Politica

nuovo segretario circolo Teramo SEL

Auguriamo buon lavoro al nuovo segretario del circolo di Teramo di Sinistra Ecologia e Libertà, il Dottorando Luigi Ettorre,

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Fuori da Abruzzo Civico, O noi o loro

Il progetto di Abruzzo Civico lanciato a livello regionale come casa e federazione di liste civiche disposte a collaborare pur

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Una porcata politica quella che sta maturando

Il mio rapporto conflittuale con la maggioranza è noto, non ho mai risparmiato bordate a Giunta e consiglieri, nessuno escluso.

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Quartiere Cona denuncia il sindaco di Teramo

Domenico Bucciarelli, Presidente del Comitato di Quartiere Cona, Fonte Baiano e Piano Solare, denuncia per l’ennesima volta la

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se Teramo vuole definirsi Capoluogo urge che abbia inizio una discussione pubblica

Se Teramo vuole continuare a definirsi Capoluogo di provincia è urgente che abbia inizio una discussione pubblica sui servizi essenziali che questa città deve salvaguardare e deve istituire affinché possa risultare più vivibile e più civile.

L’annoso problema del commercio che ha subìto i marosi di una crisi drammatica, senza che le istituzioni offrissero il benché minimo aiuto al settore, va a confluire con l’altro problema delle famiglie lasciate sole a gestire la crescita e l’integrazione sociale dei propri figli.

Le due prospettive, apparentemente diverse e slegate fra loro, potrebbero trovare un punto di incontro nell’istituzione di una Ludoteca comunale con annesso servizio di Baby parking.

Come è noto, la ludoteca rappresenta uno spazio destinato alla promozione e alla diffusione della cultura del gioco, con particolare riguardo ai bambini; essa può certamente contribuire alla crescita psico-fisica dei minori e all’acquisizione di abilità sia sul piano individuale che di gruppo, specie nei soggetti in età evolutiva.

È parimenti noto e sperimentato che il servizio di baby parking rappresenti un luogo accogliente per i bambini e dotato di ampia flessibilità per adattarsi alle esigenze dei genitori, in quanto è un centro di custodia oraria che fornisce un servizio socio-educativo-ricreativo, laddove lasciare in affidamento i bambini entro il limiti di permanenza consentiti.

Un contenitore siffatto è un interessante supporto per la crescita e lo sviluppo intellettuale, cognitivo e sociale dei bambini, grazie ad attività e laboratori creativi che favoriscano la socialità e la comunicazione con i coetanei.

L’istituzione di uno spazio attrezzato per tali finalità si rivelerebbe di grande utilità per l’intera comunità: per il baby parking non occorre alcuna forma di iscrizione in quanto il servizio si effettua ad ore; inoltre le spese potrebbero essere nulle per l’Amministrazione comunale in quanto il personale ivi impiegato potrebbe essere retribuito tramite apposita convenzione sovvenzionata direttamente dai commercianti che si gioverebbero del servizio in quanto i genitori – lasciando in ludoteca i propri figli – avrebbero tutto l’agio di poter passeggiare, socializzare, fare spese e dedicarsi più a se stessi e alle proprie esigenze personali.

Potrebbero essere pensate delle forme di abbonamento, di scontistica per i negozi convenzionati, di agevolazioni per impianti sportivi, palestre, studi medici, ecc. Addirittura i servizi potrebbero essere integrati con il baby sitting o il baby taxi, con varie forme di animazione, di organizzazione di feste, compleanni, e quant’altro.

La ludoteca è un servizio essenziale per la comunità ed è una valvola di decompressione dalla fretta quotidiana che divora le famiglie, concedendo momenti di svago ai bambini e momenti di libertà per i genitori per lavorare, fare la spesa, risolvere urgenze sanitarie o di qualsiasi altro tipo, oppure semplicemente per il proprio tempo libero e per il relax.

Non va dimenticato che una ludoteca pubblica agevola l’integrazione di tutti i minori, primi fra i quali quelli disabili, stimolando la comprensione e l’apprendimento, pur non interferendo con le strutture scolastiche ed educative.

Quanto alla sua concreta collocazione, mi sembra un’occasione felice il fatto che gli ex Uffici regionali dell’Azienda di Promozione Turistica – ubicati al piano terra del Palazzo della Sanità di Via Oberdan – siano stati appena liberati e sono certamente a disposizione, dato che la proprietà dell’immobile è della Provincia di Teramo.

Quella location è davvero perfetta in quanto è adiacente al parcheggio di Piazza Martiri Pennesi, offre un ampio porticato per i giorni di pioggia, garantisce una completa visibilità dall’esterno affinché i genitori possano controllare i bambini senza interferire con le attività e non da ultimo è un luogo di cerniera per tutto il centro storico, onde consentire di essere facilmente raggiunto da ogni parte e quale base per passeggiate, incontri ed acquisti.

La ludoteca pubblica può essere istituita direttamente dall’Amministrazione Comunale e facilmente affidata con apposita convenzione alla gestione di terzi, previa redazione di adeguata progettazione sia degli spazi che delle attività da svolgervi.

Né possono ostare i soliti problemi di bilancio in quanto con la Provincia si potrebbero attivare scambi, permute e compensazioni onde acquisire in uso i locali, al pari di quanto già fatto nei locali dell’ARCA, il Laboratorio per le Arti Contemporanee sito in Largo San Matteo (laddove l’immobile è della Provincia ma il Laboratorio viene gestito dal Comune).

Circa il personale necessario al funzionamento del servizio, credo che vi siano ampi margini di trattativa con le associazioni di commercianti che trarrebbero grande giovamento dall’attivazione della ludoteca, consentendo un rilancio del centro storico e di tutte le attività imprenditoriali che vi hanno sede.

Quanto alle somme necessarie per l’acquisto delle attrezzature ludiche, differenziate per classi di età, per l’arredo dei locali e quant’altro, si potrebbe ricorrere all’attingimento dagli appositi fondi europei e dagli specifici bandi regionali e nazionali che periodicamente offrono opportunità per simili progettualità.

Personalmente, in quanto consigliere comunale, ho predisposto apposita mozione da sottoporre all’attenzione della prossima seduta consiliare del 30 novembre.

Spero che tutte le forze politiche e tutta la cittadinanza siano compatte nella condivisione della necessità di cogliere l’opportunità per uno scatto di qualità della città di Teramo.

Fusioni dei comuni, Di Nicola: deposita progetto che incentiva processi aggregativi

Favorire ed incentivare le fusioni tra piccoli comuni aventi una popolazione inferiore a 5.000 abitanti, attraverso

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LA BELLEZZA DA RICONQUISTARE

il programma del neo sindaco di Isola GS, Roberto Di Marco.

Appassionato colloquio, di sincero interesse per il paese, con il neo Sindaco di

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GIULIANOVA, la cittadinanza è attiva

L'amministrazione dà Il "LA'" per il cambianeto della politica locale.

Nel Consiglio comunale del nove ottobre scorso ci sono state delle novità di grande significato.

Due, ma con un corollario di circostanze che segna una tappa importantissima sul cammino del recupero della democrazia costituzionale.

In questo Consiglio comunale, fra gli altri punti, sono stati approvati:

a) modifiche al vigente regolamento sulla democrazia partecipativa;

b) il regolamento sulla cittadinanza attiva.

Prima di ogni commento, un altro dato importante: hanno votato a favore i gruppi di maggioranza e uno di opposizione; di altri quattro gruppi di opposizione, uno si è astenuto, uno non c’era, altri due se ne sono andati prima della discussione e del voto sui due punti.

Le modifiche al vigente regolamento sulla democrazia partecipativa in questo Comune rappresenta un ulteriore esempio di come uno atto normativo comunale possa funzionare da strumento di controllo da parte dei cittadini.

Tradizionalmente – chi conosce i modi dell’Amministrazione pubblica tradizionale questo lo sa – un atto normativo del Comune è provvedimento unilaterale e imperativo. A Giulianova, come in altri comuni che intraprendono la strada della democrazia partecipativa (è successo anche a Bussi sul Tirino meno di un anno fa), il regolamento che disciplina gli istituti di democrazia partecipativa provengono dai cittadini stessi. E da essi sono modificati a seconda delle esigenze della dialettica di base, del dibattito cittadino e della partecipazione popolare. Questo regolamento è stato approvato la prima volta nel 2012, poi modificato due volte a seguito delle costruttive critiche e delle proposte provenienti dai comitati di quartieri e dai dibattiti quotidiani fra i cittadini. Anche gli strumenti normativi di un Comune possono essere il frutto della volontà popolare.

L’approvazione del regolamento sulla cittadinanza attiva segna una svolta senza precedenti, è unica in tutta la provincia di Teramo. Si tratta di un regolamento proveniente dalla lucida riflessione dei comitati di quartiere cittadini, trasformatasi in una proposta formale consegnata all’Amministrazione comunale oltre un anno fa. Grazie a questo regolamento comunale, da domani in città sarà possibile per i cittadini e per l’Amministrazione comunale stabilire patti di collaborazione che abiliteranno i cittadini singoli o associati a prendersi cura di tutti i beni comuni (definiti nell’art. 2 del regolamento stesso). Delle piazze, delle strade, dei parchi, dei monumenti. Essi diventeranno cittadini che operano, sono presenti, controllano, curano e rigenerano, tengono puliti spazi urbani e collettivi. Così facendo essi socializzano, cooperano, collettivizzano, accrescono il capitale sociale di cui c’è tanto bisogno. Si sviluppa così un patrimonio di consapevolezza e di conoscenza collettiva che riveste in sé inestimabile valore sociale, entrando esso stesso nella categoria dei beni comuni immateriali, come presenza consapevole dei cittadini, presupposto fondante della loro sovranità.

Per tutto questo ottengono dal Comune agevolazioni previste dalle leggi in vigore. In particolare, dette agevolazioni possono riguardare riduzioni o esenzioni di tributi inerenti al tipo di attività attuata, definendosi i criteri in patti di collaborazione da sottoscrivere. Qualcuno vorrebbe definirlo “baratto amministrativo”. Va bene. Comunque lo si voglia definire non sembra interessante il nomen: la sostanza di questo do ut des esiste già, ad esempio, nel regolamento appena approvato a Giulianova come in moltissimi altri comuni italiani.

Gli atti normativi de quibus, in questo Comune, sono stati approvati senza alcuna discussione, ma dopo alcuni chiarimenti di merito. Chi li ha votati ha dimostrato grande consapevolezza e senso democratico. Bravi! Questa è la strada del cambiamento della politica. Ne prendano atto anche quei partiti che, preferendo la demagogia, si assentano o fuggono da quei consessi dove il cambiamento si può realizzare.

Prof Carlo Di Marco - Docente di Diritto Costituzionale, Università degli studi di Teramo