Nessun dorma. È ora che la commissione comunale predisponga i regolamenti attuativi dello Statuto per la democrazia partecipativa

Il dibattito sulla democrazia partecipativa inizia a Teramo durante le due giunte Sperandio (1994-2004). Dopo l’approvazione dello

Statuto comunale, diversi comitati si costituirono sotto forma di associazione.

Nel 1996 nel quartiere di Colleatterrato si diede vita addirittura ad un comitato, il cui consiglio direttivo viene eletto direttamente dai cittadini e che prevede la partecipazione diretta dei cittadini nell’approvazione di alcuni atti eliberativi, come ad esempio il bilancio di previsione.
Per rendere esecutivi gli istituti di democrazia partecipativa previsti nello statuto occorre che la commissione consiliare “Organizzazione - affari generali – personale“ predisponga appositi regolamenti attuativi. Presidente della commissione è il consigliere Luca Corona, proprio uno dei presidenti che si sono succeduti nel comitato di quartiere di “villa pavone-colleatterrato”, uno dunque che dovrebbe conoscere bene l’importanza della partecipazione dei cittadini nella programmazione e nella gestione della cosa pubblica. Molti consiglieri comunali hanno sostenuto in questi ultimi tempi la necessità di attuare gli istituti di democrazia partecipativa previsti dallo statuto comunale.

Gianluca Pomante ad esempio ha presentato al Sindaco una bozza di “regolamento per l’individuazione
e la disciplina dei Beni Comuni”.

Maria Cristina Marrone ha sollecitato, subito dopo l’insediamento, la discussione sugli “Istituti di partecipazione” contenuti nel Titolo IV del vigente Statuto comunale, ricordando che il comitato Nuovo Teatro Teramo aveva  protocollato in Comune per ben quattro volte, senza successo, una proposta di “Regolamento per la disciplina
delle forme di consultazione popolare”.

Gianguido D’Alberto ha curato personalmente la parte del programma elettorale di Manola Di Pasquale sindaco che riguardava la democrazia partecipativa. Francesca Chiara Di Timoteo in campagna elettorale ha preso parte, insieme ad altri candidati consiglieri e sindaci, ai corsi di formazione per facilitatori della democrazia partecipativa, organizzati dall’associazione “DEMOS”.

I consiglieri Flavio Bartolini e Alberto Melarangelo nella passata consigliatura diedero vita al “laboratorio di programma per Teramo” rivolto all’ascolto dei cittadini nei quartieri e nelle frazioni. I Consiglieri Paola Cardelli e Fabio Berardini, eletti nella lista del M5S sono sempre stati forti sostenitori della democrazia partecipativa. L’assessore Rudy Di Stefano con delega per i rapporti con i quartiere e le frazione ha avviato un confronto con i presidenti dei comitati
teramani sulla possibilità di costituire la “conferenza dei comitati di quartiere e di frazione”.

Ha predisposto la bozza di un regolamento per l’istituzione dei comitati di quartiere e di frazione da eleggere a suf ragio universale e per evitare che si possano verifi care casi di compresenza di più associazioni sullo stesso ambito
territoriale. La stessa giunta comunale incontra i comitati di quartiere e di frazione attraverso la “giunta itinerante” Altri consiglieri hanno in più occasioni dimostrato particolare attenzione alle attività dei comitati di quartiere e di frazione, ce n’è almeno uno che farebbe addirittura parte di un comitato di frazione.

Possiamo quindi sostenere che sia dai banchi dell’opposizione che della stessa maggioranza viene prestata particolare attenzione alle questioni che riguardano il coinvolgimento dei cittadini nella programmazione degli interventi e nelle iniziative che riguardano direttamente i quartieri e le frazioni, ma spesso con opinioni
diverse e con fi nalità diverse.
Ecco perché occorre regolamentare la materia:
il luogo deputato a questo è proprio la commissione consiliare “Organizzazione - af ari generali – personale“ e fi no a quando questo dibattito non si avvia concretamente, rimarranno solo dichiarazioni di buone intenzioni senza che il
cittadino possa esercitare un suo diritto sancito dalla Costituzione della Repubblica italiana, attraverso quegli istituti previsti dallo Statuto comunale. Per superare dunque l’immobilismo della commissione comunale “Organizzazione af ari generali – personale“ occorre chiaramente che NESSUN DORMA.
Nessun dorma….
“È ora che la commissione comunale predisponga i regolamenti attuativi dello Statuto per la democrazia  partecipativa”

PrimaPagina, edizione Marzo 2015 - di Raffaele Raiola