di 3,7 milioni di euro così ripartiti: 2,705 mln di provvisionali e 592 mila euro che con gli oneri arriveranno a un milione di spese legali. La sentenza ha così stabilito il principio del risarcimento danno che viene per ora solo coperto parzialmente dalle previsionali, ma il conto successivo sarà fatto in sede civile.