Gusto

POLPETTE DI PESCE x 4 Persone - 20 min

1) Bagnate del PANCARRE' con il latte. Tritate cipolla e MERLUZZO scongelato in un robot, poi mescolate al pancarrè strizzato.

Aggiustate di sale e pepe, unite al tuorlo d' uovo e due cucchiai di prezzemolo, amalgamate bene.

Formate delle polpette tonde e passatele nel pangrattato.

2) Cuocetele in padella con olio finchè saranno ben rosolate su tutti i lati e servitele con altro prezzemolo.

COTTURA 15 MINUTI

L'AMATRICIANA, Omaggio alle popolazioni colpite dal sisma 24 agosto

la ricetta originale della famosa pasta

 

INGREDIENTI

400 grammi spaghetti di pasta secca di semola di gran duro di produzione italiana di alta qualità. Consigliata la pasta De Cecco n.12

250 grammi guanciale di Amatrice, ( da non usare la pancetta è ricavata dalla pancia del maiale troppo salata, ne altera il sapore ). Il guanciale è ricavato dal muso del maiale quindi è un grasso più nobile con il sapore più delicato e profumato è l'ingrediente indispensabile per la preparazione della matriciana, senza di esso, non è sugo alla matriciana.

500 grammi di pomodoro fresco , quello casalino rosso e ben maturo in alternativa scatola di pelati. Consigliata una scatola di pelati Graziella o San Marzano .

150 grammi di pecorino di Amatrice, il sapore molto delicato, non salato e leggermente piccantino , ( evitare quello romano, al palato risulta forte e  salato, ne altera il sapore ).  

1 cucchiaio di strutto, all'epoca si usava lo strutto con il suo sapore dolce e delicato, e serviva anche come lubrificante per le padelle in ferro. ( da non usare l'olio, con la sua acidità ne altera il sapore  ). 

1 peperoncino rosso non troppo piccante.

1 pugno di sale grosso per la pasta.

PREPARAZIONE:

Tagliate le fette di guanciale di Amatrice a striscioline lunghe, uniformi e dello stesso spessore. ( evitare di tagliare il guanciale a dadini, si rischia di rendere il magro, alla fine dello struggimento, duro )

Pelate i pomodori casalini scottandoli preventivamente in acqua bollente, spellateli togliendo la parte centrale ed i semi, mettete in una ciotola i pomodori a pezzi insieme al loro succo.

Grattugiate il pecorino di Amatrice, ribadisco di non usare quello romano ha un gusto forte e salato.

Versate un cucchiaio di strutto  nella padella in ferro in modo da ricoprirne completamente il fondo, e fatelo scaldare a fuoco vivo. 

Versate il peperoncino e le striscioline di guanciale girandole immediatamente con un mestolo di legno. ( usare rigorosamente padella in ferro per non alterare il sapore del sugo )

Abbassate il fuoco e fate rosolare il guanciale per un paio di minuti, finchè non abbia raggiunto la giusta coloritura giallo dorato ( Attenzione, qui bisogna cogliere il momento determinante che potrebbe essere quello che potrà segnare la fine dell' abbrustolimento o l'inizio di una possibile bruciatura del guanciale, saper cogliere questo momento e' uno dei  segreti della matriciana, che non si insegna ma che si acquisisce con l'esperienza antica  dei pastori matriciani. Se si perde il momento magico, la matriciana e' compromessa, avremmo un guanciale lesso oppure un guanciale bruciato )

Fermate la rosolatura versando il pomodoro già preparato nella padella in ferro.

Fate cuocere il sugo per circa 10 minuti, girandolo di tanto in tanto, finchè non raggiunga il giusto grado di densità e fluidità.

A cottura ultimata togliete il peperoncino e intanto scolate gli spaghetti al dente messi a cuocere in precedenza.

Versate gli spaghetti nella padella in ferro e saltateli, aggiungendo, un pò alla volta il pecorino grattugiato.

Versate gli spaghetti alla matriciana in un piatto, aggiungendo in superficie un pizzico di pecorino e serviteli caldi.

fonte: http://www.matriciana.com/

 

LA SALSA GUACAMOLE

La famosa salsa messicana guacamole è un antichissimo condimento a base di avocado, ormai diffuso in tutto il mondo, la cui ricetta risale addirittura al tempo degli Atzechi.

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IL VATE E IL PIACERE DEL CIBO

Ne Il Piacere, il romanzo con cui Gabriele D’Annunzio inaugura l’epoca del decadentismo ma anche dell’estetismo, il Vate elogia il dessert e la sua presentazione come l’apice della cucina.

Il finale del pranzo era, come sempre in casa d’Ateleta, splendidissimo – scrive D’Annunzio – poiché il vero lusso d’una mensa sta nel dessert. Tutte quelle squisite e rare cose dilettavano la vista, oltre il palato, disposte con arte in piatti di cristallo guarniti d’argento”.

Il “dessert” è indicato come l’apoteosi della gastronomia e, infatti, in questo passo del testo la descrizione diviene più aggraziata. Anche ne Il Piacere – uno dei romanzi più noti e importanti del poeta e drammaturgo italiano di cui nel 2013 si è celebrato il 150° della nascita –, come in molti altri testi di D’Annunzio, il cibo non viene mai citato o descritto direttamente perché, ed è questo uno dei fondamenti dell’opera dannunziana, l’aspetto decorativo parla alla vista e dunque alla testa e non al palato.

RAVIOLI DOLCI ALLA TERAMANA

E' un piatto molto gustoso, della tradizione teramana,che si prepara soprattutto nel periodo di carnevale e che racchiude un perfetto equilibrio tra dolce e salato 

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DOPO LE FESTE IL GUSTO CONTINUA...

Dopo i vari pranzi e cene delle festività natalizie, una ricetta fresca, leggera e di buoni propositi per l’anno appena iniziato:

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FRANTOIO GRAN SASSO: il numero vincente è “949"

Grandi ed innovativi progetti sono in programma per Antonio Trivellizzi che ha in mente una nuova produzione di olio

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Parmigiana Caprese

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