Politica

DECRETO TERREMOTO 2017: DALLA ZONA FRANCA ALLA “ZONA BANCA”

All'inizio, era la “Zona Franca”: nella bozza di “Decreto Terremoto” emanato dopo ben cinque eventi sismici e la terribile nevicata dell'ultimo gennaio

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IN DIRETTA DA FACEBOOK: ABRUZZO EMERGENZA LAVORI CONSILIARI IN CORSO

La riunione di tutti i consiglieri regionali d’Abruzzo a Pescara è ancora in corso. In viale Bovio si  discute dell’ emergenza

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LICENZIATO PER AUMENTARE IL PROFITTO DELL'AZIENDA

Di recente la Cassazione ha ritenuto legittimo il licenziamento di un lavoratore, buttato fuori senza altra ragione se non “l’aumento della redditività” dell’azienda della quale era dipendente.

E' PIU' IMPORTANTE ANDARE AL GOVERNO O PROMUOVERE IL PROGRESSO SOCIALE E CULTURALE?

 

 Signor Di Battista, 

condivido parecchie delle proposte da lei citate: sostegno alle piccole e medie imprese, lotta alla corruzione, contrasto del gioco d'azzardo, spostamento di risorse da grandi opere, spesso mangiatoie per loschi incastri di politica e malaffare, come il TAV, a opere più piccole e funzionali, poi riduzione degli stipendi dei politici, energie rinnovabili a discapito delle fonti fossili, ridurre le spese militari. Separare le banche di risparmio da quelle d'affari è una proposta ottima e coraggiosa. 
Tuttavia, quando le viene chiesta la vostra posizione sulle migrazioni, lei risponde in una maniera che non so se trovo più becera, ignorante oppure opportunista: 
"Bisogna trovare soluzione ai grandi focolai di crisi internazionali, senza ricorrere alle bombe. I profughi con diritto di asilo devono essere accolti in Europa e distribuiti uniformemente in tutti i paesi membri. Chi è privo di diritto d'asilo in questo momento storico deve essere espulso. Il termine espulsione non deve essere ricondotto alla destra, alla sinistra, o alla xenofobia".
Signor Di Battista, è molto sensata la prima parte della sua risposta, fino alla parola "membri"; ma è quel "chi è privo del diritto d'asilo in questo momento storico deve essere espulso" mi manda in bestia! Perché? 
Be', perché con questa frase lei dimostra il netto confine che voi proponete: "benvenuto a chi è perseguitato nel proprio paese, e tornino a casa loro i migranti economici". E io non sono d'accordo! Da una parte, seguendo il vostro principio, sarebbe lecito che venissero rimandati a casa tutti i migranti economici italiani che ogni anno vanno per esempio in Inghilterra, Germania, Francia e così via. Sono circa 100.000 ogni anno. Questo le sembrerebbe giusto? 
Da un altro punto di vista, vogliamo sorvolare sul fatto che questi migranti economici sono persone che abbandonano la loro terra, famiglia, radici, per cercare di dare un futuro migliore a se stessi e ai loro cari, spesso rischiando la vita? Pensa che sia una decisione che si prende a cuor leggero? 
E infine, signor Di Battista, vogliamo del tutto ignorare il debito storico che l'occidente ha nei confronti dei continenti extra-europei, Africa, Medio Oriente e Sud America, ovvero il fatto che il nostro benessere materiale, il fatto che abbiamo case e strade, industrie, infrastrutture, è in grande parte legato all'aver sfruttato sistematicamente per secoli le risorse degli altri continenti, prima risorse umane, con la schiavitù, poi con il colonialismo, e oggi con un neo-colonialismo fatto di grandi aziende occidentali che pompano risorse energetiche e minerarie a basso costo, sfruttando la corruzione e la mancanza di diritti umani nei paesi extraeuropei, per foraggiare la nostra vorace economia consumista? 
Il compromesso che lei propone, tutto raccolto nella frase "chi è privo di diritto d'asilo in questo momento storico deve essere espulso", non mi sembra quindi altro che una forma sofisticata di "aiutiamoli a casa loro". 
So bene che le migrazioni sono un punto dolente, che non è facile spiegare alla gente comune fenomeni complessi con radici storiche vecchie di molti secoli. Oggi, sull'immigrazione ci si vincono o ci si perdono le elezioni. 
Ma qual è il senso profondo di fare politica, signor Di Battista? La ricerca del consenso, oppure seguire i propri ideali? E' più importante andare al governo, o promuovere il progresso sociale e culturale?


Mattias Cocco

CARDELLI – D’IGNAZIO: SCUOLE IN LEGNO E AL PIU’ PRESTO POSSIBILE

Gran parte del  patrimonio edilizio scolastico, per ogni ordine e grado, presente nel territorio comunale  non è a norma e qualsiasi eventuale intervento di adeguamento sismico sarebbe enormemente dispendioso e nella maggior parte dei casi non risolutivo.

I consiglieri Cardelli e D’Ignazio, in una nota congiunta intervengono sulla questione della sicurezza degli edifici scolastici , sulla disattesa programmazione di interventi necessari e con una proposta :

“Gli ultimi tremendi eventi sismici – si legge nella nota - impongono a tutte gli Amministratori  una prova di grande coraggio che non è quello di ripristinare al più presto la tanto agognata “normalità” riaprendo le scuole dopo frettolosi rabberciamenti dei danni più evidenti, bensì di trasferire tutti gli studenti presso strutture sismicamente sicure (Università, Palazzetto dello Sport, Parco della Scienza, tensostrutture…) e nel frattempo di attivarsi sinergicamente  per l’individuazione di un progetto di sostituzione immediatamente cantierabile. Le scuole in legno , riunite in due o più poli scolastici,  sono oggi la soluzione più sicura, economica, anche come risparmio energetico,ecocompatibile e di veloce esecuzione perché possono essere assemblate in due o tre mesi.

 

All’unisono chiedono  quindi che gli Enti coinvolti (Comune, Provincia, Regione) istituiscano un “tavolo” tecnico-politico permanente per la pianificazione dell’intervento e che con determinazione, anche con l’ausilio della cittadinanza, pretendano il finanziamento statale necessario. 

Nella seduta odierna della VIIIa Commissione della Camera  i due consiglieri con altri rappresentanti politici  hanno chiesto “ con forza la sicurezza delle nostre scuole e che venga preservato l’intero territorio provinciale, sia nelle frazioni montane che nei centri urbani, in modo particolare nel suo capoluogo, la città di Teramo. Che la ricostruzione sia rapida e tenga presente della posizione morfologica del territorio, nel rispetto degli studenti, delle loro famiglie e di tutto il corpo docente”.

Teramo 9 novembre 2016

ELISOCCORSO PUBBLICO O PRIVATO: ANCORA IN ATTESA DELLA LEGGE REASTA

26 milioni, in cinque anni, pagati a un privato. E‘ questa la cifra minima che la regione Abruzzo pagherà alla ditta Inaer Aviation Italia spa di Milano, aggiudicataria dell’appalto per il servizio di Elisoccorso in regione. Cifra minima, perché nel capitolato si parla di euro 31.275.000 al netto di ogni ribasso eventuale. Ma la cifra “completa” di tutte le eventuali opzioni che potrebbero essere applicate al contratto stipulato con la ditta in questione è di 77 milioni.Ma perché affidare a un privato un servizio che potrebbe essere reso dai Vigili del Fuoco, un ente pubblico che per conto dello Stato si occupa ordinariamente di sicurezza e soccorso, a un terzo del costo? Se lo chiede il sindacato Conapo (Sindacato autonomo Vigili del Fuoco) che in una nota ribadisce che la cifra stanziata dalla Regione “per questo tipo di servizio sono uno sproposito”. Affidandolo ai Vigili del fuoco costerebbe meno di un terzo. “Con 26 milioni di euro, se solo si affidasse il servizio ai Vigili del fuoco analogamente a quanto è stato già fatto in altre Regioni, si potrebbe stipulare una convenzione ventennale” dicono Daniele Sbarassa ed Elio D’Annibale, rispettivamente componente della segreteria nazionale del Conapo e segretario provinciale dell’Aquila. La collaborazione tra Regioni e Vigili del Fuoco non è una novità, anzi. Già la Sardegna e la Liguria operano il servizio di Elisoccorso affidandosi ai Vigili del Fuoco. “Il Corpo dei Vigili del fuoco collabora regolarmente con ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile) e adegua i propri velivoli anche alle normative internazionali. Basti pensare che i nostri elicotteri volano sempre con due piloti mentre quelli civili con uno solo. Non esiste, in definitiva, alcun problema relativo all’ENAC, diversamente non voleremmo” sottolineano dal Conapo. Il confronto sui costi ha spinto il consigliere 5 Stelle Riccardo Mercante a presentare nei giorni scorsi una Interpellanza in Regione proprio su questo tema. “È ovvio che se si decide di affidare l’elisoccorso a ditte private, che necessariamente perseguono fini di lucro, il costo del servizio sarà sempre più elevato rispetto a una gestione da parte di una pubblica amministrazione”. A rispondere di quella che viene additata come una scelta esclusivamente politica dovrà essere l’Assessore Silvio Paolucci in uno dei prossimi consigli regionali. Il 18 ottobre è stata sottoposta all’esame dell’Aula, e dopo un lungo percorso di concertazione e audizione delle parti in causa, arriverà sui banchi del Governo,  la legge REASTA, sul soccorso alpino a pagamento. E forse è proprio il percorso partecipato di questa legge – con l’audizione di molti fra Guide Alpine, 118, rappresentanti del CAI, maestri di sci, squadre di soccorso alpino della Guardia di Finanza, Forestale e della Polizia fortemente voluta dai Presidenti di Commissione competenti Pierpaolo Pietrucci e Luciano Monticelli – che potrebbe essere da esempio per ripensare ai criteri di assegnazione dell’appalto dell’Elisoccorso da parte della Regione Abruzzo in tempi di tagli e sforbiciate a servizi pubblici.

FONTE: IL CAPOLUOGO.IT

 

TERAMO: sulla sicurezza delle scuole i dubbi dell’opposizione

Riceviamo e pubblichiamo la nota dei gruppi consiliari del Partito Democratico e Teramo Cambia:

 

Dalle vicende di questi giorni attinenti alla questione allo stato di sicurezza delle nostre scuole e soprattutto dall'esito dei primi riscontri dei sopralluoghi emergenziali, ferme restando le recenti rassicurazioni sullo stato delle strutture a seguito dei recenti eventi sismici, il vero dato preoccupante è rappresentato dalla incapacità del Sindaco Brucchi, primo cittadino al secondo mandato e già assessore ai lavori pubblici del Modello Teramo, di fornire una fotografia dello stato di salute e dell’adeguamento alle normative sulla sicurezza del nostro patrimonio immobiliare scolastico, che dovrebbe essere già costantemente a disposizione di ogni  amministrazione comunale che voglia ritenersi degna di tal nome.

E’ inaccettabile e irresponsabile che, soprattutto dopo la drammatica esperienza del sisma del 2009, si sia costretti a  dover rincorrere affannosamente, sotto le giuste, legittime incalzanti pressioni dei cittadini, l’emergenza dettata dai recenti eventi sismici, a pochi giorni dalla riapertura dell’anno scolastico, per avere un quadro certo e rasserenante di una situazione tutt'altro che lineare,  prevalentemente determinata dalla mancanza di una organica ed efficace programmazione pluriennale di interventi mirati ad ottenere miglioramenti sismici e ad incrementare il livello di sicurezza negli edifici scolastici.

Una carenza di vera programmazione pluriennale che ha avuto costi altissimi anche in termini di capacità di intercettare ed utilizzare fondi e risorse di altri enti, destinati, non solo alla stabilità o agibilità, ma soprattutto alla messa a norma degli edifici. E’ emblematico, in primo luogo, il caso degli asili nido, sulla cui documentazione, al di là delle comprensibili e reali rassicurazioni sulla stabilità date nei giorni scorsi, è necessario fare chiarezza. Nel 2013, anche ai fini di rispettare la normativa regionale sugli accreditamenti, a seguito di apposite verifiche, fu, infatti, attestato con specifiche delibere (in particolare D.G. n. 380 del 2013) che le strutture del Comune di Teramo, dove viene erogato il servizio educativo per la prima infanzia prive della certificazione di conformità antisismica erano praticamente tutte.

Fermo restando che le strutture potevano continuare a erogare i servizi educativi per la prima infanzia, si prevedevano tempi certi per risolvere la situazione. Sul punto, è necessario che l’Amministrazione esca allo scoperto e dica cosa sia stato fatto realisticamente e concretamente fino ad oggi e come si intenda procedere da oggi perché, delibere e determine alla mano, la questione appare ben lungi dall'essere risolta. Infatti, solo sul plesso di Via Diaz risulta essere stata chiusa la procedura con la recente conclusione dei lavori di miglioramento sismico.

Per altre due strutture, il plesso di Via Brigiotti a S.Nicolò e la scuola “Miss Gioia” della Gammarana, non risulta che le opere di adeguamento e miglioramento sismico siano state effettuate in quanto si è solo approvata la progettazione preliminare con la conseguenza di impedire la effettiva possibilità di concorrere all'erogazione dei finanziamenti.

Quando capirà questa amministrazione che, fin quando non si approvano i progetti definitivi/esecutivi non si può neppure aspirare al finanziamento, come diceva peraltro a chiare lettere il bando regionale?

Sugli altri asili, non risulta che sia stata fatta neppure la progettazione preliminare e quindi siamo solo in una fase assolutamente embrionale.

Resta poi senza risposta una domanda che abbiamo già posto nei mesi scorsi: per quale motivazione il Comune di Teramo, città capoluogo di provincia, non ha partecipato al Bando regionale del 2015  che aveva messo a disposizione oltre 3 milioni di euro (Fondi FSC) di contributi in conto capitale per la messa in sicurezza degli asili nido su immobili di proprietà sedi nidi e micronidi, di cui hanno invece beneficiato altre più lungimiranti realtà della nostra provincia?

Un’assenza di programmazione organica per tutte le scuole pubbliche che è impietosamente dimostrata, in via generale, anche dal piano delle opere pubbliche allegato al bilancio comunale: praticamente nessun  intervento di miglioramento sismico e messa in sicurezza è stato previsto per l’annualità 2016 e, anche a causa in molti casi dell’assenza di progettazione, come in passato sono slittati tutti agli anni successivi. E, tra l’altro, non si è mai fatta chiarezza sulle ragioni per cui non si è proceduto ai tanto sbandierati interventi sulle scuole di “Via Tevere” e “Risorgimento” che da programma dovevano essere completati per l’inizio di questo anno scolastico.  

Alla luce di tale situazione e alle giuste domande di sicurezza che ne derivano, in primis sullo stato della certificazione antisismica delle nostre strutture scolastiche, il Sindaco Brucchi e la sua Giunta devono rispondere una volta per tutte e, conseguentemente, assumere la definitiva responsabilità per una incapacità di programmare interventi che garantiscano la sicurezza dei nostri bambini.

 

 gruppi consiliari del Partito Democratico e Teramo Cambia

I Capigruppo

Gianguido D’Alberto

                                                                                                                                      Antonio Filipponi

NEL SOLCO DI TOGLIATTI PER IL NO AL REFERENDUM

 

52 anni fa, il 21 agosto 1964, veniva a mancare improvvisamente il Segretario Generale del PCI Palmiro Togliatti, mentre si trovava a Jalta, in Crimea, nell'allora Unione Sovietica. Sin dal suo rientro in Italia dopo il ventennio fascista, nel 1944, Togliatti è stato uno dei "padri" della nostra Costituzione repubblicana e antifascista, figura chiave tra coloro che hanno costruito le fondamenta democratiche dell'Italia contemporanea. Per Togliatti, come per molti altri protagonisti delle diverse culture politiche presenti nell'Assemblea Costituente, la Costituzione rappresentò il traguardo finale di un complesso percorso di elaborazione, discussione e sintesi politica, maturato durante gli anni della repressione nazi-fascista, dell'esilio, nonché della Resistenza e delle esperienze dei CLN. Nei lavori dei costituenti, emerse in modo chiaro la visione "democratica" dello Stato, con il bilanciamento dei poteri, la dialettica partitica e la piena rappresentanza di tutte le forze politiche nel Parlamento, di cui era fautore il PCI. Una linea politica determinante per la nascita della carta costituzionale e la costruzione della Repubblica, avviata da Togliatti con la "svolta di Salerno" e sviluppata poi nella teoria della "via italiana al socialismo". Scelte politiche strategiche queste per il futuro della nazione, promosse da un Togliatti attore protagonista anche all'estero, numero due del Comintern. 

La Costituzione repubblicana elaborata con il decisivo apporto del PCI Togliattiano viene messa oggi a rischio dalla contro-riforma targata Renzi-Boschi-Verdini. Una pericolosa operazione che insieme con "l'Italicum" stravolge il nostro assetto istituzionale e democratico, per deragliare verso un confuso superamento del bicameralismo perfetto. Si concentra di fatto il potere nelle mani di un solo partito egemone alla Camera, si toglie ai cittadini il diritto di voto per il Senato che sarà composto da nominati, si triplica il numero delle firme necessarie per i disegni di legge d'iniziativa popolare. Un progetto che tenta di ridurre la partecipazione dei cittadini e la sovranità popolare ovvero di tagliare progressivamente quella "democrazia" che i padri costituenti hanno voluto donare all'Italia. Per questo, nel solco di Togliatti e della sua eredità politica e culturale, occorre battersi in difesa della nostra Costituzione, per un secco "NO" al Referendum. 

 

Mirko De Berardinis - Teramo


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