Vita Sociale

XXII TERAMO COMIX 2014 ... Quante novita'!

tecomix14Eroi ed Eroine di carta: il favoloso mondo dei fumetti

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MA COSA AVRA' PEPPA PIG?

peppapigChiunque abbia l'occasione di frequentare un bambino in tenera età (3-5 anni o

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UNA SCUOLA AMICA…

scuola_amicaIl 9 Gennaio scorso, presso l'Istituto Tecnico Industriale " V. Cerulli" di Giulianova, si è tenuto il Convegno Regionale Verso una Scuola Amica, Spunti per un modello di progettazione partecipata, organizzato e promosso dall'Unicef - Comitato Regionale per l'Abruzzo e dall'Ufficio Scolastico Regionale Abruzzo. L'iniziativa si è rivelata un momento prezioso per riflettere sui valori dell'accoglienza e della valorizzazione della persona in una scuola intesa come comunità educante. Presenti il Presidente dell'Unicef – Abruzzo Anna Maria Cappa Monti, il Dirigente Tecnico dell'Ufficio IV presso l'USR Regione Abruzzo Maria Teresa Spinosi, il primo cittadino di Giulianova Francesco Mastromauro e il Dirigente scolastico della scuola ospitante dott.ssa Leonilde Maloni. Sono state invitate al Convegno le scuole che hanno già in sperimentazione il progetto, quelle che hanno aderito quest'anno per la prima volta e tutte le istituzioni scolastiche che intendono condividere tale proposta. Verso una Scuola Amica dei bambini e dei ragazzi è quindi un programma promosso, ormai da cinque anni, dall'Unicef Italia per supportare le scuole nell'arduo compito di affrontare le tematiche legate all'accoglienza, all'interculturalità, alla solidarietà, al diritto all'ascolto e alla partecipazione, al diritto all'apprendimento. Tale Programma ha l'obiettivo di coinvolgere il mondo della scuola in un processo di attuazione dei diritti enunciati dalla Convenzione sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza affinché bambini e ragazzi possano non solo conoscere tali diritti ma anche viverli e condividerli. Per intraprendere tale percorso verso una Scuola Amica, sono stati individuati "Nove passi" per tradurre e contestualizzare i Diritti definiti dalla Convenzione nel contesto scolastico, come ci spiega la Dott.ssa Ivana Carraro, referente per il progetto presso l'USR di L'Aquila, "I "Nove passi" verso una Scuola Amica sono: Accoglienza e qualità delle relazioni ossia attenzione alla persona ; partecipazione; protagonismo dei bambini/ragazzi; lo spazio organizzato a misura di bambino; patto formativo con le famiglie e le componenti scolastiche; strategie cittadine in coordinamento con il Programma "Città Amiche"; progettazione partecipata; autovalutazione con il protocollo di Scuola Amica;. Essi sono stati pensati con una logica consequenziale ma possono essere realizzati anche aggregandoli in combinazioni diverse per rispondere ai bisogni reali di ciascuna realtà scolastica".

Quali le Scuole che hanno già aderito nel nostro territorio?

"Quest'anno partecipano al progetto più di 30 scuole, di ogni ordine e grado, distribuite tra le quattro province; sono moltissime le istituzioni scolastiche che hanno inserito per il primo anno il percorso "Scuola Amica nel loro Piano dell'Offerta Formativa, ma è significativa anche la presenza di quelle che hanno continuato a rinnovare l'adesione per più annualità. Non mancano alcune scuole paritarie".

Cosa è richiesto alle Scuole aderenti?

"In primo luogo, la voglia di mettersi in gioco come comunità educante; poi la capacità di fare una autovalutazione in prospettiva "Scuola Amica", per capire i punti di forza sui quali puntare i i fattori di debolezza, al fine di mettere in atto percorsi di miglioramento. Queste azioni dovranno essere sempre più pervasive nella'ambiente scolastico e al suo esterno, fino a coinvolgere tutti gli "attori" del processo educativo: docenti, alunni, dirigente, personale ATA, genitori, territorio".

Quale procedura occorre attivare da parte delle Scuole che intendono aderire al Progetto?

"Tra la fine dello scorso anno e l'inizio del nuovo, le scuole hanno proposto la loro adesione e hanno effettuato una prima "autoanalisi", secondo una serie di indicatori che consentono di "misurare" il grado di accoglienza, di capacità di relazionarsi, della disponibilità al cambiamento. Quindi, le attività attraverso le quali si costruisce il percorso educativo vengono impostate con queste caratteristiche, scegliendo quelle che più sono efficaci sotto questo profilo e che consentono il massimo grado di attenzione verso la persona e la sua promozione".

Quali strumenti operativi sono stati elaborati per attuare il Programma?

"Alle scuole aderenti è stato consegnato un Protocollo: questo strumento è di aiuto in tutte le fasi di sviluppo del percorso e, come un "Diario di bordo" consente alle scuole di avere sempre presenti i passi compiuti, le tappe da conquistare, i passaggi da ottimizzare. Alla fine dell'annualità, dopo una serena verifica dei risultati raggiunti in termini di "cambiamenti" migliorativi, si rilascia un Attestato di Scuola Amica delle bambine e dei bambini: questo riconoscimento è, in realtà, una presa d'atto pubblica della strada sulla quale la scuola si è incamminata e un impegno formale a proseguire. Le "Scuole Amiche" si contraddistinguono con un logo, appositamente creato fin dall'inizio del progetto da Altan e "brevettato" per UNICEF".

PrimaPagina edizione Febbraio 2014 - di Clementina Berardocco

Quando l’ ARTE SI SPOSA con il SOCIALE

qui_culturaSabato 25 gennaio si è tenuta la mostra di pittura di Laura De Berardinis organizzata dall’Associazione Culturale Teramo Nostra presso il bar San Matteo di Teramo. Il titolo della mostra , “ Fuori E Dentro Gli Argini”, evoca il concetto del fiume come metafora della vita, con tutte le contraddizioni e le fragilità proprie della dimensione umana. La pittura della De Berardinis trae ispirazione dal teatro di Eduardo De Filippo, che in un certo qual senso ne ha segnato l’espressione artistica. In un quadro in particolare è ravvisabile l’influenza di Eduardo, esso è un tributo alla commedia teatrale “Filumena Marturano”, vera e propria apoteosi dell’amore materno che si pone da scudo nei confronti di chi vorrebbe il tradimento di questo amore. Nel quadro, con un tocco inedito e non semplice da decifrare, viene espresso questo concetto. Lo stile della De Berardinis ha raccolto le critiche positive di Sandro Meralangelo, professore di arte, artista e critico d’arte. Alla mostra oltre al coro di voci bianche dell’Istituto scolastico Savini – San Giuseppe di Teramo, diretto da Silvia Iuliani, erano presenti i Bambini di Betania, casa di accoglienza che si trova a Tortoreto, la cui presidentessa è Maria Luisa Giangiulio, che peraltro ha partecipato alla serata. I bambini hanno recitato delle poesie scritte da loro. Quest’associazione nasce per offrire un punto di riferimento a tutti quei bambini che vivono una situazione di disagio dentro le mura domestiche e a coloro che hanno subito l’abbandono. Si offre loro una sorta di famiglia temporanea, che si pone l’arduo compito di ricostruirne l’identità spezzata. Nel suo intervento la presidentessa Maria Luisa Giangiulio ha sottolineato che la metafora del fiume, tanto cara all’autrice della mostra, è in perfetta sintonia con la missione dell’associazione. La Giangiulio  descrive i bambini di cui si prende cura come “palle ferite” che necessitano di pace, di serenità, di giochi, di riposo, di premure, per poi essere rimesse in quello che è il “fiume della vita”.

PrimaPagina edizione Febbraio 2014

FUTURO COUPON tra tagliandi di prenotazione e buoni spesa

coupon_scontiOramai il consumatore è "schiavo" dell'offerta e della ricerca del risparmio. E' diventato comune a molti che beni e servizi non indispensabili, ma che fino a qualche anno fa ci si poteva permettere, oggi sono diventati inaccessibili o comunque rinunciabili. Due giovani imprenditori, non facendosi intimorire dalla crisi stanno sperimentando il nuovo mercato dei coupon, proponendo, e di fatto permettendo, l'accesso ad alcuni servizi con notevole risparmio. Un gruppo di aziende, che storicamente si occupa di informatica, tra le varie attività ha creato un sistema integrato di rilevanza nazionale per la vendita di coupon. La crisi economica spinge il consumatore al risparmio, al confronto delle offerte e alla inevitabile selezione. Mediante il portale Scontisubito.it è possibile visionare delle offerte dettagliate, confrontarle e scegliere quella più confacente alle proprie esigenze, risparmiando. Obiettivo primario e non trascurabile dei gestori del sito è che sia i clienti che i partners possano fare affari con soddisfazione. Da studi effettuati il mercato dei coupon sarà in forte crescita fino al 2016. "Noi vogliamo guardare oltre – precisa l'Amministratore – e abbiamo già messo in atto due iniziative. La prima che risolve i problemi che possono presentarsi con il sistema in essere. Ad esempio: il partner vende coupon, il cliente usufruisce del servizio dal partner, che ritira il coupon, successivamente il gestore paga il coupon.

Noi cerchiamo di farlo puntualmente, Groupon lo fa con notevole ritardo. Il secondo problema concerne il lavoro che passa inosservato, ma che necessita fare, come ad esempio visitare il cliente e ritirare periodicamente i coupon. Quindi abbiamo ideato in sistema che permetta di by-passare questi fattori debilitanti, che sono 1,2,3...Sconti e Salda in cui è possibile acquistare tagliandi di prenotazione in maniera tale da non essere in competizione con colossi come Groupon ma permettere, allo stesso tempo, all'utente internet di acquistare un tagliando di prenotazione con cui prenotare il servizio che poi salderà direttamente al partner al momento della fruizione del servizio prescelto". Questo nuovo sistema è già attivo in città come Roma, Catania e Milano. La seconda alternativa è BuoniSpesaWeb in cui sono in vendita buoni spesa, così come si fa già in America.

PrimaPagina edizione Gennaio 2014

QUANDO LA SCUOLA È...IN OSPEDALE

DIRITTO ALLO STUDIO GARANTITO

maestre_ospedaleLa scuola in ospedale configura un'offerta formativa decisamente peculiare per i destinatari cioè gli alunni ospedalizzati e le modalità di erogazione. Nata da un'esperienza episodica sulla base della disponibilità e volontà di singoli operatori e istituzioni, nel tempo è diventata una struttura con una sua precisa identità, facilmente riconoscibile e realmente integrata. Oggi è diffusa in tutti gli ordini e gradi di scuola e nei principali ospedali e reparti pediatrici del territorio nazionale. È presente dal 2003 anche nell'Ospedale Mazzini di Teramo e l'Istituto Comprensivo di appartenenza è D'Alessandro – Risorgimento il cui Dirigente Scolastico è la Dott.ssa Lora D'Antona Catacuzzena. Tale intervento è volto ad assicurare agli alunni ricoverati pari opportunità, mettendoli in condizione, ove possibile,di proseguire lo sviluppo di capacità e competenze, facilitare il loro reinserimento nei contesti di provenienza e di prevenire eventuali situazioni di dispersione scolastica. Due sono le docenti assegnate alla Scuola Statale in Ospedale: Annamaria Ponziani (Scuola Infanzia) e Elsa Di Ferdinando (Scuola Primaria).

A quest'ultima chiediamo come il docente in ospedale, oltre a garantire un "ponte" tra la famiglia e l'ospedale, riesce a svolgere il delicato compito di promuovere il diritto all'istruzione in un contesto così particolare e complesso. Il docente in Ospedale in ogni situazione deve trovare il modello organizzativo più idoneo ed efficace, visto che sono presenti alunni lungo- medio e brevi degenti con peculiari bisogni.

Come si svolge il vostro lavoro? L'intervento dell'insegnante si sviluppa all'interno di una dinamica complessa di situazioni in cui sono strettamente intrecciati aspetti motivazionali, elementi relazionali, condizioni organizzative di compliance. L'intervento pedagogico-educativo richiede un'attenta analisi delle variabili in gioco. L'organizzazione della scuola va attivata e gestita come una sorta di avvicinamento continuo a ciò che viene ritenuto ottimale per il bambino ma che non raggiunge mai punti fermi e definitivi data la sua complessità e le numerose interferenze che vi si manifestano. Quotidianamente l'organizzazione richiede, dunque, aggiustamenti, modifiche, integrazioni, inversioni di rotta, e ristrutturazioni. Dalla conoscenza di diversi modelli organizzativi si può selezionare quello che al momento risulta essere il più efficace: ogni nuova situazione deve trovare una risposta "originale" ed immediata ai problemi che si presentano. In tale prospettiva il "fare scuola in ospedale" si traduce in una complessità in cui le competenze dell'insegnante e il suo stile d'insegnamento si intrecciano con le esigenze dei bambini e con le possibilità offerte dal contesto: un contesto specifico e particolare con caratteristiche e vincoli che devono essere, per quanto possibile, trasformate in risorse.

Come cambia la percezione della scuola in bambini costretti all'ospedalizzazione? L'idea di scuola, in un ambiente così particolare deve "in primis" perseguire l'obiettivo primario che è il ben-essere del bambino. Esso deve, perciò,configurarsi come ambiente che "ascolta" il disagio e lo prende in carico. Deve inoltre ristabilire una "normalità" del concetto di tempo che viene, inevitabilmente, frantumato e destrutturato. Cerchiamo, quindi, di garantire una scuola come luogo accogliente, rassicurante, ricco di stimoli, di esperienze di apprendimento, di socializzazione; pronto, attraverso l'azione dei docenti, a "leggere" e ad interpretare i bisogni e gli interessi dei bambini.

Qual è l'indice di gradimento dei bambini? La partecipazione alle attività didattiche è entusiasmante e proficua. Spesso, i bambini in dimissione provano una sorta di dispiacere nel lasciare questa "scuola speciale" in cui si sentono veramente al centro del processo insegnamentoapprendimento. La frequenza alle lezioni è obbligatoria? Non è obbligatoria ma è bellissimo assistere che il concetto di obbligo scolastico viene trasformato in piacevole partecipazione. Ovviamente vengono rispettati i tempi delle terapie, delle indagini cliniche ma queste passano in secondo piano: le attività didattiche rappresentano anche un mezzo per esorcizzare paure e ansie, dispiaceri e preoccupazioni.

Qual è il rapporto con i genitori? Riconoscono il ruolo e l'importanza della scuola all'interno dell'Ospedale? Il rapporto con i genitori è ottimo e costruttivo. Essi si sentono meno soli di fronte agli stati emotivi e spesso vengono coinvolti nelle attività laboratoriali condividendo metodi e strategie di approccio, onde evitare interferenze negative per il bambino. Attribuiscono alla scuola un ruolo essenziale per il proprio bambino che ha perso i riferimenti temporali, spaziali e affettivi.

Quali sono le modalità di comunicazione e di collaborazione, che garantiscono la continuità didattica con i docenti delle classi di appartenenza degli alunni ospedalizzati? La scuola in ospedale è una scuola "ponte" tra il bambino ricoverato e il bambino dimesso. Sia in entrata che in uscita dall'ospedale si crea una rete di "collegamenti" con le insegnanti di classe per garantire il diritto a proseguire nella crescita senza interruzioni: il ricovero non deve rappresentare un ostacolo! Altra finalità da garantire, in stretta collaborazione con le scuole di provenienza, è quella di assicurare il diritto al ben-essere e alla sicurezza affettiva aiutando l'alunno ad elaborare le proprie emozioni negative per far spazio al pensiero evitando così che diventino ostacoli per l'apprendimento; infine favorire il reinserimento nella propria classe non tralasciando il recupero di ogni dimensione: sociale, cognitiva, affettiva ed emotiva.

Qual è la percezione del personale medico e paramedico nei confronti della realtà scolastica in Ospedale? L'insegnante della scuola in ospedale viene percepito come valore aggiunto da parte dell'ambiente medico-sanitario, dal momento che collabora con il personale; stabilisce una relazione di fiducia e di empatia; sostiene ed incoraggia per motivare all'azione e all'interazione con i sanitari, pratica "l'ascolto attivo" inteso come capacità di ri-conoscere in modo empatico ed immediato bisogni ed interessi e di individuare le giuste strategie per sostenere e promuovere la relazione nel gruppo; gestisce i tempi frammentati dell'ospedale, gli eventi imprevisti e i mutamenti relazionali cercando soluzioni immediate ed efficaci per il bambino; assicura l'esistenza della dimensione ludica in ogni attività proposta; accoglie le emozioni e ne favorisce la circolazione affinché ciascun bambino possa ricostruire il proprio sé. Tutto questo mi porta ad affermare: "Bambini, non preoccupatevi se venite ricoverati in ospedale; non perderete tutte le certezze, almeno la scuola... è garantita!"

PrimaPagina edizione Gennaio 2014

BANCA TERCAS - L'inglorioso declino di una prestigiosa istituzione (e dei suoi protagonisti)

tercas_angoloIL CREPUSCOLO DEGLI DEI

Il 5 maggio del 2012 i teramani apprendono che la Banca Tercas, il più importante istituto di credito della città e dell'intera regione è commissariata «per gravi irregolarità e controlli inadeguati». Azzerati tutti i vertici, la Banca d'Italia nomina

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BANCA TERCAS - Chi è Antonio Di Matteo

DiMatteoOriginario di Avezzano, ha un passato in Unipol, al fianco di Giovanni Consorte, e in Banca Popolare dell'Adriatico. Alla direzione generale della Banca Tercas dal primo giugno 2005 al 30 settembre 2011. Nel corso del suo mandato ha svolto anche l'incarico di amministratore delegato di Banca Caripe- dal 3 gennaio 2011 al 26 settembre dello stesso anno- Presidente della Commissione regionale Abi Abruzzo (nel febbraio 2007). Il 20 settembre 2011 le dimissioni di Di Matteo vennero accolte e ratificate dal Cda della Tercas. Attualmente è indagato in almeno tre indagini condotte da tre procure, Roma, Milano e Perugia. Si tratta di indagini su attività relative alle gestioni o comunque a operazioni finanziarie che hanno coinvolto oltre alla Tercas anche la banca di San Marino e la Banca di Spoleto. Di Matteo dopo essere stato detenuto nel carcere romano di Regina Coeli è ora agli arresti domiciliari. 

(PrimaPagina ed Gennaio 2014)